www.resistenze.org - popoli resistenti - grecia - 18-04-14 - n. 495

Dichiarazione del Comitato Centrale del KKE sulle elezioni per il Parlamento europeo di Maggio 2014

Partito Comunista du Grecia | kke.gr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

16/04/2014

Operai, impiegati, artigiani, lavoratori autonomi, contadini poveri, giovani e anziani

C'è una soluzione per il popolo

Il cammino per questa soluzione è la lotta insieme al KKE

Prendere parte alla battaglia delle elezioni europee, votando decisamente per il KKE.

Ognuno deve contribuire a rilanciare immediatamente una opposizione operaia e popolare poderosa, che contribuisca alla lotta per impedire l'attacco antipopolare, le prossime misure antipopolari, per aprire la strada che possa garantire il soddisfacimento dei bisogni del popolo.

Il rafforzamento del KKE è ciò che garantirà i vostri interessi. Il KKE lotta, concentrandosi sui grandi e più gravi problemi, per il raggruppamento del movimento operaio e popolare, per l'Alleanza Popolare, e apre il cammino per un'economia a favore del popolo, con il proprio potere.

Adesso è più evidente che il popolo greco è stato danneggiato dalla riduzione della forza elettorale del KKE nel giugno 2012, cosa che è venuta in aiuto dei partiti che sostengono il capitale e la via a senso unico dell'UE.

Adesso abbiamo esperienza e non dobbiamo permettere che rubino il vostro voto ancora una volta attraverso dilemmi e intimidazioni, con l'argomentazione del "male minore", che spiana sempre il cammino al male maggiore.

Adesso si sa che negli anni precedenti, l'Unione Europea prendeva decisioni antipopolari firmate da tutti i governi degli Stati membri, sia di centro-destra che di centro-sinistra, anche con la partecipazione di partiti appartenenti al "Partito della Sinistra Europea", come SYRIZA.

Il KKE si rivolge a tutti coloro che sanno che le decisioni relative alle privatizzazioni, ad esempio dell'azienda elettrica (DEH), delle telecomunicazioni (OTE), ecc., vanno di pari passo con:

- l'abolizione delle conquiste popolari
- i cambiamenti nei rapporti di lavoro
- un alto tasso di disoccupazione
- il rapido ingresso in Grecia di gruppi monopolistici europei e di altri continenti
- l'esportazione di capitali, il trasferimento da parte degli imprenditori greci della produzione industriale fuori dalla Grecia

Il KKE si rivolge a coloro che oggi capiscono dove ci ha portato la direzione fondamentale dell'Unione Europea della "libera circolazione", vale a dire l'abolizione delle restrizioni nella circolazione del capitale e delle merci:

Il risultato è una crisi prolungata e la contrazione di settori fondamentali dell'industria manifatturiera greca, come il tessile e la cantieristica.

Ora con il KKE potete fare un grande passo in avanti!

Se il KKE è forte, rafforzerà il necessario raggruppamento del movimento operaio e popolare, l'Alleanza Popolare per la lotta contro la politica antipopolare, l'Unione Europea e i partiti della via a senso unico dell'UE.

Un forte KKE può spianare il cammino per la socializzazione dei monopoli, la cancellazione unilaterale del debito, il disimpegno dall'Unione Europea, affinché il popolo conquisti il suo potere e dia inizio allo sviluppo per il proprio interesse.

Nelle elezioni europee, così come alle elezioni parlamentari nazionali, l'obiettivo è di punire il nucleo della politica e delle attività dei governi ND e PASOK, le loro decisioni a favore dei monopoli, a favore della via a senso unico dell'Unione Europea. Il passaggio da un partito della via a senso unico dell'UE ad un altro, non costituisce una vera punizione, tanto meno un atto di resistenza. Tale è il passaggio dal PASOK a SYRIZA, la quale inganna il popolo affermando che l'Unione Europea si trasformerà in una "Unione Europea dei popoli", dal di dentro e dal di sopra, attraverso negoziati e presunte migliori alleanze.

L'obiettivo delle elezioni è punire coloro che hanno utilizzato menzogne e intimidazioni per propagandare che all'interno dell'Unione Europea ci può essere uno sviluppo favorevole per il popolo greco e gli altri popoli d'Europa.

Il voto a favore di partiti che hanno alimentato per anni il culto dell'Unione Europea e che, ora che si è rivelata agli occhi del popolo greco e degli altri popoli, criticano la Troika, la Merkel e si presentano come euro-scettici e sostengono la dracma, il marco, il franco, la lira italiana e sostengono che l'Unione Europea si possa "rifondare" attraverso un "nuovo trattato" con "nuovi principi", è un voto fraudolento e sprecato in termini di interessi popolari.

Lavoratori e lavoratrici,

Ora avete sufficiente esperienza per non farvi intrappolare dai partiti che dicono che l'Unione Europea sta probabilmente "violando i suoi principi e gli obiettivi fondanti". Dal 1957 fino ad oggi e finché esisterà l'Unione Europea, anche dividendosi in una unione del Nord e una del Sud, diventando una federazione o una confederazione, sarà una unione imperialista contro i popoli, contro la gioventù.

Il disimpegno con il potere popolare di ogni paese d'Europa e in Grecia può portare all'abolizione dell'Unione Europea, all'Europa unita del socialismo.

ND e PASOK intimidiscono il popolo utilizzando il falso problema "SI o NO all'Europa".

Gli altri partiti, nonostante le differenze tra loro, ingannano il popolo con la posizione che l'Unione Europea possa diventare una unione dei popoli.

SYRIZA, grazie alla sua posizione di principale partito di opposizione, ha grande responsabilità nell'ingannare coscientemente.

Inoltre, la responsabilità ricade sui partiti del cosiddetto "arco anti-memorandum", dell'"anti-merkelismo", della versione anti-neoliberista e anti-bancaria della UE e dell'eurozona, sui partiti che criticano solo la Germania, perché in questo modo nascondono il loro sostegno essenziale all'Unione Europea del capitale, dei monopoli.

Il Memorandum è stato la specializzazione della linea politica generale dell'Unione Europea in condizioni di crisi in Grecia. Conseguentemente, l'opposizione al Memorandum deve essere opposizione all'Unione Europea e alla strategia della Comunità Economica Europea dalla sua fondazione nel 1957 sino alla sua trasformazione in Unione Europea nel 1992.

I problemi attuali negli Stati membri dell'Unione Europea, dell'Unione Europea nel suo insieme, non sono problemi generali dell'Europa come continente, ma i problemi dell'Europa capitalistica, dell'Unione Europea come alleanza imperialista.

Pertanto, la posizione a favore della partecipazione della Grecia all'Unione Europea è antieuropea, perché in conflitto con gli interessi dei popoli nella regione.

Il KKE, in due occasioni, nei momenti più critici, ha preso l'unica posizione corretta dicendo: "NO all'adesione", "NO al Trattato di Maastricht", con la sua coerente posizione di disimpegno.

Su questa base, ha organizzato e sostenuto le lotte con richieste concrete, al fine di ostacolare l'attuazione delle decisioni comunitarie. Oggi, continua ad essere l'unica forza con una posizione chiara:

Disimpegno, socializzazione, cancellazione unilaterale del debito.

Per questo e in occasione delle elezioni europee, il popolo deve contribuire al percorso di lotta per il potere popolare, al cammino dei popoli europei verso l'Europa del socialismo.

Nell'Unione Europea, cioè nella "fossa dei leoni", ogni popolo è solo. Il popolo greco è solo contro le bestie che lo divorano. I popoli saranno realmente uniti nella lotta per il disimpegno e non saranno soli; il popolo greco e i suoi figli avranno alleati.

Una cosa è il disimpegno in conflitto con i monopoli, altra cosa è l'uscita eventuale dall'eurozona o dall'UE scelta dalle forze del capitale greco o straniero.

Negli ultimi anni, a causa della crisi economica e degli sviluppi nel riassetto tra gli Stati capitalistici nella competizione internazionale, si è rafforzata la disuguaglianza all'interno dell'Unione Europea e sono apparse forze borghesi che mettono in discussione la sua coesione.

Questo "euro- scetticismo", le voci circa l'uscita dall'Unione Economica e Monetaria esprimono punti di vista conservatori, arretrati e reazionari, al servizio del nazionalismo della borghesia, della ricerca o ristrutturazione delle sue alleanze, oppure esprimono posizioni utopistiche sulla ristrutturazione dell'Unione Europea sulla base di altri trattati, che garantiscano una ridistribuzione favorevole alle economie più deboli e alle forze popolari.

L'Unione Europea è un inferno per tutti i suoi popoli

La verità è che le misure antipopolari riguardano la classe operaia e i settori popolari di tutti i paesi, indipendentemente dai memorandum e i debiti.

In alcuni paesi vennero prese negli 1990 e in altri negli anni 2000; in alcuni paesi sono state prese tutte insieme in forma di "shock", come in Grecia nelle condizioni di crisi, e in altri paesi in forma graduale, come in Germania.

Tuttavia, ci sono differenze da un paese all'altro in termini di conquiste, bisogni sociali, tasso di disoccupazione. Questo non è dovuto al fatto che in Grecia si siano attuate politiche disastrose, ma che aveva un punto di partenza peggiore.

Ad esempio, la Politica Agricola Comune (PAC) è la politica generale volta a concentrare la produzione agricola e la proprietà della terra in poche mani. Tuttavia, è stata più dolorosa in paesi con un numeroso settore dei piccoli contadini.

La tendenza al ribasso dei redditi delle famiglie operaie e popolari e dei servizi sociali è generale per tutti i popoli dell'Unione Europea.

La decadenza dell'Unione Europea come unione imperialista si evidenzia anche dal fatto che in tutti gli Stati membri emergono e si moltiplicano gli scandali e la corruzione.

L'Unione Europea, con la maggior parte dei suoi Stati membri, essendo allo stesso tempo anche membri della NATO, sta organizzando la guerra con mezzi economici, politici e militari. Ha condotto una guerra in territorio europeo, partecipa ai piani d'intervento in Asia e in Africa, oggi nella Repubblica Centrafricana, va mano nella mano con gli Stati Uniti riguardo l'anti-comunismo e la lotta contro il movimento attraverso la legislazione contro il terrorismo.

La via a senso unico dell'UE non offre alcuna garanzia per la sovranità territoriale. Cipro aderì all'UE - con decisione dei comunisti ciprioti - avendo come obiettivo principale la risoluzione della questione cipriota. Al contrario, l'Unione Europea ha sostenuto il "Piano Annan", e continua a sostenere la politica che conduce alla spartizione. Inoltre, l'UE non ha risposto in assoluto alle violazioni nel Mar Egeo da parte della Turchia, con cui sta negoziando l'adesione.

La partecipazione dei partiti comunisti ai governi dei suoi Stati membri non ha contribuito alla pace e al rispetto della volontà popolare. Al contrario, sono stati assimilati e hanno appoggiato decisioni d'intervento militare. L'esempio di Cipro, con la partecipazione di AKEL al governo, è caratteristico dell'utopia che in tal modo si possa impedire la crisi o che la sua gestione possa essere più favorevole al popolo.

Oggettivamente, la politica di adesione all'Unione Europea porta all'assimilazione e in ultima istanza alla trasformazione reazionaria dei partiti che la sostenevano.

L'Unione Europea non è una economia a favore del popolo. E' una unione del capitale, un nido di vespe contro i popoli. Non si cambia dal di dentro.

Nell'Unione Europea non sono esistite e non possono esistere relazioni d'uguaglianza tra i suoi Stati membri, in quanto la solidarietà tra i monopoli concerne solamente il loro accordo sull'attacco economico e sociale contro i popoli.

Il KKE ha rivelato per tempo che non ci può essere alcuna convergenza per i popoli con interventi dall'alto, ma l'eliminazione della UE per tutti i popoli attraverso la loro stessa lotta.

All'interno dell'Unione Europea predominano lo sviluppo ineguale, l'antagonismo, i rapporti diseguali degli Stati.

La profonda crisi economica ha contribuito al cambiamento dei rapporti di forza nel nucleo dirigente dell'Unione Europea, a favore della Germania e a scapito di Francia e Italia. Questo acuisce ulteriormente la concorrenza. Sulla base di queste contraddizioni si intensifica anche il conflitto sulla distribuzione delle conseguenze della crisi economica tra gli Stati membri dell'eurozona, il conflitto sulla forma di gestione della crisi.

I governi di Stati Uniti, Francia, Italia esercitano pressioni sulla Germania affinché essa assuma la maggior parte della gestione del debito degli Stati sovra-indebitati dell'eurozona e affinché limiti il suo surplus commerciale.

Questo scontro, non è relazionato in assoluto con gli interessi delle forze popolari, non riguarda i popoli, né delle economie capitaliste ricche, né delle più deboli.

Si cercano compromessi tra gli Stati capitalisti forti, ma nessun compromesso, che sarà sempre temporaneo, potrà impedire l'attuazione delle misure antipopolari, lo scoppio periodico delle crisi di sovra- accumulazione di capitale e le conseguenze dello sviluppo ineguale.

Nei prossimi anni saranno più evidenti le difficoltà degli Stati capitalisti d'Europa, che partecipano all'Unione Europea, ad affrontare la crisi, la crescita debole, le relazioni diseguali e la rivalità tra loro.

Adesso i popoli devono intervenire, devono impedire i piani alternativi che daranno respiro e tempo affinché l'Unione Europea continui il suo attacco impetuoso contro la classe operaia, i lavoratori. I popoli non devono farsi implicare in rivalità che possono dar luogo a guerre locali, vecchie e nuove, in Europa come in regioni più ampie.

Con il vostro voto al KKE rifiutate la trappola della via a senso unico dell'Unione Europea

Tutti i partiti, alcuni con fervore, altri con qualche critica, hanno adottato la logica della via a senso unico dell'Unione Europea sin dalla sua fondazione come Comunità Economica Europea. Partiti come l'Unione Radicale Nazionale (ERE) e l'Unione di Centro, predecessori della ND e del PASOK, così come il "KKE (interno)" e la Coalizione della Sinistra (Synaspismos), precursore di SYRIZA, hanno ingannato il popolo sull'Unione Economica e Monetaria e con la frode della convergenza nei tassi di crescita, dei prezzi, dei salari, delle conquiste sociali.

ND e PASOK, i partiti che oggi intimidiscono dicendo che l'uscita dall'Unione Europea sarebbe una tragedia per i lavoratori e gli impiegati, i settori popolari degli strati medi, nascondono la verità.

Tutte le risoluzioni e le direttive dell'Unione Europea hanno portato alla concentrazione della ricchezza, cioè del capitale, al furto delle conquiste, alla distruzione dei contadini, dei lavoratori autonomi, senza altra prospettiva di lavoro. E' giunta l'ora di punirli non solo per il presente ma anche per il loro atteggiamento nel passato.

I grandi imprenditori non si preoccupano della possibilità di un governo con SYRIZA al suo interno. Oggi, ogni lavoratore che pensa in modo radicale può capire che SYRIZA parla in un modo in parlamento, cioè in un modo che dà l'impressione al popolo che la sua politica sia radicalmente diversa da quella di ND e PASOK, e in un altro modo nei forum internazionali, dove svolge gli esami sotto i monopoli e sembra ottenere "buoni voti".

Non c'è spazio per le illusioni. Nessuna negoziazione, nessuna alternanza al governo degli Stati membri, nessun cambio di presidente della Commissione può cambiare il carattere reazionario e antipopolare dell'Unione Europea, perché è stata fondata e opera per tutelare gli interessi dei monopoli a scapito dei diritti operai e popolari.

La via a senso unico dell'UE, davanti a cui si inchina SYRIZA, significa anche l'accettazione degli impegni dell'UE, la sottomissione all'obiettivo della competitività dei monopoli che porta alla fine a nuovi sacrifici dei diritti operai e popolari.

Per questo, SYRIZA non si impegna, nel caso formi un governo, neanche a compensare le perdite subite dal popolo nel corso degli ultimi anni, mentre allo stesso tempo promette di dare nuovi finanziamenti statali, denaro statale, ai presunti "imprenditori buoni" che... rispettano le leggi.

Gli alleati internazionali e gli appoggi che invoca, ossia i governi di Stati Uniti, Francia, Italia, del Sud Mediterraneo, sono nemici del popolo, saccheggiano i diritti popolari nei loro paesi come il governo tedesco.

Giovani, lavoratori e impiegati, contadini poveri e lavoratori autonomi,

State attenti!

E' una trappola quando dicono che esiste una gestione della crisi favorevole al popolo, una uscita dall'eurozona favorevole al popolo secondo il modello dell'Argentina, del Giappone, ecc., cioè senza conflitti con i monopoli nazionali e stranieri, i monopoli dell'Unione Europea, degli Stati Uniti, dell'Asia e di qualsiasi altro paese.

Non cadete nella trappola dei presunti partiti e gruppi "rivoluzionari", "sovversivi", "di sinistra", che promettono giorni migliori, con l'uscita dall'eurozona, con il cambio della moneta, con l'uscita dall'Unione Europea, mentre i gruppi monopolistici e la plutocrazia mantengono il potere.

La verità è che anche i popoli dell'Argentina e del Giappone, i cui governi gestirono i debiti e la crisi in modo diverso, hanno subito perdite e continuano a deteriorarsi.

Questa linea porta il movimento e il popolo nuovamente in un vicolo cieco; in nessun caso porta ad una prospettiva vittoriosa, perché l'economia continuerà ad operare avendo come motore il profitto, la concorrenza, il mercato monetario, la produzione continuerà ad essere concentrata in poche mani.

Chiederanno nuovi sacrifici al popolo per garantire la competitività dei monopoli, per consentire la ripresa capitalista. Il fatto che la vita di ampi settori popolari al di fuori della zona euro e dell'Unione Europea, in Stati europei, negli Stati Uniti, in Brasile, in Argentina stia peggiorando, mette in evidenza questa innegabile verità.

Posizioni come quelle menzionate precedentemente, sono promosse da alcuni componenti e "correnti" di SYRIZA, il "piano B" di Alavanos, ANTARSYA, così come le forze politiche borghesi in altri paesi dell'Unione Europea. Queste posizioni non sono né di sinistra, né progressiste, né radicali.

Si tratta di un'illusione oggi, dopo molta esperienza, pensare che la situazione possa cambiare radicalmente attraverso la "uscita dall'euro", il "mero ritiro" senza alcuna condizione, senza un programma integrato e una strategia di conflitto, senza la cosa più essenziale: la lotta affinché i mezzi di sviluppo dell'economia passino nelle mani della classe operaia, del popolo, con il proprio potere.

Si tratta di una politica che disconnette la lotta contro l'Unione Europea dalla lotta contro il potere monopolistico, lasciando intatta la classe capitalista nazionale che dirige l'offensiva anti-popolare.

Voltate le spalle, isolate i neo-nazisti, la feccia della destra estrema, il nazionalismo e il razzismo, che sono diretti contro la classe operaia, i settori popolari, i giovani.

Alba Dorata è una creazione del sistema, un cane da guardia del capitalismo che viene utilizzato contro il popolo.

Serve gli interessi degli armatori, degli altri settori della plutocrazia e ha il loro sostegno. Ha come punta di diamante la questione degli immigrati e utilizza il grave problema della disoccupazione cercando di schiacciare il movimento, avvelenare le coscienze operaie e popolari con l'anticomunismo e il razzismo. Alba Dorata, come ogni partito nazi-fascista, si è specializzata nella demagogia.

Promuove una demagogia contro l'Unione Europea, sostenendo una presunta "partecipazione nazionale su basi eque" della Grecia, al fine di nascondere la loro natura criminale, il loro appoggio alle grandi imprese, alle reti "schiavistiche" di manodopera a basso costo cui partecipa, che riducono i salari, eliminano i diritti fondamentali e i contratti collettivi di lavoro. Copre la sua natura reazionaria distribuendo briciole di pane per mantenere le forze popolari in uno stato permanente di povertà.

Promuove una demagogica caccia agli scandali economici o agli stipendi e pensioni dei deputati preparando il terreno, e contando sul sostegno popolare, affinché il potere capitalista passi a una forma più concentrata e terroristica, quando sarà necessario, per aver le mani finalmente libere di esercitare la violenza contro il movimento operaio e popolare, contro il KKE.

Chiunque creda che votando per Alba Dorata punisce il marciume e la corruzione commette un grosso errore. Rafforza invece il meccanismo che genera queste cose, rafforza una banda che è nemica delle rivendicazioni del popolo.

Votando per il KKE si rafforza la lotta per una Grecia con prosperità popolare, che utilizzerà tutto il potenziale produttivo del paese, nella solidarietà e cooperazione con tutti i popoli, in opposizione ai vincoli dell'Unione Europea, allo sfruttamento e all'ingiustizia.

Rompiamo le catene dei monopoli, del capitalismo, apriamo il cammino verso il socialismo.

Votiamo per un KKE forte

Perché, nonostante i rapporti di forza negativi, esso lotta avendo fiducia nella forza della classe operaia, per il raggruppamento del movimento operaio. Dedica tutte le sue forze all'organizzazione della lotta operaia e popolare nelle fabbriche, nelle imprese, nelle scuole, negli istituti tecnici e nelle università, nelle scuole di formazione, nei quartieri, nei sindacati. Svolge un ruolo di primo piano nelle lotte quotidiane, in opposizione al sindacalismo governativo e padronale, vecchio e nuovo, che è un lacchè dell'Unione Europea, dei grandi imprenditori.

Si batte per l'aumento dei salari e delle pensioni, per i contratti collettivi di lavoro, i diritti operai e popolari.

E' accanto ai contadini, per far sì che non perdano le loro case e i loro mezzi di sussistenza a favore delle banche, dei grandi commercianti e industriali del settore delle forniture agricole.

E' accanto ai lavoratori autonomi, contro i monopoli che li distruggono, contro la speculazione delle banche e le pesanti tasse.

Rivendica il diritto alla casa popolare, all'istruzione, alla sanità e al welfare esclusivamente pubblici e gratuiti, a prodotti di largo consumo a basso costo e di alta qualità, alle infrastrutture culturali e sportive gratuite.

Lotta contro tutte le droghe e l'alcolismo, per l'emancipazione e l'uguaglianza delle donne, per la tutela dei disoccupati, il trasporto-sistemazione-alimentazione gratuita di alunni e studenti, per i bisogni immediati delle giovani coppie. Rivendica misure contro i terremoti e le inondazioni, infrastrutture pubbliche in grado di migliorare le condizioni di vita, l'intervento equilibrato dell'uomo nell'ambiente.

Un forte KKE

Perché lotta nel parlamento greco ed europeo. Presenta proposte di legge importanti in soccorso delle famiglie popolari, si oppone alle misure antipopolari, informa i lavoratori, è la loro voce.

Perché la sua parola d'ordine centrale, il suo messaggio e azione pratica è che nessuno deve essere solo nella crisi, che si deve rafforzare la solidarietà popolare per la casa, la fornitura elettrica, il cibo, l'istruzione.

Il KKE dedica le sue forze a rafforzare l'Alleanza Popolare, che oggi nei suoi primi passi si esprime attraverso la lotta congiunta del PAME, PASY, PASEVE, MAS e OGE, che si fanno strada intervenendo in ogni questione popolare.

Abbiamo il potere per invertire la situazione attuale. Con un KKE forte c'è speranza, c'è una prospettiva

Il voto del popolo Greco al KKE:

E' allo stesso tempo un voto di resistenza e di prospettiva. Può dare impulso e forza anche al movimento operaio europeo. Si tratta di un voto di condanna delle persecuzioni anti-comuniste, contro il fomentare le questioni di minoranze esistenti e inesistenti negli Stati membri, è un voto contro il nazismo e il fascismo, il razzismo e il nazionalismo, contro i campi di concentramento di lavoratori stranieri.

Si tratta di un voto contro la politica imperialista dell'Unione Europea, al di là dei pretesti, a scapito dei popoli dell'Africa, del piano per la presunta democratizzazione del Medio Oriente, delle opzioni reazionarie contro i popoli dell'America Latina, in particolare della "Posizione Comune dell'UE" contro Cuba.

Si tratta di un voto che rovina i piani dei capitalisti e dei loro sostenitori per isolare il KKE, per inibire il suo impatto sul raggruppamento del movimento operaio e comunista in Europa.

Per tutto questo, il KKE ha sempre e incessantemente agito insieme ad altri partiti comunisti e operai, con i partiti che si oppongono all'Unione Europea e all'offensiva del capitale in Europa.

I popoli d'Europa possono infliggere un duro colpo comune ai partiti della via a senso unico e del compromesso con l'UE. E' importante che il giorno dopo le elezioni europee, l'Unione Europea e i governi borghesi, di centro-destra e centro-sinistra, subiscano perdite, che la loro politica soffra un duro colpo. Questo colpo si può dare votando per i partiti comunisti, le forze radicali, genuinamente anti-capitaliste, anti- monopoliste in Europa che lottano contro l'Unione Europea imperialista e le sue decisioni classiste a scapito dei lavoratori d'Europa e al di fuori di essa.

Solamente in questo modo ci può essere continuità in ogni fuoco di discussione, di protesta, di rivendicazione di una diversa prospettiva per i popoli. Sta a noi convertire il movimento operaio in Europa in un polo di cooperazione e azione antimonopolista e anticapitalista, avverso alla guerra, all'imperialismo, alla violenza del capitale.

Solo in questo modo può soffiare un vento di ottimismo, di rivitalizzazione del movimento rivoluzionario, affinché si emancipino i movimenti popolari e si apra la strada al cammino per cambiamenti sociali e politici radicali.

Le elezioni europee possono contribuire ad un cambiamento nei rapporti di forza a favore del popolo. Con un KKE forte, per un'opposizione operaia e popolare veramente forte, per un'alleanza antimonopolista e anticapitalista forte, per un potere operaio e popolare.

C'è una proposta di soluzione, la possibilità che la produzione e la società siano organizzate dal popolo e per il popolo. Quello che tuttavia ancora manca è la volontà popolare decisiva per entrare in conflitto con le forze che la bloccano.

La soluzione sta nella socializzazione delle risorse minerarie, dell'energia, delle telecomunicazioni, dei trasporti, del commercio, della terra, delle imprese agricole capitaliste, delle risorse naturali, convertendo il tutto in proprietà popolare.

Accanto al settore socializzato dell'economia, si organizzerà la cooperativa di produzione agricola.

Con questi strumenti il potere operaio e popolare è in grado di pianificare centralmente l'economia, dare forza allo sviluppo di settori e della periferia, sviluppare in maniera proporzionale la produzione agricola e industriale, i servizi sociali, avendo come criterio la soddisfazione delle necessità popolari a un livello sempre più ampio.

Questa economia di pianificazione centralizzata, basato sulla proprietà sociale dei mezzi di produzione, è l'unica che può dare una soluzione definitiva al problema della disoccupazione.

Si abolirà l'attività imprenditoriale nella sanità, nel welfare, nell'istruzione, nella cultura, negli sport, si svilupperanno i servizi pubblici moderni, migliorati, esclusivamente pubblici e gratuiti.

Si proteggeranno la maternità, i bambini, le persone anziane, si creeranno le condizioni per tutti i lavoratori di avere tempo libero, soprattutto le donne, per facilitare la loro partecipazione agli organi del potere operaio, dal basso verso l'alto.

La proposta del KKE è realista, in primo luogo perché è nell'interesse del popolo, serve i lavoratori

Il movimento operaio e popolare, combattendo in direzione anti-capitalista e antimonopolista in ogni paese, apporta il suo contributo per indebolire e rovesciare la costruzione imperialista chiamata Unione Europea. La rottura della catena con il potere popolare sarà un contributo alla lotta internazionalista dei popoli, accelererà l'emergere di condizioni per la conquista del potere operaio e popolare anche in altri paesi. Si apre così la strada per l'Europa della equa cooperazione, l'Europa del socialismo.

Il disimpegno che promuove il KKE rientra in un diverso percorso di sviluppo a favore del popolo, nel cammino dell'unificazione dell'Europa a favore dei popoli. Il cammino del KKE è il cammino internazionalista dei popoli.

Gridiamolo forte: Ora basta!

Il KKE propone al popolo il cammino di una vera uscita dalle crisi e dalle guerre. Tutte le altre strade sono state provate.

Nelle elezioni europee bisogna dire un grande SI!

Per i diritti della classe operaia, degli strati medi poveri, delle donne e dei giovani.

Il capitalismo e le unioni e alleanze imperialiste non sono invincibili.

Quando i popoli vogliono qualcosa, la ottengono!

Le donne e gli uomini comunisti possono diventare la voce potente dei lavoratori e delle lavoratrici, degli immigrati economici, dei giovani che non scendono a compromessi, delle persone anziane che hanno diritto all'assistenza sociale.

Con maggiore forza possiamo fare ancora di più, andare oltre, verso cambiamenti radicali.

Alle elezioni europee di maggio 2014, vota per il Partito Comunista di Grecia!

Gennaio 2014

Il Comitato Centrale del KKΕ


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