fonte: Action center - http://www.iacenter.org
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Traduzione dall’inglese Bf
Solidarietà
ad Aristide. No al colpo di stato CIA
Martedì 10 Febbraio 2004
L’International Action Center Statement in aiuto al Presidente Haitiano
Jean-Bertrand Aristide
L’International Action Center denuncia ogni intervento dell’Amministrazione di
Bush contro il governo legalmente eletto di Haiti e il suo presidente
Jean-Bertrand Aristide. Noi condanniamo l’embargo economico a questo paese
Caraibico dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale. Non vi è
nulla di spontaneo nelle attuali turbolenze in Haiti. Gli ufficiali
dell’esercito precedente, che avevano servito nel corso delle due decadi della
dittatura della famiglia Duvalier, stanno giocando un ruolo determinante in
questi sanguinosi eventi. Dietro le torture degli ex-Tonton Macoute, che stanno
uccidendo gente nelle strade, sta chiaramente la CIA. Uno degli ambasciatori di
Reagan durante il regime di Duvalier, Ernest H. Preeg, è un direttore di un
sedicente “Progetto Democrazia Haitiana” che tenta di rovesciare il presidente Aristide.
Nessuno di questi elementi è di per se abbastanza forte da indurre otto milioni
di haitiani a tornare alla servitù coloniale. Lo scopo è provocare un
intervento militare contro il governo haitiano, possibilmente sotto la
copertura di “missione umanitaria” delle Nazioni Unite.
Malgrado la menzogna della Casa Bianca, che ha rubato 2000 voti di afro
americani alle elezioni in Florida, il
presidente Aristide è stato eletto con esiti schiaccianti per due volte, nel
1990 e nel 2000.
Duecento anni fa il popolo haitiano fondò la seconda più antica repubblica
nelle Americhe. Per sei decadi - fin dalla Guerra Civile Americana - il governo
statunitense si è rifiutato di riconoscere la Repubblica Haitiana, che è il
risultato della sola insurrezione riuscita degli schiavi nella storia.
La ragione per cui Haiti è il paese più povero dell’Emisfero Occidentale, è che
questo è costituito da altri paesi molto ricchi. Lo zucchero haitiano, prodotto
dal lavoro degli schiavi, ha alimentato la rivoluzione industriale in Bretagna
e Francia. Senza Haiti non ci sarebbe stata nemmeno la Rivoluzione Francese. I
banchieri francesi e i grandi affari da soli devono rendere ad Haiti 21
miliardi di dollari in riparazioni per un prestito forzato che prese ad Haiti
120 anni di pagamenti. Negli ultimi secoli trascorsi il popolo haitiano è stato
anche punito per aver avuto l’audacia di rovesciare i suoi padroni schiavisti.
L’eroico paese ha anche aperto le sue braccia a Bolivar, venendo in aiuto al
liberatore con due navi e aiutandolo nell’esigenza di rovesciare il dominio
coloniale spagnolo. La sola cosa che Haiti ha chiesto in cambio è stata la
libertà per tutti i popoli ridotti in schiavitù dell’ America Latina.
Il Governo degli Stati Uniti è ripetutamente intervenuto in Haiti. Nel 1915 i marines US hanno rubato 500.000
dollari dalla Banca Nazionale di Haiti. Questi soldi sottratti sono stati
depositati nella National City Bank – ora parte della tentacolare
multimiliardaria Citybank. Fatti di sangue si sono susseguiti, nel corso del
tempo,con oltre 3000 morti ammazzati.
James Weldon Johnson, leader politico e
autore del Black National Anthem, sull’occupazione statunitense di Haiti
riferisce di “….uomini catturati dovunque si potevano trovare, e haitiani
indifesi resi schiavi in questi raids, che assomigliavano molto alle scorrerie
per la cattura degli schiavi in Africa del passato. E schiavitù fu, anche se
temporanea.”
Questi crimini richiedono una riparazione. Invece la Banca Mondiale e il Fondo
Monetario Internazionale hanno tagliato fuori dagli aiuti Haiti.
L’International Action Center dice: giù le mani da Haiti! Stop all’embargo
finanziario a questo eroico paese.