www.resistenze.org - popoli resistenti - grecia - 28-04-14 - n. 496

A proposito delle banche
 
Partito Comunista di Grecia (KKE) | kke.gr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
07/04/2014
 
La maggioranza di governo in Grecia ha votato un disegno di legge articolato che colpisce decine di professioni e le conquiste dei lavoratori. Il progetto di legge è profondamente antipopolare, le misure selvagge in esso contenute hanno un carattere di classe, come sottolineato dal deputato parlamentare del KKE, Nikos Karathanasopoulos: "Non è altro che il capitalismo nudo e crudo, che determina la concentrazione della ricchezza nelle mani di un piccolo gruppo di capitalisti e condanna i produttori di quella ricchezza alla povertà e alla miseria".
 
Il progetto di legge si compone di tre capitoli. Il primo comprende una seria di riforme che legalizzano il lavoro senza copertura previdenziale, abolisce i contratti collettivi di lavoro - ad esempio per gli insegnanti delle scuole private e i marittimi, i benefici che aumentano il salario minimo, riduce i contributi a carico dei datori di lavoro, taglia drasticamente il trattamento di fine rapporto, le pensioni complementari, ecc. Il secondo comprende misure che avranno conseguenze drammatiche a scapito dei lavoratori autonomi, gettandoli violentemente fuori dal mercato a beneficio dei gruppi monopolistici. Il terzo rafforza le banche. In particolare riguarda la ricapitalizzazione delle banche, quadro strategico per la ripresa dell'economia capitalistica della Grecia. Si tratta di una questione al centro del dibattito tra SYRIZA e il governo di coalizione di ND-PASOK [Nuova Democrazia di centro destra e Partito socialdemocratico].
 
SYRIZA pone un'enfasi enorme sulla questione, più che sulle altre ristrutturazioni. Parla di un crimine, utilizzando l'esempio degli Stati Uniti e della Spagna, dove la ricapitalizzazione è stata effettuata dal settore pubblico. Ha inoltre parlato della cessione delle banche ai fondi speculativi (in realtà fondi esteri che hanno capitali nelle banche, attraverso l'acquisto di azioni; interessati anche ad acquistare prestiti "in rosso"). SYRIZA sostiene che le banche sotto il controllo pubblico svolgerebbero un ruolo favorevole al popolo, sostenendo la ripresa dell'economia. Il governo ribatte che SYRIZA non vuole la ricapitalizzazione e ostacola la fornitura di prestiti all'investimento e blocca la ripresa.
 
La logica di SYRIZA sulle banche favorevoli al popolo non può essere presa sul serio. Le banche, a prescindere dal fatto che siano pubbliche o private, non sono istituti di beneficenza, sono il cuore dell'economia capitalistica. Concentrano capitali al fine di prestare denaro alle imprese capitaliste, facendo così profitti. Proprio come fanno profitto prestando alla classe operaia e agli strati popolari. Nello stesso tempo, le banche partecipano nelle attività, nei gruppi monopolistici, agli investimenti. SYRIZA vorrebbe una bacchetta magica per trasformare una funzione puramente speculativa in funzione a vantaggio del popolo.
 
E' un fatto che lo sviluppo capitalistico senza le banche non può esistere. Non è un caso che di recente i media borghesi, la SEV (Federazione ellenica delle imprese), la Federazione delle imprese all'esportazione, l'associazione delle piccole e medie imprese, ecc, abbiano insistito sulla necessità di un "crash test" sulle banche in tempi brevi, prerequisito per la loro ricapitalizzazione, in modo che possano iniziare a fornire prestiti per l'investimento. Cosa questa naturalmente combinata con accordi per assumere prestiti "in rosso", la gran parte dei quali sono prestiti accordati alle grandi imprese.
 
SYRIZA e il governo si affannano per lo sviluppo capitalistico. Ed entrambi cercano di rafforzare i gruppi aziendali. SYRIZA valuta che il governo sta vendendo in perdita, rafforzando i banchieri con i soldi dello stato, quando si poteva, con le banche sotto il controllo pubblico, finanziare le imprese capitaliste. Il Governo ritiene che le banche devono essere finanziate al fine di contribuire direttamente agli investimenti. La posizione di SYRIZA si sovrappone in misura significativa con quella di SEV. Questa ostilità tra "banchieri" e "industriali" persiste in tutto il periodo di crisi.
 
La questione sulle banche disputa quali sezioni del capitale privato saranno collocate nelle banche, quali gruppi di imprese riceveranno finanziamenti, quali settori dell'economia riceveranno investimenti. Questo scontro è estraneo agli interessi della classe operaia e il popolo, in quanto entrambe le ricette rafforzano il capitale a scapito dei diritti della classe operaia-popolare. I lavoratori devono quindi liberarsi il più rapidamente possibile dalle catene del capitale e dell'UE, dalle varie ricette e formule del percorso di sviluppo capitalista. Possono contribuire significativamente a questa direzione votando a favore e rafforzando decisamente il KKE alle prossime elezioni.


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