www.resistenze.org - popoli resistenti - grecia - 10-02-14 - n. 485

I piccoli contadini si avviano alla lotta

Partito Comunista di Grecia (KKE) | kke.gr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

04/02/2014

«Così siamo di nuovo in strada. Con i trattori, che sono il nostro strumento di lavoro e di lotta, attuiamo i blocchi stradali, con il proposito di sopravvivere. Stiamo lottando, con le unghie e coi denti, per mantenere i nostri campi e i nostri allevamenti, per restare nei nostri villaggi e sostenere dignitosamente le nostre famiglie con il frutto del nostro lavoro.

Questa lotta per noi piccoli contadini è una scelta inevitabile. Se rinunciamo, ci scacceranno dalle nostre terre, ci getteranno nel fuoco della disoccupazione e della miseria. E' una lotta giusta. Peraltro non chiediamo nulla se non di lasciarci quel poco che ci è rimasto.

I nostri accusatori compaiono appena scendiamo in piazza. Vecchie conoscenze che, ogni qualvolta che avanziamo le nostre istanze, ci "vomitano addosso la loro bile". Ci dicono "mendicanti", "egoisti" "fannulloni", "istigati da motivi politici". Ci insultano profondamente, chiamandoci "asini" e "terroristi". (...)

Ora ci accusano di essere "parassiti" e sostengono che protestiamo perché non vogliamo pagare le tasse. Ci chiedono con ipocrisia perché, visto che abbiamo un reddito, non vogliamo contribuire, come gli operai, i lavoratori autonomi e gli imprenditori.

Rispondiamo loro, che sono miserabili bugiardi e sporchi calunniatori. A cosa diciamo no? Alla decisione del governo di coalizione, ND-PASOK [centro destra e centro sinistra], di prelevare, con una tassazione selvaggia e ingiusta, gli averi dei contadini poveri, degli operai, dei piccoli imprenditori e commercianti, per incanalarli nelle "tasche avide del grande capitale"».

Questi alcuni brani della dichiarazione rilasciata dai contadini della Tessaglia. Oltre un migliaio di trattori si sono riuniti nel blocco della principale arteria autostradale del paese, a Nikaia, Larissa. Hanno trovato la polizia antisommossa schierata sin dal primo momento, per sopprimere la lotta con manganelli e gas lacrimogeni.

La mobilitazione coinvolge migliaia di agricoltori in altre regioni del paese: in Macedonia, Peloponneso, a Creta, ecc.

I piccoli contadini sono stati spazzati via dalla politica agricola comune dell'UE, che viene attuata, con zelo e coerenza, dal governo di coalizione di ND-PASOK, così come da tutti i governi precedenti, con il sostegno diretto o indiretto dei partiti che vedono nella UE l'unica via di sviluppo. La politica agricola comune peggiorerà ancora con la revisione per il periodo 2015-2020, e saranno ulteriormente tagliati sovvenzioni e finanziamenti. Ogni anno circa 20.000 piccoli proprietari e piccoli produttori nel nostro paese sono gettati fuori della professione agricola: la terra e la produzione, concentrata in sempre meno mani.

Le grandi aziende agricole, le multinazionali, i monopoli - come accade in altri paesi UE - stanno concentrando la produzione agricola, così come quella alimentare e l'abbigliamento.

I contadini poveri della Grecia sono in strada per resistere alla linea politica della UE e del governo, attuata per soverchiarli. Lottano anche per un diverso modello di sviluppo agricolo, che utilizzi tutti i vantaggi produttivi del nostro paese, metta in opera vitali progetti infrastrutturali, basandosi sulle cooperative di produttori e la pianificazione centrale dell'economia. Ciò richiede la socializzazione dei principali mezzi di produzione del paese. E' un modello economico che non opererà sulla base del profitto capitalista, salvaguarderà la soddisfazione dei bisogni contemporanei delle persone, fornirà agli operai e agli agricoltori un reddito soddisfacente, prodotti di qualità per il fabbisogno alimentare e materie prime per l'industria manifatturiera. Un'economia che richiede la rottura con l'unione capitalista interstatale, la UE, e il corrispondente rovesciamento a livello di potere.


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