Il 12 novembre 2015 ha avuto luogo in Grecia uno sciopero generale di 24 ore con la partecipazione di lavoratori del settore privato e pubblico contro le misure antioperaie e antipopolari del governo. Si tratta di misure che lacerano ulteriormente il sistema di previdenza sociale pubblica, aumentano l'età pensionabile, tagliano le pensioni ecc.
Il Fronte Militante di Tutti i Lavoratori (PAME), che è un raggruppamento di sindacati con orientamento di classe, ha svolto il ruolo principale nello sciopero, contro il governo di SYRIZA-ANEL, l'Unione Europea, le forze sindacali filo-governative e padronali.
Il PAME ha organizzato 71 manifestazioni di sciopero in tutto il paese, nelle quali ha partecipato la stragrande maggioranza dei manifestanti, in contrasto con le manifestazioni più piccole organizzate dai sindacati padronali e filo-governativi del GSEE e ADEDY. Il partito di governo SYRIZA, con sfacciata dimostrazione d'ipocrisia, ha invitato i lavoratori a partecipare alle dimostrazioni del GSEE-ADEDY contro la linea politica antipopolare del proprio governo.
Nelle manifestazioni del PAME, al fianco dei lavoratori c'erano anche i disoccupati, i pensionati, i lavoratori autonomi organizzati nel Fronte Antimonopolista Greco dei Lavoratori Autonomi e Piccoli Commercianti (PASEVE), i contadini poveri, le sue associazioni sono organizzate nel Fronte Militante di Tutti i Contadini (PASY), così come giovani (il Fronte Militante degli Studenti - MAS con migliaia di studenti delle scuole) e le donne degli strati popolari sotto le bandiere della Federazione delle Donne Greche (OGE).
Ad Atene
Nella capitale greca, le forze del PAME hanno realizzato una marcia e un concentramento eccezionale di fronte al parlamento greco.
Nel suo discorso alla manifestazione del PAME, in piazza Syntagma, Olga Siantou, membro della Segreteria Esecutiva del PAME, ha sottolineato tra le altre cose: "Oggi siamo in sciopero e protestiamo perché le misure approvate dal governo e quelle che sta preparando per il mese di novembre e i prossimi mesi significheranno una pietra tombale per la previdenza sociale, le pensioni, la sanità e i servizi sociali e porterà nuovi tagli alle pensioni e ai salari.
Dobbiamo fargli capire che non saremo gli schiavi del 21° secolo. Siamo nel cammino della lotta, determinati a intensificare la battaglia per impedire i crimini del governo di coalizione di SYRIZA-ANEL, dell'UE e dei grandi imprenditori che cercano di convincerci che tutto accade per il nostro bene e che è necessario e inevitabile.
Ciò che è necessario e inevitabile è il nostro cammino di lotta. Vogliamo sbarazzarci definitivamente di loro. Vogliamo annientare il degrado, eliminare i parassiti della società, quelli che succhiano il nostro sangue ogni giorno, che ci soffocano con i debiti, la disoccupazione e i problemi quotidiani.
Chiediamo e lottiamo per:
- Previdenza sociale pubblica per tutti.
- Nessun pignoramento di alloggi operai e popolari dalle banche.
- Fine delle pesanti tasse sulle famiglie operaie-popolari.
- Misure di protezione immediate per i disoccupati.
- No a licenziamenti di massa.
- No ai salari da fame. Recupero immediato delle perdite nelle retribuzioni. Ripristino delle retribuzioni e delle pensioni ai livelli del 2009.
- Nessun lavoratore deve esser pagato meno di 751 euro al mese.
- Nessun lavoratore senza Contratto Collettivo di Lavoro, nessuno senza copertura della previdenza sociale.
- No a qualsiasi privatizzazione.
- La plutocrazia deve pagare per la crisi e il debito che ha creato.
Non indietreggiamo da queste richieste. Non rinunciamo alle nostre necessità, non abbiamo intenzione di contribuire affinché la crisi sia superata nell'interesse della plutocrazia; non vogliamo coesistere con gli interessi dei capitalisti".
L'oratrice ha evidenziato che: "La nostra è una lotta per la sopravvivenza, per una vita migliore, ed è proprio per questo che organizziamo e pianifichiamo con l'obiettivo di rovesciare la linea politica antipopolare, con l'obiettivo finale di rovesciare il potere del capitale. E' una lotta che continueremo fino alla fine, fino a vendicare i nostri sogni! Non abbiamo altra scelta, non c'è altro cammino. O si è con i profitti capitalistici o con la soddisfazione dei bisogni popolari. Non c'è una terza via, non c'è cammino intermedio o di transizione, un cammino che dà un pò a tutti, che dà qualcosa al capitale e qualcosa per i lavoratori. Dobbiamo farla finita con le illusioni: o si è con il capitale o si è con i lavoratori!"
Va notato che decine di sindacati di tutto il mondo hanno espresso la loro solidarietà con la lotta e lo sciopero del popolo greco.
Purtroppo, i mass media internazionali, ancora una volta hanno nascosto la verità dei lavoratori, concentrandosi principalmente sulle manifestazioni scarsamente partecipate dei sindacati filo-governativi e su alcuni incidenti minori tra polizia e piccoli gruppi di provocatori.
D. Koutsoumpas: Un dinamico inizio
Il Segretario Generale del CC del KKE, Dimitris Koutsoumpas, ha partecipato alla manifestazione per lo sciopero del PAME ad Atene e ha fatto la seguente dichiarazione:
"Oggi può nascere un nuovo dinamico inizio, con l'intensificazione della lotta popolare. Ogni posto di lavoro, ogni quartiere, ogni settore deve diventare una fortezza di resistenza, di lotta, di rivendicazione e solidarietà. I luoghi di resistenza, tutti quelli che si stanno creando giorno per giorno, possono essere riuniti con obiettivi unificati a livello settoriale, locale e nazionale, insieme con il resto del movimento operaio e popolare. Attraverso l'alleanza popolare, con la lotta contro i monopoli e il capitalismo, possiamo imporre tutti insieme il rovesciamento, cambiamenti radicali dell'economia e della società per il bene del nostro popolo".
PAME: E' stato solo l'inizio
Bisogna sottolineare che dalle prime luci dell'alba, sindacati e comitati di lotta che si raggruppano nel PAME hanno formato picchetti fuori dai centri di lavoro. I membri dei sindacati con orientamento di classe, davanti alle navi, ai cantieri, alle fabbriche, ai servizi e altri luoghi di lavoro, hanno chiamato i lavoratori a scioperare e unirsi alle manifestazioni di sciopero del PAME, nel quadro delle rivendicazioni con orientamento di classe.
La Segreteria esecutiva del PAME, nel suo comunicato, saluta la partecipazione di massa dei lavoratori allo sciopero, rilevando che lo sciopero del 12 novembre è stato solo l'inizio!
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