Decine di migliaia di lavoratori di ogni settore, disoccupati, pensionati, donne e giovani hanno manifestato il 3 dicembre nella giornata dello sciopero generale in tutto il paese contro lo smantellamento della previdenza sociale ad opera del capitale, contro il governo greco e l'Unione Europea e contro le nuove pesanti tasse a scapito degli strati popolari. Con queste manifestazioni, il Fronte Militante di Tutti i Lavoratori (PAME) ha chiamato a livello nazionale i lavoratori alla sollevazione "perché la sicurezza sociale non è una merce, ma un diritto".
Spyros Marinis, membro della Segreteria Esecutiva del PAME e del Consiglio Esecutivo della Federazione degli Insegnanti della Grecia ha parlato alla manifestazione di Atene e ha fatto riferimento alle misure antipopolari del governo SYRIZA-ANEL, che distruggono ulteriormente il sistema della sicurezza sociale e ha sottolineato le richieste del movimento sindacale di classe:
- Servizi sanitari esclusivamente gratuiti per tutti. Assunzione di migliaia di lavoratori nel settore sanitario, con contratti a tempo intedeterminato e full-time. Abolizione di ogni attività imprenditoriale nel settore sanitario e assistenziale.
- Sistema sanitario e di sicurezza sociale, cure preventive e d'emergenza, unico, universale, esclusivamente pubblico, gratuito e moderno per tutti, finanziato esclusivamente da fondi statali.
- Cure mediche complete e gratuite, con il rinnovo dei libretti previdenziali IKA e altri fondi, per tutti i disoccupati e le loro famiglie, senza scadenze e condizioni.
- Previdenza sociale obbligatoria e gratuita per tutti.
- Nessun ulteriore taglio alle pensioni, ripristino delle pensioni anche integrative al livello del 2009. Ripristino della tredicesima e quattordicesima mensilità.
- Età di pensionamento a 60 anni per gli uomini e a 55 per le donne. Ridotta rispettivamente a 55 e 50 per i lavori usuranti.
- Copertura immediata di tutte le perdite dei fondi della previdenza sociale da parte statale e datoriale. Che paghino coloro che hanno rubato i fondi!
- Lavoro stabile e permamente per tutti, con pieni diritti, contrattazione collettiva e previdenza sociale.
Come affermato dal relatore: "questa è la nostra linea di conflitto, contro il compromesso di una vita miserabile" e ha chiamato all'organizzazione della lotta "per cambiare gli attuali rapporti di forza negativi, in modo da liberarci dalle catene dello sfruttamento e avviare uno sviluppo che abbia come unico criterio la soddisfazione dei bisogni contemporanei del popolo." (...)
Nikos Papanastasis, membro del "Movimento per la Difesa Nazionale" e dell'"Iniziativa per la difesa della sicurezza sociale degli ufficiali in pensione" ha parlato alla manifestazione del PAME. Nel suo discorso, tra le altre cose, ha chiesto che la Grecia non pertecipi a nessun piano o intervento militare imperialista e ha sottolineato: "Né terra, né mare agli assassini dei popoli. Non prestiamo alcun aiuto per gli attacchi militari contro la Siria e pretendiamo la chiusura immediata delle basi militari nel paese!" Nel suo discorso, Papanastatis ha affermato che gli imperialisti stanno utilizzando gli assassini che hanno creato, come l'ISIS, al fine di attaccare i popoli e ha richiamato l'attenzione sul fatto che il governo è complice poiché sostiene i piani imperialisti nella regione. N. Papanastasis ha invitato gli ufficiali in pensione e gli ufficiali attivi nelle forze di sicurezza, a isolare "Alba Dorata", che nulla ha a che fare con l'autentico patriottismo, rilevando che i suoi aderenti "sono discendenti ideologici di Hitler". Allo stesso tempo, si è concentrato sulla necessità di ripristinare ai livelli precedenti gli stipendi di coloro che prestano servizio in uniforme.
Il SG del CC del KKE, Dimitris Koutsoumpas, nella sua dichiarazione ai media alla manifestazione centrale del PAME ad Atene ha osservato:
"Questo non è il momento di partecipare al consenso e al dialogo sociale; non è il momento di creare nuove false aspettative sulla riforma dello scenario politico borghese, che portano in buona sostanza alla manipolazione del movimento operaio e popolare e consentono di varare più rapidamente e più facilmente nuove barbare misure.
Il nostro popolo ha una sola scelta: la lotta continua, l'unità di classe, l'alleanza popolare in ogni luogo, in tutto il paese. Il KKE e le organizzazioni sindacali di classe saranno in prima linea nella lotta, per fare in modo che le nuove misure antipopolari, i piani del governo, del capitale e dell'UE, non passino. Per far sì che siano cancellate tutte le leggi antipopolari approvate dai governi precedenti.
No alla passività, avanti nella lotta e nell'alleanza popolare: questo è il messaggio dello sciopero di oggi".
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