Nella mattina del 15 otttobre, lavoratori di decine di sindacati del settore pubblico e privato, radunati nel Fronte Militante di Tutti i Lavoratori (PAME), hanno realizzato una simbolica occupazione del Ministero del Lavoro.
Decine di attivisti del PAME hanno occupato il Ministero del Lavoro e appeso sulla facciata dell'edificio uno striscione gigante che recitava: "Non diventeremo gli schiavi del 21° secolo. No alla distruzione della previdenza sociale, no ai licenziamenti di massa, ai pignoramenti, alla povertà e alla disoccupazione". Nello stesso tempo veniva diramato l'appello alla partecipazione alle manifestazioni del PAME del 22 ottobre e allo sciopero del 12 novembre.
Nel comunicato il PAME osserva che le misure del governo "distruggono ciò che resta del carattere sociale delle assicurazioni, mentre elargisce denaro e solleva i gruppi imprenditoriali dai loro debiti. Si sta tentando di distruggere la previdenza sociale e trasformarla in una questione privata di ciascun lavoratore.
Pretendono che lavoriamo fino alla vecchiaia avanzata, senza pensione, senza protezione nei luoghi di lavoro, senza accesso alla sanità e al welfare. Ci spingono nelle grinfie dei predoni che trattano la previdenza come un'opportunità per fare profitti, nelle grinfie delle compagnie di assicurazione e delle imprese private che operano nel settore sanitario.
La distruzione della sicurezza sociale non deve avere successo!
Dobbiamo impedire la nuova offensiva contro i diritti conquistati in molti anni di lotta e sangue versato".
Christos Katsotis, membro del CC e deputato del KKE, ha partecipato al raduno del PAME.
L'occupazione è continuata venerdì 16 e il PAME ha convocato una manifestazione nel centro di Atene la sera dello stesso giorno.
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