www.resistenze.org - popoli resistenti - grecia - 23-02-14 - n. 487

Svincolarsi dall'UE con il potere operaio e popolare

ODIGITIS * | kne.gr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Dicembre 2013

La posizione del movimento operaio e popolare sulle unioni imperialiste è uno dei temi cruciali per l'indirizzo di lotta in ciascun paese e in campo internazionale, per l'accumulazione delle forze e l'efficacia della lotta contro i monopoli e il loro potere. Per questo, tale questione è costantemente al centro del conflitto fra le forze che, in un modo o nell'altro, appoggiano il sistema imperialista, proponendo l'una o l'altra miscela di gestione di un sistema capitalista putrescente, e quelle che combattono per il suo rovesciamento

Unioni del capitale…

Questa questione diventa molto importante nelle attuali condizioni di profonda e duratura crisi capitalistica a livello internazionale. La crisi accentua le contraddizioni e gli antagonismi inter-imperialistici, portando a una grande riconfigurazione del sistema imperialista. Accanto ai centri più antichi, gli Stati Uniti, l'Unione Europea, il Giappone, emergono nuovi centri, nuove forme di coalizione degli stati capitalisti che rivendicano un ruolo maggiore e di partecipare alla ripartizione del bottino, come l'alleanza con al centro la Cina, l'Organizzazione di Shanghai, l'alleanza di Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa (BRICS), l'alleanza dei paesi dell'America Latina (MERCOSUR, UNASUR).

Il KKE e la KNE rivelano il ruolo effettivo delle unioni imperialiste. Si tratta di unioni capitaliste inter-statali, cioè unioni che esprimono le esigenze comuni e gli interessi dei gruppi monopolistici dei paesi che le compongono e che pertanto sono, per natura, contrarie agli interessi operai e popolari e non si possono trasformare e spostare a favore dei popoli. Al contrario, devono essere l'obiettivo della lotta popolare. La creazione di tali unioni, come dimostra l'esperienza, serve oggettivamente gli interessi comuni dei monopoli per l'aumento dello sfruttamento della classe operaia, il rafforzamento del potere borghese in ogni paese, l'antagonismo con gli altri centri imperialisti per il controllo dei mercati, delle fonti di ricchezza, delle rotte energetiche e del trasporto merci.

L'UE dello sfruttamento, delle guerre, dell'anti-comunismo…

Quanto sperimentano sotto l'UE nel corso della crisi capitalista, e più intensamente in questi ultimi anni, è indicativo.

Si promuovono in modo più deciso e generale quelle misure per salvaguardare i profitti dei monopoli, per scaricare il peso della crisi sui lavoratori, aprendo la strada alla ripresa capitalista. L'attacco si concentra sulle nuove generazioni della classe operaia. I diritti vengono schiacciati, i salari, gli orari, i contratti collettivi sono aboliti, il lavoro flessibile e precario devasta i giovani, un giovane su quattro nell'UE è disoccupato. E' generalizzato l'uso da parte del capitale di lavoro non pagato di oltre sei milioni di giovani disoccupati sotto il nome di "apprendistato". Allo stesso tempo, si distruggono i diritti in materia di istruzione, sanità, sicurezza sociale, andando avanti la mercificazione e privatizzazione di questi settori, aprendo nuovi spazi per i profitti della grande ricchezza accumulata che "soffoca" le economie capitaliste.

Si aggravano gli antagonismi dell'UE con gli altri centri imperialisti, nello sforzo di garantire gli interessi dei propri monopoli. Questi antagonismi si concentrano sul controllo delle fonti di ricchezza in aree come il Mediterraneo Orientale, il Medio Oriente, l'Africa, delle rotte di trasporto di merci ed energia, sulla ripartizione delle sfere di influenza e dei mercati. Per raggiungere questi obiettivi, l'UE e i suoi stati membri partecipano agli interventi militari contro i popoli, in conflitti periferici. I pericoli di guerre periferiche ampie o addirittura di una guerra imperialista più generalizzata, accrescono.

In tutta l'UE vengono portate avanti misure per il rafforzamento del potere borghese. Le misure antipopolari vanno di pari passo con il rafforzamento della repressione contro il movimento operaio e popolare, la criminalizzazione della sua azione, mentre in alcuni paesi i partiti e i simboli comunisti sono fuorilegge. Allo stesso tempo, aumenta lo sforzo di manipolazione ideologica e politica, in particolare sui giovani. L'UE e le forze che la sostengono, come il Partito della Sinistra Europea, sono in prima linea nella revisione della storia, attraverso l'equiparazione volgare e anti-scientifica del comunismo col fascismo, divenuta ideologia ufficiale dell'UE.

… e delle contraddizioni insanabili

Anche se i capitalisti sono uniti nell'attacco contro la classe operaia e i popoli, la partecipazione alle unioni imperialiste non può annullare le grandi contraddizioni e antagonismi tra gli stati capitalisti che partecipano, compresi i monopoli rappresentati. Queste contraddizioni nascono dallo sviluppo ineguale del capitalismo stesso. E' una legge del sistema capitalistico.

Queste contraddizioni si sviluppano in condizioni di crisi del capitalismo. Vi è conflitto tra i paesi capitalisti - i propri monopoli - per ottenere maggiori vantaggi e una posizione migliore nella fase della ripresa capitalista.

E' significativo l'aspro conflitto dentro l'UE, come quello tra l'UE e il FMI esploso nell'ultimo periodo, su quale sarà la miglior miscela di gestione della crisi capitalista. Da una parte, la Germania, insieme ad altri paesi, cerca di assicurare la posizione favorevole ottenuta dai loro monopoli, chiedendo la prosecuzione della politica economica restrittiva. Dall'altra parte, i governi di Francia e Italia, con il sostegno del governo degli Stati Uniti, pressano il governo tedesco perché si assuma in vari modi un carico maggiore (nuove "sforbiciate" sui prestiti, Eurobond, ecc). Ma anche all'interno di ciascun paese, le diverse parti del capitale hanno interessi e contraddizioni differenti. Questo si esprime con l'emergere di forze politiche borghesi "anti- UE" che chiedono la dissoluzione o il cambio di forma della zona euro, il ri-orientamento delle alleanze di questi paesi verso altri stati imperialisti, come ad esempio la Russia, la Cina ecc.

Questo scontro non ha nulla a che fare con gli interessi del popolo e della gioventù. Qualunque sia il mix di gestione che sarà scelto, sono entrambi d'accordo su una cosa: il peso della crisi deve essere scaricato sui popoli. Le misure anti-popolari devono essere senza fine, sia nella fase della crisi che nella fase di sviluppo capitalista.

Contro le illusioni...

Questa è la verità che le forze politiche socialdemocratiche e opportuniste cercano di nascondere, forze come SYRIZA in Grecia e nell'UE il Partito della Sinistra Europea, che "alzano la voce" contro i memorandum, parlano di "occupazione" di paesi dell'Unione Europea da parte della Germania, di perdita di "sovranità nazionale" e di "ossessione neo-liberale", che propongono una diversa miscela di gestione delle crisi per il capitale, creando illusioni negli strati popolari sulla natura dell'Unione Europea e sulla sua capacità di trasformarsi se cambiano i rapporti politici di forza al suo interno, tra gli amministratori del sistema capitalista.

Quello che nascondono è che queste misure si applicano in modo organico in tutti i paesi dell'UE, con o senza memorandum, col debito pubblico alto o basso, con i governi liberali, socialdemocratici e di "sinistra". Quello che non dicono è che le misure anti-popolari costituiscono una strategia comune dell'UE che si applica da molto prima della crisi, con il trattato di Maastricht del 1991, il trattato di Lisbona del 2007, ecc. e con un orizzonte di molti anni davanti. Su questi trattati, tutti i governi capitalisti erano e sono ancora d'accordo. Il motivo della partecipazione di ciascun paese all'UE e ad altre unioni imperialiste è di servire i propri monopoli, i propri capitalisti. Pertanto, la proposta dell'uscita dalla zona euro e del riadattamento delle alleanze con altri paesi capitalisti, con i monopoli e il loro potere intatti, con ogni paese nello stesso percorso di sviluppo di prima, non sono per nulla radicali.

Lotta per svincolarsi dall'UE e dalle unioni imperialiste

I lavoratori, la gioventù, non hanno alcun interesse nelle alleanze e nelle unioni dei capitalisti, nell'allineamento con uno o l'altro polo imperialista. Al contrario, il loro diritto al lavoro con diritti, all'istruzione, alla pace, passano attraverso la rottura con le unioni imperialiste e la loro base, il potere economico e politico dei capitalisti, dei monopoli in ogni paese.

Il KKE e la KNE chiamano il popolo greco, ai giovani, a preparare la propria offensiva contro l'Unione Europea e le altre unioni imperialiste. A lottare per svincolarsi dall'UE e dalla NATO, con la socializzazione dei monopoli, con il potere operaio e popolare. Questa è l'unica strada che può garantire i loro moderni diritti, la sovranità popolare e l'abolizione dalle catene imperialiste!

* Articolo pubblicato nell'edizione internazionale di ODIGITIS del dicembre 2013. È possibile scaricarla completa a questo link. ODIGITIS è l'organo del Comitato Centrale della Gioventù Comunista di Grecia (KNE).


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