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- popoli resistenti - grecia - 03-02-14 - n. 484
Mobilitazione di massa della KNE contro il super-sfruttamento e il lavoro sottopagato
Partito Comunista di Grecia (KKE) - Gioventù Comunista (KNE) | kke.gr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
03/02/2014
Riuscita la mobilitazione messa a punto dall'Organizzazione dell'Attica della Gioventù Comunista, KNE, venerdì pomeriggio (31/1) nel centro di Atene, in Piazza Omonia. Sotto accusa le proposte dell'organo consultivo del governo, il Centro di Pianificazione e Ricerche Economiche (Kepe), per il super-sfruttamento dei giovani. Con il pretesto della lotta alla disoccupazione, il Kepe ha proposto l'abolizione del salario minimo per i giovani con meno di 29 anni, fino a un anno dall'assunzione, come incentivo alle imprese. La mobilitazione è stata anche la prima risposta agli annunciati piani del Primo Ministro, per la creazione di 440.000 opportunità di lavoro attraverso programmi di super-sfruttamento e lavoro sottopagato.
La mobilitazione di massa della KNE ha avuto inizio con il raduno alle 5 del pomeriggio in piazza Omonia a cui è seguita una marcia verso il Ministero del Lavoro e gli uffici del Kepe. Intervenendo alla manifestazione, Petros Markomichalis, Segretario del Consiglio della regione Attica della KNE, ha detto tra l'altro: "Che cosa propongono? Naturalmente, sempre in nome dello sviluppo? Vogliono che i giovani fino all'età di 29 anni vaghino tra i diversi programmi che perpetuano la povertà e la disoccupazione, per un anno senza il salario minimo. Senza i soldi sufficienti per pagare il biglietto del pullman o comprare una merenda.
"Queste proposte sono la logica conseguenza delle precedenti decisioni che ne hanno preparato il terreno. Quali sono queste decisioni? I contratti a chiamata, i contratti mensili, i cosiddetti periodi di prova, i programmi di ingresso al lavoro per i giovani, la legge che opera una distinzione tra le retribuzioni dei lavoratori sopra o sotto l'età di 25 anni.
"Misure che pretestuosamente dovrebbero fronteggiare la disoccupazione giovanile, che faciliterebbero l'ingresso sul mercato del lavoro. Tuttavia, la disoccupazione, soprattutto tra i giovani, non solo non si è ridotta, ma è in rapido aumento. La disoccupazione ufficiale si attesta al 27,8%, mentre tra i giovani sotto i 25 anni di età è molto più alta, raggiungendo il 59% (...)
"Intanto il Primo Ministro Samaras annuncia 440.000 nuove opportunità di lavoro. Attenzione! Non ha parlato di posti di lavoro ma di opportunità. Non un posto di lavoro stabile!
"Il tentativo del governo è di farci accettare di lavorare per niente, così impariamo a vivere con poco! Questo tentativo deve incontrare la risposta organizzata dei giovani lavoratori, dei giovani disoccupati, dei giovani in formazione, presso gli istituti tecnici e le università, nelle scuole e nei quartieri. Ogni militante e simpatizzante della KNE, ovunque si trovi, deve immediatamente svolgere un ruolo di primo piano nella lotta con i sindacati e con il PAME per rivendicare:
- che nessun giovane lavori con uno stipendio inferiore ai 751 € al mese (la paga minima prevista dai contratti nazionali prima dello scoppio della crisi);
- il divieto di distinzioni tra lavoratori in base all'età;
- l'abolizione di quelle strutture, centri di formazione, ONG, ecc… che realizzano i programmi di impiego sulla falsariga delle "esperienze lavorative";
- Copertura medica gratuita per tutti;
- Indennità di disoccupazione contro la perdita involontaria del lavoro per tutto il tempo in cui perdura la condizione di disoccupato;
- Misure sostanziali per la protezione dei disoccupati e delle loro famiglie.
- Indennità mensile di partecipazione ai lavoratori coinvolti nei programmi di inserimento e diritto alle prestazioni di disoccupazione dopo il termine di un contratto di 5 mesi".
Petros Markomichalis della KNE ha concluso:
"Chiediamo a tutti i giovani di riflettere a proposito del perché il KKE sia l'unico partito chiaro, capace di indicare il modo per risolvere la disoccupazione. Perché solo il KKE ha una proposta per il rovesciamento di questo marcio sistema di sfruttamento, il quale genera la disoccupazione ed è incapace di risolvere il problema. Problema che questo sistema può solo mitigare un po' foraggiando i capitalisti di denari sonanti da spendere per riciclare i giovani in lavori senza diritti".
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