da Parti du travail de Belgique -
http://www.ptb.be/scripts/article.phtml?section=A1AAABBQ&obid=22798
traduzione dal francese a cura del Ccdp
Perché la ribellione a Haiti?
Attualmente ad Haiti una ribellione combatte il potere del presidente Aristide.
Chi sono gli oppositori? Quale politica conduce Aristide? Una vittoria della
ribellione può migliorare la sorte della popolazione? Risponde di Victor
Kasimir, comunista haitiano di passaggio a Bruxelles.
Emilio Melot & Marco Louvier
25-02-2004
Come si spiega la ribellione contro il
presidente Aristide, che ha rappresentato un'immensa speranza per il popolo
haitiano?
Victor Kasimir. All'epoca della
caduta del dittatore Duvalier, nel 1986, il padre Aristide tiene tutte le
domeniche prediche in cui esalta la democratizzazione del paese ed il
miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. Haiti è uno dei paesi
più poveri se non il più povero del continente americano. Col 70% della
popolazione attiva senza impiego, un tasso di crescita quasi-zero, degli
stipendi di appena 3 dollari al giorno, mentre la vita costa molto cara.
Sostenitore dichiarato della teologia della liberazione, Aristide non esita a
denunciare il FMI, la Banca mondiale, l'imperialismo.... Il popolo si aggrega
intorno a lui. Nel 1990, si presenta alle elezioni presidenziale che vince col
67%. E' la prima volta che ad Haiti un presidente è eletto democraticamente,
senza l'assenso dell'esercito e dell'ambasciata americana.
Dopo solamente otto mesi di presidenza, Aristide è rovesciato da un colpo di
stato dell'esercito, finanziato da Bush-padre. Ma tre anni più tardi, quando
Clinton arriva alla Casa-bianca, Aristide riesce a negoziare con gli Stati
Uniti il suo ritorno a Haiti
Cosa spinge Washington ad accettare?
Victor Kasimir. Non è la persona,
ma la politica di Aristide che li disturbava. Ora, questo accetta tutte le
condizioni americane: un vera tutela USA su Haiti. Aristide ritorna così ad
avere le sue prerogative presidenziali nel 1994. Nel 1995, Préval diventa
presidente ma, dietro lui, c'è sempre Aristide. Il governo applica i diktats
della Banca mondiale, privatizza l'industria della farina e del cemento,
diminuisce l'amministrazione di 24.000 persone, decide di fermare la produzione
di zucchero per importarlo degli Stati Uniti E le condizioni di vita continuano
a degradarsi.
Nel 2000, Aristide si presenta di nuovo alle elezioni, che l'opposizione
boicotta. È eletto al 98% del 30% di votanti. Si affretta di scrivere a Bush
figlio per impegnarsi a rispettare gli accordi conclusi nel 1994. Ciò che fa
infatti, senza per questo sedurre i Repubblicani.
Quali sono le forze di opposizione ad
Aristide?
Victor Kasimir. Dal lato
dell'opposizione politica, c'è la Convergenza democratica, conglomerato di
partiti di cui il principale collaborava al governo prima del 2000. Sono
sospettati di intrattenere delle relazioni coi Repubblicani americani. La
Convergenza ha concluso una piattaforma col Gruppo dei 184. Questo raggruppa
184 organizzazioni della così detta società civile. Sono delle organizzazioni
di protestanti, cattolici, padronali, ecc. a cui George W Bush ha elargito 74
milioni di dollari.
In quanto alla ribellione, una, chiamata Esercito cannibale, è apparsa ai
Gonaïves (Centro-ovest di Haiti) dopo l'omicidio di Amiot Metayer, un vecchio
sostenitore di Aristide che questo avrebbe fatto assassinare. Questa ribellione
ha suscitato una serie di rivolte spontanee al Nord, molte delle quali sono
state represse. Infine, c'è una ribellione a Hinche (Centro del paese) di ex
seguaci di Duvalier, venuti della Repubblica dominicana.
La ribellione rappresenta un'alternativa?
Victor Kasimir. L'"esercito
cannibale", diventato Fronte di resistenza rivoluzionaria, è composta da
persone che hanno fame e denunciano a buon diritto la politica di Aristide. Ma
non rappresenta un'alternativa alla politica di Aristide. Ciò che manca a
Haiti, è una vera avanguardia rivoluzionaria. Il Partito comunista non esiste
più: i suoi dirigenti sono passati nelle file della socialdemocrazia o hanno
lasciato il paese. Da poco, dei giovani hanno avviato il Comitato di iniziativa per l'organizzazione del
partito comunista haitiano. Essi sono solamente all'ogni inizio, ma
rappresentano la speranza per domani