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Fonte: Istituto per la Democrazia e la Giustizia di Haiti, Casella
postale 745, Joseph, OR 97846 - (541) 432-0597, www.ijdh.org - info@ijdh.org
21 dicembre 2004
Reportage sul 1
dicembre 2004: massacro nel penitenziario nazionale haitiano
[estratti]
Una strage annunciata. Regis Charron, del Programma di Sviluppo
delle Nazioni Unite aveva avvertito le autorità, in un rapporto di due
settimane antecedenti il 1 dicembre, che era reale il rischio di una rivolta se
non fossero state prese misure correttive del sistema penitenziario […]
I fatti
occorsi il 1 dicembre 2004 nel Penitenziario Nazionale di Haiti in
Port-au-Prince hanno provocato la morte di almeno dieci prigionieri. Il governo
haitiano ha affermato che la maggior parte di prigionieri sono stati uccisi
dagli altri prigionieri, e che la polizia ha usato la forza quel tanto per
garantire l'auto difesa. Altri testimoni, inclusi ex ed attuali detenuti e
persone che vivono o lavorano vicino la prigione sostengono invece che la
polizia ha usato massicciamente la forza, violenza per fronteggiare una
protesta non violenta, ed ha continuato a giustiziare prigionieri anche quando
la protesta ha avuto termine. Dei testimoni affermano che almeno 60 prigionieri
sono stati uccisi.
Valutare queste dichiarazioni contraddittorie non è facile perché la polizia ha
impedito ai giornalisti ed ai gruppi per i diritti umani indipendenti di
parlare ai prigionieri, e non ha rilasciato un elenco delle vittime e dei
feriti, neanche per i familiari dei prigionieri. Un'indagine preliminare
dell'Istituto per la Giustizia e la Democrazia in Haiti (IJDH) ha reperito
testimonianze concordanti e credibili che attestano per i fatti del 1 dicembre,
l'utilizzo ingiustificato della violenza sui detenuti disarmati da parte degli
ufficiali del dipartimento penitenziario di Haiti (Department des Affaires
Penitenciares, or DAP) e del dipartimento di polizia (Police Nationale d'Haiti,
or PNH) tale da provocare la morte di molte più persone di quante dichiarate
inizialmente. L'indagine ha rivelato anche l'ampio sforzo ufficiale proteso ad
occultare la verità sul massacro attraverso la pubblicazione di notizie false,
intimidendo testimoni e rifiutando di rendere di pubblico dominio le
informazioni.
Gli eventi del 1 dicembre si sono verificati in un contesto di sistematica
noncuranza verso i diritti dei detenuti garantiti sia dalla Costituzione
haitiana sia dalle leggi internazionali sui diritti umani. Sebbene le prigioni
haitiane fossero state svuotate durante l'insurrezione che ha condotto
all'installazione dell'attuale governo ad interim il 29 febbraio 2004, ora sono
così sovraffollate che alcuni prigionieri devono aspettare il loro turno per dormire
sul pavimento della cella. Molti dei prigionieri sono stati arrestati
illegalmente, e la Catholic Church's Justice and Peace Commission stima che vi
siano oltre 700 prigionieri politici. Appena dopo il 1 dicembre, una
comunicazione interna al Penitenziario indicava che delle 1041 persone
detenute, solamente 22, cioè il 2%, era stata condannata di un qualche crimine.
La maggior parte del rimanente 98% non è mai stata condotta di fronte ad un
giudice e perciò ha ben poca speranza d'esser rilasciata almeno senza pagare
[…]
I gruppi per la tutela dei diritti umani haitiani ed internazionali hanno
criticato il governo provvisorio per l'ampio ricorso alla detenzione degli
oppositori politici, e le condizioni del sistema carcerario. Alcuni tra i
prigionieri politici sono importanti funzionari e sostenitori del governo
esiliato, ma nella maggior parte dei casi si tratta di attivisti di base o di
residenti dei quartieri poveri, noti per l'opposizione al governo ad interim
[…] A metà novembre, il Segretario generale dell'ONU, Kofi Annan, ha esortato
il governo provvisorio a rilasciare i prigionieri politici. […]
L'istituto per la Giustizia e la Democrazia in Haiti (IJDH) ha osservato negli
ultimi mesi un deterioramento delle condizioni nel penitenziario nazionale.
Celle sempre più affollate oltre due o tre volte la loro capacità, molti
prigionieri devono dormire sul pavimento, ed alcuni non hanno materassi o
neanche sufficiente spazio per coricarsi. Gli impianti sanitari sono
inadeguati, ed ai prigionieri è negato il tempo di lavarsi. La qualità e la
quantità del cibo è scarsa, i detenuti lamentano che il cibo è rancido e
l'acqua provoca infezioni della pelle. Il tempo della ricreazione è stato
ridotto ed il governo ha sospeso i programmi rieducativi del precedente
governo. Le visite dei familiari per la maggior parte di prigionieri del
penitenziario erano proibite da molte settimane prima degli incidenti del 1
dicembre, e non sono ancora riprese. IJDH ha visitato i prigionieri con ferite
gravi, alcune da arma da fuoco, che non hanno peraltro ricevuto l'attenzione
medica adeguata nel Titanique (il blocco dove sarebbe iniziata la rivolta) e di
altri blocchi del penitenziario nazionale.
estratti e traduzione dall'inglese a cura del
Ccdp