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fonte: http://www.solidnet.org
traduzione dallo spagnolo di FR


Partito Comunista dell'Uruguay - Commissione di Relazioni Internazionali
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18 febbraio 2004

Stimati compagni:   Alleghiamo l'articolo di C. Flanagan sulla situazione ad Haiti.

Il dramma di Haití


In questi giorni assistiamo ad un nuovo capitolo di una vecchia e tragica storia per il paese haitiano.
Giustamente in questo anno si commemorano i 200 anni della gesta indipendentiste di Haiti, le prime in America Latina, dopo la Rivoluzione Nordamericana, quando il 1 gennaio gli schiavi guidati da Toussaint Louverture sconfissero le truppe napoleoniche e dichiararono l'indipendenza nazionale, assumendo come proprie le bandiere di libertà, uguaglianza e fraternità della Rivoluzione Francese.
Ora, nuovamente esplode la violenza; conseguenza di una prolungata crisi politica.
Per comprendere gli attuali eventi dobbiamo recensire brevemente gli antecedenti degli ultimi anni.

Ricordiamo che Haiti soffrì la dittatura di Maurice Duvallier a partire dal 1957; il terribile "Papá Doc" dei Tom - Tom Macoutes fino alla sua morte e la breve successione di suo figlio "Baby Doc", che dovette fuggire finalmente in Francia nel 1986. Furono quasi 3 decadi di ladrocinio, corruzione, terrorismo di Stato, persecuzioni, torture e povertà, ed emarginazione sociale per tutto il paese. In quell'epoca riscuote notorietà un giovane sacerdote salesiano, Jean Bertrand Aristide per le sue sistematiche denunce dell'opprimente situazione del paese haitiano e la necessità di celebrare elezioni libere. Nel 1988 è espulso dal suo ordine dalle autorità ecclesiastiche, accusato di "incitamento alla violenza e alla lotta di classe nel paese." Vicino ad altri prestigiosi militanti democratici come Gérard Pierre -Charles, fonda il Movimento Lavali, che significa “valanga” in creolo (il linguaggio haitiano) che ottiene una travolgente vittoria, portandolo alla Presidenza assunta nel 1990.

Dopo otto mesi di governo, nel 1991 è abbattuto da un golpe militare dei settori fedeli a Duvallier, guidato da Raoul Cedras. Esiliato prima in Venezuela e dopo a Washington. L'esercito statunitense lo rimette al governo nel 1994 e gli concede un prestito di 500 milioni di dollari. A partire da quel momento inverte il percorso progressista realizzato e lascia campo libero ad un governo neoliberale, funzionale agli organismi di credito internazionali e al governo degli USA. In conseguenza di ciò, i settori progressisti che l'avevano appoggiato vanno all’opposizione.

Gérard Pierre-Charles federa l'Organizzazione del Paese in Lotta e con altri settori forma la Piattaforma Democratica. Si unì anche il Gruppo dei 184 che raggruppa organizzazioni corporative di impresari, lavoratori rurali, studenti ed organizzazioni civiche e religiose. Nel 1996 Aristide lascia la Presidenza al suo braccio destro René Preval  

Nel maggio del 2000 si hanno elezioni parlamentari fraudolente che lo portano ad assumere la Presidenza per il periodo 2001-2006 governando in forma autocratica. La miseria continua a frustare il paese haitiano; decimato dall'AIDS, il tifo, la tubercolosi, con un tasso di mortalità infantile del 74 per mille ed un reddito medio miserabile, un dollaro al giorno. Quando dissolse l'esercito nel 1995, non lo fece per un conclamato affanno democratizzatore, ma per sottrarsi al pericolo dei vecchi settori duvallieristi che lo deposero, ed ora guida un regime corrotto basato nella repressione della polizia.

Oggi la situazione è abbastanza confusa. Si sono verificati sollevamenti nella maggior parte delle città del paese, sono avvenuti linciaggi e la polizia ha abbandonato i suoi posti, retrocedendo verso la capitale, Porto Principe. I moti cominciarono giustamente in Gonaives una città di 200.000 abitanti nella quale si dichiarò l'indipendenza nel 1804. Sebbene l'opposizione di Piattaforma Democratica ed il Gruppo dei 184 reclami le dimissioni di Aristide, l'installazione di un governo di conciliazione nazionale che porti avanti un processo di transizione pacifica fino alle elezioni generali libere e fidate, i sollevamenti armati sono portati avanti da gruppi paramilitari che stavano al servizio del governo applicando il terrorismo di Stato ed ora si sentono traditi. In realtà Bush e l'Unione Europea hanno bloccato economicamente il governo; sicuramente con mire neocolonialiste e nel caso degli USA sembra chiaro l'obiettivo di occupazione diretta o per assicurarsi una base geoestrategica dalla quale avere influenza su tutta la regione ed eventualmente utilizzarla come rampa di sbarco verso Cuba.

In mezzo a questa situazione caotica e ancora una volta disperata di Haiti, sembra chiaro che e' necessario unirsi alla campagna internazionale di denunce contro il regime imperante ed appoggiare i militanti provatamente democratici e progressisti come l'Organizzazione del Paese in Lotta di Gérard Pierre- Charles, cofondatore del Foro di Sao Paulo e candidato al Premio Nóbel della Pace, che lottano per un'uscita autenticamente pacifica e democratica; allertando sugli falsi obiettivi di certi “appoggi" dell'imperialismo, conformi al contenuto della favola dello squalo e le sardine delle quali ci parlò J. J. Arévalo in occasione dell'intervento yankee nel rovesciamento del governo di Jacobo Arbenz in Guatemala, negli anni 50.

Carlos Flanagan