www.resistenze.org - popoli resistenti - haiti - 23-06-04

fonte http://www.rebelion.org/internacional/040616isa.htm
traduzione dallo spagnolo di FR

Battaglia operaia ad Haiti


Narciso Isa Conde
El Nacional  16/06/04

Battaglia Operaia, “Batay Ouvriye”, in creolo, è il nome di un movimento sindacale classista haitiano.
Battaglia Operaia si ostina nell’organizzare e difendere i diritti dei lavoratori haitiani, ed è riuscito a creare una piattaforma “intersindacale” che allaccia diversi sindacati e progetti di sindacati.

L'intersindacale di Battaglia Operaia si è formato recentemente nelle imprese del “Gruppo M” in Juana Méndez, Haiti; in questi giorni i suoi dirigenti hanno fatto denunce preoccupanti che già rimbalzarono nella stampa nazionale. Intimidazioni patronali, insulti, minacce, molestie sessuali, vessazioni a lavoratrici che hanno provocato aborti a nove donne in avanzato stato di gravidanza, licenziamenti illegali. Programmi di sterilizzazione? Ci sono seri sospetti al riguardo. Esiste anche un piano per ignorare i diritti lavorativi, violando il Codice di Lavoro haitiano.

Tutto ciò succede in un paese che, scuotendosi degli abusi di un regime corrotto e dispotico, è caduto nelle mani di un’occupazione militare straniera.
L'occupazione straniera è fondamentalmente statunitense, ma in questi giorni gli hanno messo l’abito dell’Onu e oltre a Francia e Canada, una serie di paesi latino-americani si sono assunti quella vergognosa responsabilità. La Repubblica Dominicana, malgrado durante la crisi di governo abbia inviato 50 soldati, non fa parte dell’esercito d’occupazione. Tuttavia, durante la lotta operaia nelle imprese del Gruppo M radicate in Juana Méndez, sono successi fatti che potrebbero avere effetti disastrosi per le relazioni fra i due paesi.

Battaglia Operaia e giornalisti che hanno visitato Juana Méndez, riferiscono che truppe dominicane sono intervenute in quel conflitto e sono stati usate dai dirigenti di quell'impresa per reprimere operai ed operaie haitiani. Si dice perfino che alla loro presenza e sotto loro incitamento, furono denudate tre lavoratrici facenti parte del direttivo del sindacato.

Chi e quando è stata ordinata la presenza di soldati dominicani ad Haiti per tali “lavori manuali”?
Chi ha prestato quell’unità militare ad imprenditori d’assalto?
Il presidente della Repubblica? Il segretario delle Forze armate? Il capo dell'Esercito? Il capo del Dipartimento del nord-ovest della zona confinante con sede a Dajabón?
Come si può giustificare quell’assurdità?
I responsabili di quella decisione si sono resi conto delle possibili conseguenze?
Hanno valutato come questi fatti potrebbero avvelenare ancora di più le relazioni domenicano haitiane, e tradursi in conflitti maggiori?
E’ possibile che i militari del nostro paese siano usati come mafiosi al servizio di imprese dominicane radicate fuori del territorio nazionale?
Fino a dove arriverà lo Stato dominicano in preda all'ambizione del denaro e dell’insensatezza?
Che sia già cominciata la privatizzazione delle Forze armate Dominicane?
Se è così, devono comunicarlo ufficialmente alla nostra società.