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Conferenza Stampa di Dimitris Koutsoumpas alla Fiera Internazionale di Salonicco

Partito Comunista di Grecia (KKE) | kke.gr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

11/09/2014

Il Segretario Generale del CC del KKE, Dimitris Koutsoumpas, ha visitato la regione di Salonicco, da Pella e Imacía dove si è riunito con lavoratori, sindacati, come quello dei lavoratori della metropolitana di Salonicco, con contadini, artisti per discutere dell'aggravarsi della loro situazione.

Il Segretario Generale in una conferenza stampa l'8 settembre presso la Fiera Internazionale di Salonicco ha detto tra le altre cose: "Il KKE
in questo periodo difficile e critico che attraversiamo, chiede al popolo di giudicare nettamente ogni forza politica in base alle risposte ad alcune domande fondamentali:

- Come e quando si andranno a recuperare le enormi perdite patite dal popolo nel periodo della crisi profonda dell'economia greca?

- Quale cammino di sviluppo è in grado di garantire la soddisfazione delle necessità popolari che oggi vengono sacrificate sull'altare della redditività e della competitività dei gruppi monopolistici?

Poniamo chiaramente tali questioni e questo criterio di giudizio, perché il confronto tra i due poli fondamentali del sistema politico borghese, cioè il governo di coalizione e SYRIZA, cerca di intrappolare e focalizzare l'attenzione del popolo sul futuro a partire da una domanda ingannevole: quale sia il governo borghese che potrà garantire il ritorno più rapido alla crescita capitalistica e negoziare più efficacemente con la Troika?

Il governo e SYRIZA ingannano consapevolmente il popolo quando promettono uno sviluppo capace di garantire sia gli interessi del popolo e sia quello dei gruppi imprenditoriali forti.

Alzano il tono dello scontro verbale, disputando su chi darà più briciole ai settori più indigenti della popolazione, mistificando la loro comune obbedienza all'obiettivo della competitività dei monopoli che controllano l'economia.

L'uscita dalla fase attuale di stagnazione dalla recessione, potrebbe tardare rispetto alle previsioni ufficiali iniziali che indicavano l'inizio del 2015.

La stagnazione nell'area euro, la contrazione della crescita in Germania e in Italia nel secondo trimestre del 2014, l'acutizzazione delle contraddizioni tra i centri imperialisti in Eurasia e nel Medio Oriente colpiscono anche il corso dell'economia greca, come ad esempio, la guerra economica di sanzioni tra l'UE e la Russia.

Ma in ogni caso, prima o poi, l'uscita dalla fase della crisi capitalista non andrà ad alterare le linee strategiche delle ristrutturazioni antipopolari attuate in tutti gli stati membri della UE.

Si tratta di direzioni che hanno come obiettivo quello di rafforzare la competitività dei monopoli dell'UE, garantendo manodopera a basso costo e nuovi campi di redditività per il capitale sovraccumulato. Queste direzioni, come è ad esempio la Strategia "Europa 2020", impegnano tutti i governi degli Stati membri dell'UE.

I negoziati sul livello e le condizioni di gestione del debito nazionale non puntano al miglioramento essenziale della politica sociale, ma al cambiamento della distribuzione delle risorse statali tra i creditori e i monopoli nazionali. Inoltre, sono legati alla negoziazione e alla pressione dei governi di Italia e Francia verso il governo tedesco, per un cambio dei rapporti di forza nei suoi confronti all'interno del nucleo dirigente della zona euro.

Italia e Francia, con l'appoggio degli Stati Uniti, stanno esigendo una maggiore flessibilità finanziaria e un programma di rafforzamento degli investimenti, come recentemente affermato da Draghi della Banca Centrale Europea. Si tratta di opzioni che alla fine non alterano il carattere antipopolare della gestione borghese, né possono sradicare le leggi economiche e le contraddizioni della produzione capitalistica che generano disoccupazione, indigenza e lo scoppio periodico della crisi. Essi stessi parlano della prosecuzione delle ristrutturazioni antipopolari, della linea politica che porta al continuo ribasso della forza lavoro.

Qualunque sia la forma di gestione del debito che prevarrà, quella del taglio o quella della dilazione del periodo di pagamento, vale a dire quella del FMI o quella della Germania, quella della ND o quella di SYRIZA, con o senza la Troika, la Grecia, come Stato membro dell'UE sarà soggetta alla "sorveglianza rafforzata dell'UE", sulla base dei criteri noti della Commissione sulla "sostenibilità" del debito.

Qualsiasi accordo fatto da un governo di gestione borghese, non può invalidare gli impegni dell'UE per la "liberalizzazione" e privatizzazione di settori strategici dell'economia, sui rapporti di lavoro flessibili, sulle quote nella produzione nazionale come per la carne, il latte e altri prodotti.

Il sollievo fiscale di cui si parla per il pagamento delle tasse più pesanti, svanirà nel quadro dell'attuazione della politica antipopolare in materia tributaria, di sicurezza sociale, della mercificazione della salute e dell'istruzione.

Le briciole per coloro che vivono in estrema povertà deriveranno dal nuovo dissanguamento degli altri salariati e lavoratori autonomi, visto che per il grande capitale si prevedono nuove grandi esenzioni fiscali e facilità di pagamento.

Anche se viene ridotto l'enorme debito nazionale, anche se ci sarà una piccola ripresa, i sacrifici popolari continueranno finché il criterio di sviluppo e di investimento sarà il tasso di profitto del capitale. Gli aspiranti negoziatori, apparentemente duri con la Troika e la Commissione,
sono di fatto impegnati sul cammino di sviluppo capitalista" ha concluso Dimitris Koutsoumpas.


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