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Manifestazioni di massa del PAME: nessuna paura, nessuna illusione

Partito Comunista di Grecia (KKE) | kke.gr
Traduzione per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

07/10/2013

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Migliaia di manifestanti, lavoratori, giovani, disoccupati e pensionati hanno inondato sabato 5 ottobre il centro di Atene, e altre decine di città in tutto il paese, nelle manifestazioni di massa e marce militanti organizzate dal Fronte Militante di Tutti i Lavoratori (PAME).

Ad Atene il corteo del PAME ha raggiunto piazza Syntagma, davanti al Parlamento. Queste manifestazioni sono state organizzate contro la politica del governo della ND e del PASOK, con le richieste seguenti:

- Firma dei Contratti Collettivi di Lavoro, sia negli aspetti giuridici che economici, e abolizione delle leggi antisindacali in materia di contratti.
- Protezione dei disoccupati, indennità di disoccupazione e assistenza farmaceutica.
- Abolizione delle leggi contro la sicurezza sociale, abolizione dei tagli, ripristino della 13° e 14° nelle pensioni, ristabilimento dei fondi pensione rubati dallo Stato e dagli imprenditori.
- Reintegrazione dei licenziamenti nel settore pubblico, cessazione dei licenziamenti nel settore privato.
- Fondi per coprire i bisogni fondamentali in materia di istruzione, salute e previdenza sociale.
- Abolizione del pesante sistema impositivo e prevenzione dai pignoramenti e aste a scapito delle famiglie popolari.

Allo stesso tempo, le manifestazioni hanno assunto un carattere di chiara condanna dell'attività criminale dell'organizzazione fascista "Alba Dorata". I manifestanti hanno osservato un minuto di silenzio in memoria del giovane Pavlos Fissas, assassinato dalla formazione neofascista.

Commento del Segretario Generale del CC del KKE, Dimitris Koutsoumpas

Il Segretario Generale del CC del KKE, Dimitris Koutsoumpas, nelle manifestazioni del PAME in Piazza Omonia, ha rilasciato il seguente commento:

"L'unica speranza e prospettiva risiede nella rapida aggregazione del movimento operaio e popolare, nell'organizzazione della lotta, nella promozione dell'alleanza popolare tra la classe operaia, gli impiegati, i disoccupati, i lavoratori autonomi della città, i contadini poveri, i giovani e le donne. La speranza è nell'unione di forze con il movimento sindacale di classe, il PAME, e con gli altri raggruppamenti, l'azione comune con il KKE, con la prospettiva del potere popolare, nella direzione della lotta contro i monopoli, contro il sistema capitalista marcio.

Il presupposto per far si che la gente abbia realmente il potere è la socializzazione dei monopoli, il disimpegno dall'Unione Europea, la cancellazione unilaterale del debito. Naturalmente, questo potere pianificherà centralmente l'economia, svilupperà il potenziale produttivo del paese a favore della classe operaia, a favore del nostro popolo".

PAME: Non esiste una gestione del capitalismo favorevole al popolo

Giorgios Skiadiotis, membro della Segreteria Esecutiva del PAME, all'inizio del suo discorso alla manifestazione del PAME, ha detto che il movimento operaio e popolare, il movimento della gioventù ha la forza di isolare, schiacciare e sradicare dalla faccia della terra Alba Dorata. Ha affermato che: "La formazione assassina neofascista si può spezzare se ogni lavoratore che soffre si rende conto che Alba Dorata non ha nulla a che fare con le preoccupazioni e i problemi del popolo. E' una forza preparata e formata per svolgere atti violenti, per intimidire, per agire in modo criminale. Si tratta di un'organizzazione razzista e mafiosa. E' stata creata dal capitale e da esso finanziata e utilizzata. (...)

"Alba Dorata agisce precisamente per il contrario di quello per cui lottiamo noi e i lavoratori in generale. Noi lottiamo per salari degni mentre loro sono dalla parte dei padroni, per ridurre i salari. Noi lottiamo per far si che i sindacati siano liberi dall'influenza dei padroni e dello Stato mentre loro sono al servizio dei padroni e delle istituzioni, per eseguire il lavoro sporco. Noi ci sforziamo per unire i lavoratori, a prescindere dal colore della pelle, della religione, dei rapporti di lavoro, contro il capitale mentre loro stanno seminando il razzismo, l'odio razziale e religioso. Noi cerchiamo di resistere in modo organizzato alla violenza padronale e statale, mentre loro sono parte della violenza padronale e statale contro il movimento operaio. Noi lottiamo per abolire il sistema di sfruttamento e loro sono uno degli strumenti assassini del sistema contro di noi, per mantenere lo status quo. (...)

"Inoltre, noi siamo qui e partecipiamo a questa mobilitazione di massa proclamata e organizzata dal PAME, per rompere e rispondere da un lato al clima di terrore e dall'altro alle false speranze e illusioni che cercano di inculcare il governo e le forze del capitale.
Contro il timore che se non vengono attuate le misure, ne arriveranno di peggiori. Contro la paura verso l'autoritarismo e la repressione. Contro le speranze che queste misure siano le ultime, che attraverso esse avremo sviluppo e ci saranno giorni migliori per i lavoratori. Senza paura e senza illusioni. (...)

"Noi siamo qui:

Per far si che il movimento sindacale, il movimento popolare, non possano avere un'altra linea di lotta oltre quella dell'unità contro il capitale, le multinazionali, che sono la fonte del male, il tiranno comune di tutti i settori popolari. La linea non può essere quella della collaborazione di classe. La linea non può essere altra che il rifiuto di tutti gli amministratori del capitalismo.

Perché la vita lo ha già confermato molte volte: la gestione del capitalismo non può essere favorevole al popolo.

"Noi non vogliamo vivere nelle menzogne, nell'utopia di uno sviluppo più giusto nel quadro capitalista. Non si può, come
promettono il governo e SYRIZA, avere una distribuzione equa se chi produce la ricchezza ne è spogliato dai ladroni che se ne appropriano.

"Abbiamo proposto a tutte le organizzazioni della classe operaia, come una escalation di lotta, la proclamazione di uno sciopero generale nazionale il 23 ottobre. Perché dobbiamo, in qualsiasi modo, impedire la nuova barbarie che si aggiunge all'attuale situazione, rendendo la nostra vita un vero inferno. Perché gli imprenditori e il governo, gli alleati stranieri dei mostri locali, sentano il nostro fiato sul collo quando preparano nuovi incubi ai nostri danni. Perché dobbiamo creare i presupposti per un totale rovesciamento di tali misure e delle forze che le promuovono. Tutti i sindacati hanno l'obbligo di prendere posizione sulla nostra proposta e accoglierla. I lavoratori devono adottare una posizione ferma contro i sindacati e sindacalisti che rifiuteranno questa proposta.

"Alcuni pretendono che scioperi di lunga durata, non discussi, né preparati in particolare sul piano delle alleanze, possano impedire le misure e rovesciare il governo. Ma in pochi giorni si arriverebbe alla degenerazione e ovviamente i lavoratori sarebbero portati alla disillusione e alla smobilitazione, rafforzando ulteriormente il governo e la coalizione governativa.
Parliamo delle marionette di ieri, che costituiscono la maggioranza della dirigenza delle Confederazioni sindacali del settore privato (GSEE) e pubblico (ADEDY), di 'Intervento Autonomo' e ANTARSYA, il cui avventurismo e la cui furia contro il PAME non hanno limiti.

"Noi vogliamo discutere fino alla realizzazione dello sciopero, se è possibile, con tutti i lavoratori, con tutto il popolo. Vogliamo integrare migliaia di lavoratori nei sindacati e che in migliaia partecipino alle Assemblee generali e decidano. Noi vogliamo che in quel giorno si paralizzino le fabbriche, con gli stessi lavoratori alle porte. Che si inondino le strade di lavoratori dalle fabbriche e dagli uffici. Che siano con noi per le strade milioni di disoccupati, donne e immigrati. Che siano con noi i lavoratori autonomi senza reddito che soffrono, i contadini poveri con altri cappi attorno al collo.

"Se ci riusciamo, se lo sciopero fosse un passo in questa direzione, allora i tiranni nazionali e stranieri perderanno il loro sonno".

Il rappresentante del PAME ha sottolineato che solo allora si creeranno i presupposti perché cada il governo. Non solamente perché cada questo governo ma anche perché alla guida del paese non giunga un altro soggetto con nuovi argomenti e slogan per proseguire le stesse politiche antipopolari.


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