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- popoli resistenti - grecia - 07-10-15 - n. 559
Comunicato dell'Ufficio stampa sul caso dei quadri del KKE, inaccettabilmente presi di mira dal governo ucraino
Partito Comunista di Grecia (KKE) | kke.gr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
30/09/2015
Il presidente dell'Ucraina, P. Poroshenko, verso la metà dello scorso settembre ha comminato tramite decreto una serie di sanzioni contro 105 persone giuridiche e 338 persone fisiche, per presunte attività contro l'Ucraina.
Tra i primi ci sono imprese, banche e istituti russi, comprese alcune organizzazioni e istituzioni di questo paese.
Anche tra le persone fisiche si possono trovare principalmente figure politiche della Russia, così come parlamentari, giornalisti, avvocati di altri paesi. Tra questi, i compagni Sotiris Zarianopoulos, europarlamentare del KKE, Giorgos Lamproulis, deputato del KKE e Giorgos Magganas, quadro del KKE.
I dirigenti del KKE, rispondendo all'invito delle "Repubbliche Popolari" del Donbass, andarono come "osservatori" alle elezioni che si svolsero a novembre 2014.
Con questa decisione, le autorità ucraine hanno lanciato delle accuse gravi e senza fondamento contro i quadri del KKE, accusandoli di sostenere il "terrorismo" e di agire contro gli "interessi nazionali e l'integrità territoriale" dell'Ucraina.
Queste accuse inaccettabili rivolte contro i quadri del KKE vengono lanciate da quelle forze salite al governo con il sostegno di Usa e Ue, oltre a quello delle forze fasciste. L'Ucraina però non sta venendo demolita dai quadri del KKE che, come altri da vari paesi di tutto il mondo, erano presenti in qualità di "osservatori" in un processo elettorale. Quest'opera di distruzione proviene invece dalle stesse autorità ucraine, le quali in preda a un delirio nazionalista hanno rovesciato con un colpo di stato il precedente governo, distrutto e vandalizzato i monumenti antifascisti e sovietici, bandito i partiti politici e tra questi il Partito Comunista d'Ucraina, proceduto alla riabilitazione e legittimazione storica dei nazisti ucraini, dichiarandosi infine favorevoli all'adesione del paese alle unioni imperialiste della Nato e dell'Ue. Con queste loro stesse azioni stanno causando la "disintegrazione" del proprio paese.
Il KKE denuncia questa inaccettabile decisione presa dal presidente dell'Ucraina contro i suoi quadri e ne chiede l'annullamento immediato.
Atene, 29/09/2015
Ufficio stampa del Comitato Centrale del KKE
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