Intervista esclusiva per UyL all'eurodeputato del Partito Comunista di Grecia (KKE) Kostas Papadakis sul referendum di oggi, 5 luglio.
Come si è arrivati al referendum?
Ciò che sta succedendo in Grecia ha attirato l'attenzione dei lavoratori, tanto in Spagna quanto negli altri paesi d'Europa e oltre. Ciò è positivo, in quanto permette di trarre delle conclusioni sull'atteggiamento del capitale, delle unioni imprenditoriali e consente di svelare ampiamente tanto il carattere antipopolare dell'Unione Europea, quanto il ruolo del governo formatosi in seguito alle elezioni di gennaio 2015, il governo del partito neo-socialdemocratico SYRIZA e del partito nazionalista di destra Greci Indipendenti (ANEL). Sfortunatamente, all'estero c'è tutto un apparato che sta cercando di intorbidire le acque in ogni modo, presentando la traiettoria del governo come se fosse a favore del popolo. Si sta cercando di edulcora la politica antipopolare e di occultare le posizioni del KKE al riguardo e la lotta significativa che organizza. I lavoratori spagnoli che seguono questi eventi devono sapere che il governo ha ingannato il popolo e non ha mantenuto nessuno, ripeto, nessuno degli impegni pre-elettorali di SYRIZA.
Il memorandum, assieme a tutte le leggi antipopolari che derivano dalla sua applicazione, continuano ad essere in vigore, le privatizzazioni proseguono, si continuano ad imporre tasse altissime, si continuano ad applicare le misure che hanno ridotto i salari e le pensioni a livelli di povertà, le misure che hanno soppresso i diritti di sicurezza sociale dei lavoratori; persiste la giungla del mercato del lavoro che ai lavoratori costa spesso anche la vita, con incidenti mortali (e cioè crimini imprenditoriali); il sistema della sanità pubblica è paralizzato. E questi sono soltanto alcuni esempi. E' vero che il governo ha adottato alcune scarsissime misure contro la povertà estrema, per un numero limitato di persone che non hanno niente da mangiare, non hanno né dimora né corrente elettrica. D'altro canto, però, questo stesso governo gode dell'appoggio del grande capitale, di settori potenti dell'imprenditoria come quello degli armatori navali, degli imprenditori dell'industria farmaceutica, ecc. E questo appoggio è ben motivato, visto che il governo promuove a loro beneficio esenzioni di tasse, soppressioni di multe per infrazioni doganiere commesse da questi gruppi imprenditoriali, condono per i capitali non dichiarati all'estero, con tasse molto più basse di quelle che deve pagare una famiglia operaia. Sotto il governo "per la prima volta di sinistra" i proprietari di navi godono di 57 esenzioni di imposta!
Ma non si tratta soltanto di questo. La grande "tragedia" del governo di SYRIZA-ANEL sta nella politica estera, nelle relazioni con la NATO e con gli USA, nella Politica Comune di Sicurezza e Difesa dell'UE. Il governo usa tutti i pretesti per nuovi interventi imperialisti, trascina il paese in dispute pericolose. Al governo non bastano le basi USA e NATO già esistenti; per questo ne ha annunciato la creazione di nuove nell'isola dell'Egeo chiamata Carpatos e la formazione di una nuova forza multinazionale della NATO nell'isola di Creta.
Da cinque mesi a questa parte il governo si sta scambiando proposte antipopolari con la Troika, che ora cerca di abbellire chiamandola "le istituzioni". Conosciamo tutti le dichiarazioni di Juncker, di Moscovici e quelle del governo riguardo l'accordo comune sulle misure antipopolari da adottare. Questo mostra che il governo non sta "negoziando duramente negli interessi del popolo", come afferma, bensì a favore della borghesia del paese, poiché questo rientra in una competizione internazionale incentrata su grandi interessi. Dietro agli slogan patriottici di SYRIZA e degli altri partiti borghesi c'è lo scontro tra Germania, FMI, USA e settori della borghesia nazionale riguardo al futuro dell'eurozona e la posizione della Grecia capitalista al suo interno, ma anche riguardo a quanto succede nella regione più ampia, il che porta il popolo a nuove sventure. Questa competizione include la questione di chi vincerà e chi dovrà pagare le perdite di una ristrutturazione del debito. Il fatto che da un lato gli USA parlino di un taglio del debito, mentre dall'altro Germania e altri si oppongano a tale possibilità, è rivelatore. In ogni caso, il costo implicherebbe nuove misure barbare per il popolo, come dimostrato dal taglio del PSI. Per questo motivo, il popolo greco non deve accettare il tentativo di SYRIZA di giustificare il sacrificio del popolo con un taglio del debito che la plutocrazia ha causato. La perdita dovrà pagarla cara ancora una volta il popolo, come ha già fatto nel 2012. "Che mi taglino la mano", dice il ministro delle Finanze Varoufakis, "se firmo un accordo che non includa un aggiustamento del debito". Che lo ascoltino bene quelli che si aspettano dal governo di SYRIZA che ponga "fine all'austerità", poiché ovviamente non metterà in pericolo le sue mani per porre fine alle misure antipopolari. Esse saranno ancora al posto loro il giorno seguente, questa è l'essenza. Questa è la realtà nascosta dalla macchina della manipolazione e dalle forze che ingannano i lavoratori, come il Partito della Sinistra Europea, Podemos e Izquierda Unida, che organizzano in maniera provocatoria iniziative di appoggio alla politica antipopolare del governo, alla politica che si dirige contro i lavoratori greci.
La stampa borghese, in breve, sostiene che la Grecia deve accettare l'accordo con le istituzioni perché questo sarebbe giusto nei confronti dei creditori, nei confronti dell'UE e degli altri paesi. Qual è il vero quadro di questo accordo?La stampa borghese dice che, se non viene pagato il debito greco, i lavoratori greci dovranno 500 euro a ciascun lavoratore spagnolo. Cosa dite ai lavoratori spagnoli per fermare questa pressione?
Lo stesso governo di coalizione ha confermato questa settimana che vuole il "NO" come mandato di negoziazione, e ha presentato la propria proposta con nuove riduzioni delle pensioni, aumenti dei contributi sociali, aumento dell'IVA sui prodotti basilari dal 13 al 23%, imposizione di tasse alla ristorazione dal 13 al 23%, privatizzazioni di porti, aeroporti e altre infrastrutture, mentre affronta il tema dei contratti lavorativi, cito testualmente, sulla base delle "migliori pratiche dell'UE", riferendosi in concreto ai licenziamenti collettivi. La proposta della Troika, che il governo ha sottoposto al referendum affinché il popolo votasse contro, è stata accettata mercoledì scorso (1 luglio 2015, ndt) da Tsipras con tutte le condizioni. E' cosi che è stata presentata una nuova proposta agli imperialisti della UE per un nuovo, terzo Memorandum "di sinistra". Cosa pretendono fare con questo referendum? Ottenere il consenso popolare, ottenere l'approvazione del popolo a firmare misure barbare e chiedere il suo voto sottoponendo un quesito referendario contraffatto che deliberatamente non vincola a nessun impegno né la UE, né il FMI, né la BCE, né tantomeno il governo. E' per questo che il governo non ha sottoposto la sua proposta di 47+8 pagine a referendum, una proposta che include barbare misure antioperaie, mentre ha rifiutato in maniera provocatoria la proposta in parlamento del KKE di sottoporre all'approvazione popolare, nel quesito referendario, non soltanto la proposta dell'UE, BCE e FMI, ma anche la proposta del governo e la proposta dell'uscita dall'UE e la cancellazione dei memorandum.
Questa posizione inaccettabile del governo di SYRIZA-ANEL è stata appoggiata anche da Alba Dorata, organizzazione criminale nazista che partecipa, insieme ai trotskisti, alla campagna per il "NO". Di fatto, trotskisti e altri presunti "anticapitalisti" lasciano da parte le dichiarazioni del governo che LODANO l'UE e offrono un alibi per unirsi al "NO" dicendo che, indipendentemente dal fatto se il governo stia preparando misure antipopolari e appoggi l'UE, "nella mente del popolo la lotta deve essere anticapitalista, contro l'UE". Vale a dire, riducono la lotta anticapitalista, la lotta contro la UE, al livello dell'immaginazione. Questa è una chiara complicità con la barbarie capitalista.
Inoltre, è il caso di sottolineare che la continuazione della politica antipopolare da parte del governo SYRIZA-ANEL ha rafforzato nel popolo la dannosa convinzione che "sono tutti uguali". Ciò ha ridato forza a ND e PASOK che, dopo aver fatto a pezzi il popolo greco per molti anni, ora si presentano "giustificati" dall'ondata di false illusioni suscitata da SYRIZA riguardo l'UE, come quella che "i mercati balleranno al ritmo del popolo…", che l'UE può essere a favore del popolo, ecc. Allo stesso tempo, il governo non ha smesso di fare dichiarazioni che scagionano l'UE. La chiusura delle banche ha aumentato la paura e il ricatto contro popolo greco. Stanno cercando di fargli accettare il proprio massacro, le nuove misure barbare che arriveranno tanto con un SI che con un NO, utilizzando dilemmi ricattatori come "euro o dracma", totalmente falsi visto che entrambi i blocchi appoggiano l'UE e la via dello sviluppo capitalistico. Se una cosa è certa, è che tanto con l'euro che con la dracma il popolo pagherà molto caro le misure antipopolari, per cui non deve entrare nella logica di scegliere tra esse o validarle con il proprio voto.
Il popolo greco e il popolo spagnolo stanno portando un gran peso pagando il debito della plutocrazia del proprio paese. Sono vittime dell'UE e della via dello sviluppo capitalistico. Del denaro "prestato" alla Grecia neanche un euro va alle necessità del popolo. Viene impiegato per il pagamento del debito, servendo così gli interessi dei monopoli e delle loro banche. E' un debito che non è stato creato dal popolo, bensì dalla plutocrazia con sovvenzioni, esenzioni fiscali, prestiti a fondo perduto, spese legate agli armamenti NATO, ecc. A fronte del capitale destinato al paese negli ultimi 5 anni, non solo il popolo greco non ha visto migliorare le proprie condizioni di vita, ma ha persino perso il 40% delle sue entrate. Al contrario, i monopoli hanno accumulato ancora più ricchezza. Lo stesso succede in Spagna. Il popolo si sente perduto e i monopoli spagnoli si sono arricchiti. Le classi borghesi di Spagna, Grecia e degli altri paesi dell'UE competono tra loro per la spartizione del bottino, ma sono d'accordo nell'attacco contro i popoli. Il problema che sta segnando la stessa UE e la via di sviluppo capitalista è di classe, non "nazionale" o "europeo", come sostengono in Grecia tanto la nuova socialdemocrazia di SYRIZA, quanto ND e PASOK.
Può spiegare la posizione del KKE in questo referendum? Come prenderete parte ad esso?
Il KKE fa appello a utilizzare questo referendum come un'opportunità per rafforzare la lotta contro la UE, per rafforzare la lotta per l'unica via di uscita vera e realistica dalla barbarie attuale: ROTTURA-SVINCOLAMENTO DALL'UE, CANCELLAZIONE UNILATERALE DEL DEBITO, SOCIALIZZAZIONE DEI MONOPOLI, POTERE OPERAIO E POPOLARE.
Il KKE ha stampato e sta distribuendo in massa al popolo la propria scheda, nella quale c'è scritto quanto segue:
NO ALLA PROPOSTA DI UE-FMI-BCE
NO ALLA PROPOSTA DEL GOVERNO
RITIRO DALL'UNIONE EUROPEA CON POTERE POPOLARE
Questa scheda è l'unica che non ammette altre interpretazioni. E' chiara e con essa il popolo rifiuterà qualsiasi versione del proprio massacro.
Con la scheda del KKE nei centri di lavoro, nei quartieri popolari, dentro e fuori dai seggi elettorali, ovunque, diciamo:
NON SCEGLIAMO MISURE POPOLARI – NON SCEGLIAMO NUOVI MEMORANDUM – CANCELLIAMO I FALSI DILEMMI.
Questo è il vero NO dei lavoratori, del popolo. Senza giri di parole.
Tutti gli sviluppi ancora in corso stanno dando ragione alla posizione del KKE rispetto al dilemma del SI o del NO al referendum, al quale il popolo è stato sottoposto e che non offre alcuna soluzione. Nelle condizioni attuali, soltanto questo intervento del KKE può rispondere al raggiro della finta domanda posta dal governo, così come al ricatto delle forze del SI e del NO contro il popolo. Con questa posizione, il giorno dopo il referendum il popolo si vedrà rafforzato per la madre di tutte le battaglie, che è l'organizzazione della lotta di classe nei centri di lavoro, visto che a causa della chiusura delle banche si stanno estendendo i licenziamenti, i tagli ai salari, le ferie forzate e l'intimidazione da parte degli imprenditori. Il KKE è il sostegno del popolo, e ha dimostrato di esserlo tanto di fronte ai dilemmi ricattatori quanto rispetto all'attacco antipopolare che verrà dopo il referendum. Il nostro popolo può fare affidamento su questo sostegno per diventare realmente protagonista e aprire, con la propria lotta e non per caso, il proprio cammino di vera rottura con i monopoli, con la UE e con il suo potere.
*) Al seggio è consegnata 1 una busta timbrata e una scheda con il quesito del referendum, più una scheda bianca. Dopo il voto l'elettore depone nell'urna una busta chiusa contente la scheda scelta. Ma la busta può anche essere restituita vuota o con dentro qualsiasi cosa..
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