Il 25 aprile 2026, accanto al muro insanguinato del poligono di tiro di Kaisariani, dove il 1o maggio del 1944 i nazisti invasori giustiziarono 200 comunisti, si è svolta una grande manifestazione politica del KKE, seguita da un concerto con canzoni della lotta. Le bandiere rosse sventolavano inviando un segnale, un messaggio e una promessa, onorando i 200 giustiziati, che erano membri e dirigenti del KKE, leader della classe operaia, in maggioranza detenuti negli anni '30, durante un periodo di democrazia parlamentare borghese, nonché di dittatura dal 1936, prima dell'occupazione nazista.
L'evento è avvenuto dopo la prima rivelazione delle fotografie della fucilazione dei comunisti, che mostrano il coraggioso atteggiamento dei comunisti prima della loro fucilazione.
Parlando all'evento, Dimitris Koutsoumpas, SG del CC del KKE, ha osservato tra l'altro: «Potremmo dire che la realizzazione della nostra manifestazione di questa sera, qui al muro di Kaisariani, al "confine del mondo", come ha scritto il poeta, poco prima di questo Primo maggio, non l'abbiamo decisa da soli. L'hanno richiesta gli sguardi, la statura e l'orgoglio con cui i 200 eroi comunisti, giustiziati in questo sacrario, camminavano verso la morte 82 anni fa. (…) Abbiamo visto per la prima volta questo incredibile eroismo impresso in un'immagine, nei documenti sconvolgenti emersi lo scorso febbraio, che hanno suscitato ammirazione e orgoglio in tutto il nostro popolo.»
La loro immagine è passata all'immortalità ed è giustamente stata imposta come un monumento della storia greca contemporanea. Possiamo immaginare che così come loro camminassero anche le centinaia di altri nostri compagni che furono giustiziati qui durante il periodo dell'Occupazione e in particolare quei primi dieci giorni di maggio del 1944, le migliaia che caddero nelle battaglie dell'Esercito popolare greco di liberazione (ELAS) e successivamente dell'Esercito Democratico Greco (DSE), coloro che furono giustiziati dallo stato borghese greco per tutto il decennio degli anni '40, quando la borghesia greca ha rischiato di perdere il suo potere.
Queste immagini e il loro esempio hanno commosso, attraversato e scosso tutta la società, ogni persona di buona volontà. Hanno parlato al cuore del popolo, della gioventù.
Hanno dimostrato in modo schiacciante la falsità delle teorie antistoriche dei due estremi, dell'identificazione del comunismo con il fascismo. Tutte queste teorie inventate dagli staff ben pagati di Bruxelles e riprodotte da governi, partiti borghesi, una parte di professori e giornalisti ben pagati.
Ma ora che, con l'occasione della pubblicazione delle fotografie, il Gruppo Parlamentare Europeo del KKE ha presentato una domanda alla Commissione proprio su queste teorie e sulla necessità che finalmente lo stato tedesco dia le riparazioni di guerra che deve alla Grecia, la Commissione ha dichiarato di essere "non competente". E cosa ha chiesto? Che la domanda del KKE venga ritirata...
Non si dichiarano però "non competenti quando si tratta di equiparare le vittime ai loro carnefici. Gli eroi inflessibili che la lotta del nostro popolo ha generato, ai serpenti che strisciavano sul terreno, in attesa dell'ordine per premere il grilletto! Quando identificano la Wehrmacht nazista con l'Armata Rossa liberatrice, che entrò a Berlino in quei giorni del 1945 e piantò la bandiera rossa con la falce e il martello nel cuore della bestia nazista. A quanto pare questa cosa non l'hanno ancora superata...
I documenti fotografici dei 200 di Kaisariani hanno immortalato in modo impareggiabile i due mondi che allora erano in conflitto irrisolvibile tra loro. Da una parte delle foto c'era il popolo combattente, che lottava per la propria libertà dall'occupante e dalle catene capitalistiche, il popolo che soffriva a causa dello Stato borghese sia prima che durante l'occupazione. E dall'altra parte delle fotografie c'erano i carnefici dei "200", gli occupanti nazisti, lo Stato borghese greco che consegnò ai nazisti i comunisti imprigionati".
Il SG del CC del KKE ha fatto riferimento nel suo discorso sia ai processi politici, sia alle grandi lotte della classe operaia e degli altri strati popolari, come le grandi lotte dei contadini, nonché al significativo rafforzamento delle posizioni dei comunisti all'interno dei sindacati, e ha aggiunto: «Le lotte condotte in tutti questi anni dimostrano che il governo ha un avversario forte. E chiunque faccia finta di non vederlo, lo fa semplicemente perché nemmeno lui vuole avere tra i piedi questo avversario, questo movimento, questa resistenza del popolo.
Faremo tutto il possibile affinché queste lotte si rafforzino ancora di più. Affinché continuino a mettere in difficoltà l'attuale governo antipopolare e qualsiasi altro governo futuro. Contribuiranno le lotte per migliorare la vita di molti oggi, fino a diventare un grande, impetuoso fiume a livello nazionale che li travolgerà domani. Aprirà una strada radicalmente diversa per la nostra patria e il nostro popolo.
Se 140 anni fa, il 1o Maggio del 1886, la richiesta dei lavoratori era la giornata lavorativa di 8 ore, oggi ci sono tutte le possibilità affinché i lavoratori possano lavorare meno, godendo di un lavoro stabile e permanente, 7 ore al giorno - 5 giorni alla settimana - 35 ore settimanali, sanità e istruzione gratuite, diritto al tempo libero, alla cultura, alla partecipazione alla vita sociale. Ma, invece di questo, vediamo ovunque intorno a noi che tutte queste conquiste vengono sfruttate solo per la sfrenata corsa al profitto, le competizioni belliche e lo sfruttamento dei lavoratori.
Affinché tutte queste potenzialità possano essere valorizzate a beneficio del popolo, occorre eliminare la "fonte del male", la proprietà e il potere capitalistici. Questa è la matrice dell'ingiustizia, dello sfruttamento, della guerra. È questa che blocca le infinite potenzialità che i lavoratori creano ogni giorno.
L'esigenza dei tempi odierni è la proprietà sociale dei mezzi di produzione, dell'industria, dei porti, delle fabbriche, dei trasporti - affinché servano i bisogni della società e non i profitti dei capitalisti. Affinché la ricchezza passi nelle mani di coloro che la creano realmente. Con una pianificazione economica centralizzata e scientifica, affinché tutte le potenzialità produttive del Paese siano valorizzate nell'ottica del miglioramento della vita del popolo (…)
Seguiamo le orme dei "200"! E vinceremo!
Con il KKE in prima linea, più forte, saldo in ogni difficoltà, pronto alla chiamata della Storia per il Socialismo!»
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