"I negoziati con l'Eurogruppo non vanno a beneficio degli interessi popolari"
Intervista a Kostas Papadakis, membro del Comitato Centrale del Partito Comunista di Grecia (KKE)
Unidad y Lucha * | unidadylucha.es
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
21/03/2015
Gli avvenimenti si sviluppano con rapidità in Grecia, dopo le elezioni del 25 gennaio. Per fare un po' più di luce sulla situazione nel paese, Unidad y Lucha ha intervistato Kostas Papadakis, membro del Comitato Centrale ed eurodeputato del Partito Comunista di Grecia (KKE).
Come giudica il KKE le prime settimane del governo SYRIZA-ANEL e, in particolare, l'accordo di governo tra questi due partiti?
Sin dal primo momento, il giudizio del KKE su questo governo è stato che anch'esso amministrerà il capitalismo. Coloro che si sono affrettati a parlare di un governo "di sinistra favorevole al popolo", senza tenere conto di alcuni criteri specifici, sono stati smentiti dalla cooperazione di SYRIZA con il partito nazionalista ANEL, dall'elezione alla carica di Presidente della Repubblica di un dirigente di Nuova Democrazia e dalla conclusione dei negoziati del nuovo governo con i creditori del paese (Unione europea, la Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale).
Siamo sicuri che presto saranno smentiti dalla applicazione di politiche a spese del popolo. Ciò che SYRIZA e ANEL condividono, ad esempio, è che entrambi i partiti, nonostante le loro differenze, hanno una strategia dichiarata: vogliono gestire il capitalismo, sostenere la competitività dell'economia capitalista, la reddittività degli imprese, facendo una distinzione che disorienta e inganna, tra imprenditori sani e imprenditori speculatori. Giurano lealtà all'Unione europea e alla NATO, ossia alle unioni internazionali del capitale.
Questo è il quadro che i lavoratori devono tenere a mente per non farsi disorientare e perdere tempo rispetto alla necessità urgente di organizzare la propria lotta per il recupero di ciò che è stato perso, contro i monopoli e il loro potere, per il disimpegno dall'Unione europea, la cancellazione unilaterale del debito e affinché il popolo prenda il potere.
Qualiconclusioni traete dai negoziati all'Eurogruppo sul debito greco?
Si tratta di negoziati che vengono realizzati a beneficio degli interessi popolari. Sono una componente dell'antagonismo a livello internazionale tra USA, Francia e Italia, con il fine di esercitare pressione sulla Germania affinché assuma una quota maggiore delle perdite nella gestione della crisi capitalista.
Qualsiasi sia il nome dell'accordo del governo, nella sostanza si tratta di una chiara estensione del memorandum sotto una stretta vigilanza, con la valutazione delle istituzioni (Troika) e soprattutto la continuazione delle riforme antipopolari. Per questo, anche le briciole promesse dal governo con il suo programma dipenderanno dall'accordo con i partner e sempre a patto di non compromettere la disciplina fiscale e la ripresa dell'economia.
Il popolo, che ha sofferto durante questi anni e sperava in qualcosa di meglio, non deve esser deluso, né abbandonare l'obiettivo di abolire realmente i memorandum. La conclusione che si deve inoltre trarre da questi negoziati è che nell'Unione europea non può esistere altra correlazione di forze che serve gli interessi popolari. L'Unione europea è una unione inter-statale del capitale, formata per servire il capitale e la sua reddittività e per questo è necessario che la Grecia si ritiri da essa, con il popolo al potere.
SYRIZA ha annunciato una serie di misure relative al salario minimo, al blocco delle privatizzazioni e alla riassunzione degli impiegati pubblici. Può darci l'opinione del KKE su questo?
Queste dichiarazioni sono state fatte in periodo elettorale per disorientare. Per il governo, "l'incremento del salario minimo a 751 euro" significa che la trattativa per realizzarlo avverrà dopo che gli imprenditori avranno dato il loro permesso. Ora, in nome di un futuro aumento salariale nel 2016, sono state dichiarate contromisure urgenti in appoggio agli imprenditori, mentre restano intatte tutte le forme di lavoro flessibile.
Il "no alle privatizzazioni" del governo riguarda il prezzo, il fatto che si privatizza in cambio di poco denaro e non significa rinunciare alle privatizzazioni o alla collaborazione pubblico-privato, che facilita i piani di una parte della borghesia che si esprime a livello politico attraverso il governo. Il nuovo governo sta già pianificando un fondo per l'utilizzo della ricchezza, uno strumento per ogni tipo di privatizzazione.
Per quanto riguarda la riassunzione di un piccolo numero di funzionari pubblici (rispetto a quelle annunciate inizialmente) si realizzerà come contromisura, con la diminuzione delle contrattazioni annunciate per il nuovo anno.
In conclusione, nel quadro della competitività del capitale, della libertà di circolazione in seno all'Unione europea e del percorso di sviluppo capitalistico entro cui si muove l'attuale governo, non c'è spazio perché si applichi una forma politica che sia distinta da quella antipopolare, che divide le briciole fra il popolo mentre i monopoli accumulano ricchezza.
Credete che SYRIZA sarà capace di adempiere alle sue promesse elettorali?
Le misure annunciate dal governo per i primi 100 giorni sono già state ridotte e posticipate ai prossimi 4 anni, "sempre che e quando - come hanno detto - lo permetta la situazione fiscale del paese", facendoci tornere in mente quello che dicevano Nuova Democrazia e il PASOK.
Tuttavia, il KKE non crede che le misure annunciate per assegnare le briciole ai più poveri non vadano implementate. Ciò che sottolineano è che, anche lo fossero, non potranno alleviare la situazione di coloro che vivono nella povertà estrema. Si tratta di misure che "riciclano" la povertà, che fanno sì che il popolo si adegui alla povertà. Il governo chiama il popolo a pagare il debito della plutocrazia, spinge la classe operaia ad avere basse aspettative e giura di assicurare la reddittività dei gruppi imprenditoriali attraverso sovvenzioni e misure di sostegno alla ripresa dell'economia capitalista.
Il KKE pensa che l'esecutivo di Tsipras governerà a favore dei lavoratori?
La risposta a questa domanda sta nei saluti della Federazione Ellenica degli Imprenditori al nuovo governo, nelle dichiarazioni di sostegno dei capitalisti del settore metallurgico, dell'industria farmaceutica, degli armatori, nell'appoggio dei gruppi mediatici, ecc..., così come, a livello internazionale, vi è stato l'appoggio espresso dal governo USA, dal FMI e dai rappresentanti di settori del capitale nell'Unione europea.
Dato che il governo ha offerto ogni tipo di garanzia al grande capitale sul fatto che sarà rafforzata la sua reddittività, dato che sono vigenti le leggi dell'economia capitalista, i trattati dell'Unione europea e gli impegni con la NATO che fregiano il governo di SYRIZA-ANEL, consideriamo che per i lavoratori non possono che venire nuovi tormenti. Per questo il KKE li sollecita immediatamente a non mostrare tolleranza verso il nuovo governo, a fugare rapidamente le illusioni circa il suo ruolo e la sua missione e ad organizzare senza timore la lotta per il recupero di ciò che è stato perso, mentre il governo li invita a dimenticare.
Contro tutto quanto il governo dice ipocritamente circa la "fine del memorandum", cambiando semplicemente il nome da Troika a... istituzioni, solo il KKE lotta per la cancellazione sostanziale dei memorandum, che significa l'eliminazione di centinaia di leggi in vigore. Per riuscirci, il popolo deve entrare in conflitto con il capitale seguendo la strada della lotta e dell'alleanza popolare, avendo come fine il ritiro dall'Unione europea, la cancellazione unilaterale del debito e la socializzazione della ricchezza del paese.
La relazione tra SYRIZA e PODEMOS è molto stretta. Anche tra SYRIZA e IU. Qual è la vostra opinione su ciò e cosa dovrebbe sapere un lavoratore riguardo queste organizzazioni della nuova socialdemocrazia?
Esistono molti partiti che lottano per la perpetuazione del capitalismo, partiti che appoggiano il grande capitale, l'Unione europea, la NATO e che sono utilizzati per la gestione borghese. L'attacco in corso da anni contro i diritti operai e popolari accrescere il loro rifiuto nella coscienza del popolo e rende urgente la loro sostituzione o trasformazione in partiti dal nuovo involucro, ma con la stessa vecchia politica ostile verso i lavoratori, liberi dal tormentoso passato di un governo antipopolare. Questo tipo di partiti sono SYRIZA e PODEMOS e, insieme a loro, la borghesia fa ricorso all'opportunismo, ai partiti comunisti trasformati, come il Partito Comunista di Spagna, con il fine di riformare la socialdemocrazia. Si tratta di una missione antipopolare di integrazione e manipolazione, sotto le attuali condizioni, di un settore importante della classe operaia e degli altri strati poveri.
L'importante è che si denunci non solo uno o l'altro partito che ha governato o è entrato nei governi di coalizione, ma la politica dell'Unione europea, della NATO e del capitale nel suo insieme, il sistema capitalista nel suo insieme, che maturi nella coscienza del popolo la necessità di rovesciare il sistema capitalista. Che il popolo si renda conto, da questo punto di vista, del ruolo insostituibile del Partito comunista, che ha la strategia rivoluzionaria per dirigere la classe operaia verso la fine dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo e del suo sistema.
I comunisti, con la loro azione d'avanguardia nel movimento operaio e la sua ricomposizione in senso classista, possono esser riconosciuti dal popolo come la forza le cui giuste previsioni e analisi convergono nella lotta decisiva e incrollabile per rispondere a tutti i problemi popolari, nei legami con la classe operaia e nella capacità di ispirarla affinché compia la sua missione storica. Il KKE e pensiamo lo stesso del PCPE, basandosi sul marxismo-leninismo, armati degli insegnamenti dell'esperienza del movimento comunista internazionale, possono seguire questo cammino.
Molte grazie compagno e buona lotta.
* Organo del Comitato Centrale del Partito Comunista dei Popoli di Spagna
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