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Il pacchetto di riforme varato da Tsipras è un atto di tradimento contro il popolo greco

Michel Chossudovsky | globalresearch.ca
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

11/07/2015

Questo articolo è disponibile in lingua greca con il titolo: "Το Πακέτο του Τσίπρα: Μια πράξη προδοσίας κατά των Ελλήνων", Michel Chossudovsky

Dopo aver indetto un referendum per rifiutare e respingere l'accordo di rientro del debito messo a punto dalla Troika, il primo ministro Tsipras, insieme al suo nuovo ministro delle finanze appena insediatosi, si è prestato quattro giorni dopo ad accettare un pacchetto di austerità largamente simile a quello rifiutato dal Governo greco in giugno. Questa retromarcia è stata attentamente progettata. Il popolo greco è stato sviato e raggirato. Il referendum è stato un mero "rituale della democrazia". Tsipras ha accettato un accordo con i creditori, dichiarandosi favorevole a soddisfare tutte le loro richieste.

Tsipras ha guidato la campagna per il "NO" avendo già deciso che subito dopo il referendum avrebbe detto SI ai creditori cedendo alle loro richieste. Ciò è un vero e proprio atto di alto tradimento.

Non c'è stato alcun tentativo da parte del Governo Tsipras, all'indomani del referendum, di rinegoziare o estendere la scadenza del debito per conto del popolo greco, in armonia con il NO espresso dal referendum. Lunedì pomeriggio, Yanis Varoufakis, che aveva diretto le trattative con la Troika, ha rassegnato le proprie dimissioni da ministro delle finanze. Si è volontariamente dimesso oppure "è stato dismesso" per facilitare un accordo colla Troika?

E' noto come i creditori influenzino le nomine ai posti chiave dei ministeri (p.e. in Sud Corea, nel dicembre 1997, all'apice della crisi asiatica, il ministro delle finanze e il governatore della banca centrale furono revocati su ordine di Washington).

Varoufakis è stato velocemente rimpiazzato da Euclid Tsakalotos, che ha preso le consegne lunedì pomeriggio. La sua nomina a ministro delle finanze e alla direzione delle trattative (che doveva esser stata ben conosciuta in anticipo) ha trovato un largo benvenuto nell'establishment politico e finanziario della UE.

Il primo ministro Alexis Tsipras insieme al suo nuovo ministro delle finanze, hanno in seguito tenuto un incontro sia con Syriza che con l'opposizione nel corso di tutto il lunedì. Alla fine della giornata, una "dichiarazione congiunta" è stata rapidamente firmata "da quasi tutto l'arco politico per supportare gli sforzi tesi a raggiungere un nuovo accordo coi creditori" (http://www.smh.com.au/world/greek-banks-may-run-out-of-cash-by-end-of-week-20150706-gi6i3w.html).

Tsipras ha in seguito detto al Parlamento che il suo governo è stato forzato a cedere alle richieste dei creditori. Ha anche detto che il referendum non autorizzava il Governo a considerare il Grexit, ovvero qualsiasi uscita dall'Eurozona.

Ciò che ha dimenticato di dire è che il voto del NO gli conferiva un mandato politico a rinegoziare l'accordo per conto del popolo greco nell'ottica di diminuire l'impatto letale delle misure di austerità richieste.

Per giovedì, un documento di tredici pagine contenente riforme concrete e misure di austerità veniva già inviato alla Troika. L'iniziativa era tesa, secondo quanto riferito dai media "ad agire come fondazione e liberare un nuovo pacchetto di rientro in tre anni di 53,5 miliardi di euro per salvare la nazione dalla bancarotta".

Queste proposte delineate nelle 13 pagine del documento significano il disastro per la Grecia

Comprendono massicci aumenti fiscali, una drastica riduzione degli stipendi nel settore pubblico, tagli alle pensioni, incluso l'aumento dell'età pensionabile a 67 anni, la privatizzazione delle imprese e delle  partecipazioni statali, inclusi servizi ed infrastrutture pubbliche: "Il governo venderà le  partecipazioni statali e darà il calcio di inizio alla privatizzazione della rete elettrica, degli areoporti regionali e dei porti inclusi quello del Pireo e di Salonicco".

Neoliberismo e "terapie economiche" mortali realizzate da un partito di sinistra

Qui sotto vi sono alcune delle principali proposte (http://www.vancouversun.com/business/Greece+eyes+hikes+spending+cuts+pension+reforms+clinch+billion/11202443/story.html#ixzz3fXO3uqyt, commenti aggiunti):

"Le proposte includono un giro di aumenti fiscali che prevedono l'IVA al 23 per cento, ridotta al 13 per cento sui prodotti alimentari di base, sulle forniture di energia e d'acqua per gli alberghi e la cosiddetta IVA superridotta del 6 per cento su medicine, libri e biglietti teatrali (quest'ultima appropriata per il paese che ha inventato il teatro!). Le nuove aliquote fiscali partiranno da ottobre". [Questi aumenti fiscali uccideranno il settore turistico e innescheranno la bancarotta per gli alberghi e i ristoranti locali]

"Per di più, le speciali agevolazioni fiscali per le isole del paese - popolari calamite per turisti - verranno cancellate dal programma. Solo le isole più lontane manterranno le desiderate agevolazioni fiscali".

"Le spese militari [ndt. esercito di leva] verranno ridotte di 100 milioni di euro per quest'anno e del doppio per il 2016. La tassa sull'impresa in forma sociale aumenterà dal 26 al 28 per cento e gli agricoltori perderanno il loro regime di agevolazione fiscale nonchè i sussidi per il carburante ad uso agricolo". [Questo innescherà la bancarotta degli agricoltori]

"Il governo sta guardando a riforme che possano portare a una crescita permanente dello 0,25 - 0,5 per cento del prodotto interno lordo nel 2015 e dell'1 per cento dal 2016 in avanti. Le misure finalizzate a raggiungere questi numeri includono la disincentivazione dei pensionamenti anticipati e l'uniformazione dell'età pensionabile a 67 anni dal 2022, ad eccezione degli occupati in lavori usuranti e delle madri che crescono figli con disabilità", [l'aumento dell'età pensionabile contribuisce alla crescita della disoccupazione giovanile]

"Le pensioni sociali saranno riparametrate, con un fondo pensionistico supplementare che sarà finanziato dalle stesse contribuzioni dei lavoratori occupati. Sussidi assistenziali come il fondo di solidarietà verranno gradualmente dismessi e i contributi fiscali sanitari per i pensionati schizzeranno dal 4 al 6 per cento in media. Ulteriori riforme verranno varate per rendere più sostenibile il sistema pensionistico, inclusa la revisione dei contributi pensionistici per tutti i lavoratori autonomi." [La riduzione drastica dei sussidi sociali innescherà la povertà di massa]

Le autorità di governo ridimensioneranno i salari del settore pubblico per assicurare un loro calo tendenziale dal 2019 e far sì che essi siano parametrati all'"abilità, produttività e responsabilità" dei dipendenti. [Distruzione del settore pubblico]

[…]

"Eccezioni e facilitazioni nel diritto fallimentare spingeranno i debitori a rientrare dei loro scoperti, mentre aiuteranno i consulenti finanziari a trovare accordi per i crediti tossici. Passi saranno anche fatti per spingere investitori stranieri a portare il loro denaro nelle banche greche".

"Il governo liberalizzerà l'accesso alle professioni ristrette come ingegneri, notai e avvocati. Varerà leggi finalizzate a sbarazzarsi della burocrazia e renderà più facile l'accesso alle licenze commerciali, mentre nello stesso tempo verrà riformato il mercato del gas".

"Il governo venderà le  partecipazioni statali e darà il calcio di inizio alla privatizzazione della rete elettrica, degli areoporti regionali e dei porti inclusi quello del Pireo e di Salonicco". [Grasso che cola per gli investitori stranieri che si accaparreranno a basso costo i servizi e le infrastrutture pubbliche del paese]

Ciò che non viene menzionato nel documento di 13 pagine è la logica "dell'avvoltoio" che viene privilegiata nell'offerta degli investimenti, logica che vedrà la cessione del "capitalismo greco" incluse le sue banche e la sua cantieristica navale civile.

(Gli elementi essenziali sia della dichiarazione congiunta che del documento di 13 pagine sono stati senza dubbio abbozzati ben prima del referendum).

Chi sono gli attori principali?

La Troika sta agendo per conto di creditori istituzionali. Non sono loro a prendere decisioni. La BCE è composta di individualità che sono in stretto contatto con i maggiori gruppi bancari inclusi JP Morgan Chase, Deutsche Bank e Goldman Sachs.

Similmente, il FMI con sede a Washington (che essenzialmente è una burocrazia incaricata della gestione di debiti) è parte di quello che viene chiamato il "consenso di Washington", con legami al dipartimento del tesoro degli USA, ai think tanks economici di Washington e ovviamente a Wall Street.

Ci sono state spaccature nel gruppo di negoziazione del governo Tsipras. Quello che va evidenziato è il fatto che nessuna concessione è mai stata garantita da parte dei creditori a ogni stadio della trattativa.

In febbraio, l'ex ministro delle finanze Varoufakis ha avvisato che la Grecia avrebbe potuto affrontare il pagamento del debito ma non sarebbe stata in grado di adempiere alle drastiche misure di austerità richieste dai creditori, inclusi i licenziamenti di massa dei dipendenti pubblici, la riforma delle pensioni e della sicurezza sociale, ecc.

Queste riforme non solo avrebbero acuito la crisi economica e sociale, ma la stagnazione economica che ne sarebbe derivata, avrebbe altresì contribuito all'aumento del debito sovrano. E questo è quello che volevano i creditori.

La disoccupazione, secondo le statistiche ufficiali, attualmente si staglia al 26%. La disoccupazione giovanile è al 50%. Il tasso reale di disoccupazione è significativamente più alto delle cifre pubblicate dal governo.

Condizionamenti del debito

Ciò che deve essere compreso è che i creditori non erano rigidi sul regolare il rimborso del debito sovrano. Piuttosto il contrario. Il loro obiettivo era quello di far salire il debito attraverso la cosiddetta "ristrutturazione del debito", che essenzialmente li lascia liberi di prestare ulteriore denaro al debitore. Questa nuova moneta avrebbe facilitato prima di tutto la restituzione del debito. "Noi vi prestiamo il denaro e con il denaro che vi prestiamo onorate il debito". Nuovi prestiti per rimborsare il vecchio debito.

Questa è la procedura ordinariamente applicata come parte del programma di aggiustamento strutturale (structural adjustment program, SAP) del FMI-Banca Mondiale lungo più di trenta anni. Il peso del debito sale. Il paese vede stringersi mano a mano una camicia di forza. I creditori comandano le riforme macroeconomiche.

Con riferimento a ciò, la nuova richiesta di Tsipras ha ad oggetto la garanzia per un pacchetto di 53,5 miliardi di Euro, molti dei quali saranno destinati al solo pagamento del vecchio debito. La gran parte del denaro richiesto non farà ingresso nel paese. Questo denaro sarà garantito dai creditori della Grecia in cambio di un drammatico pacchetto di riforme.

Debito ed economia reale

Occorre porre attenzione alla relazione tra il rimborso del debito in termini monetari e l'economia reale.

I creditori utilizzeranno il debito multimiliardario della Grecia come mezzo per imporre mortali riforme macroeconomiche che serviranno a destablizzare l'economia nazionale e impoveriranno ulteriormente la popolazione. Queste sono quelle che il FMI chiama "condizionalità politiche", che autorizzano i creditori a dettare al paese la politica economica e sociale.

I creditori sono pesantemente interessati ad acquisire la ricchezza reale dell'economia nazionale, vale a dire l'acquisizione degli istituti bancari nazionali della Grecia, le imprese pubbliche, le terre agricole, ecc.

Il documento in 13 pagine di Tsipras significa il disastro: un ulteriore processo di impoverimento, la rinuncia alle partecipazioni e alle infrastrutture pubbliche, la rovina degli agricoltori e dei piccoli imprenditori, l'ingresso di investitori stranieri che si accaparreranno la ricchezza della nazione a prezzi da svendita fallimentare.

La sostanza delle proposte di Tsipras è stata approvata dal Parlamento greco venerdì 10 luglio, con 251 voti favorevoli, 32 contrari e 8 astensioni. C'è stato un significativo movimento contro le proposte dalla stessa Syriza.

Del documento di 13 pagine che profila le riforme del governo e le proposte di austerità sarà fatto un largo uso ed abuso nelle trattative coi creditori nel fine settimana.

La sostanza del pacchetto di riforme proposto è uno studiato processo di impoverimento, la dismissione del welfare e una bancarotta di fatto, tesa a fiondare le imprese nazionali e locali nella rovina.

L'accettazione da parte dei greci delle richieste dei creditori non significa altro che la rinuncia alla sovranità da parte dello Stato.

Le conseguenze socio-economiche saranno a dir poco devastanti.


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