www.resistenze.org - popoli resistenti - haiti - 08-04-06

Posticipato l’insediamento del presidente René Préval

 

La strada che conduce Préval alla fattiva presidenza è ancora molto lunga e irta di ostacoli.

 

Il secondo turno delle elezioni parlamentari (il primo si è tenuto il 7 febbraio, insieme alle presidenziali) che avrebbe dovuto aver luogo il 16 marzo è stato posticipato probabilmente al 21 aprile, ma la data non è ancora stata confermata. Di conseguenza l’insediamento di Préval, dal 29 marzo è spostato probabilmente a metà maggio.

La costituzione Haitiana prevede che il Presidente possa insediarsi solo con un parlamento eletto. Ora il parlamento non esiste, cancellato dal colpo di stato.

Préval necessita di una forte maggioranza parlamentare se vuole ricostruire il Paese senza soccombere alle pressioni ultra-liberiste provenienti da USA, Banca Mondiale e FMI.

Il secondo turno elettorale è quindi di grande importanza per il futuro del Paese.

 

Nel frattempo la popolazione continua a vivere sotto l’oppressione della dittatura di Gérard Latortue ed i prigionieri politici a marcire in carcere.

Secondo il portavoce della Minustah, David Wimhurst ,ci sono 4,034 persone in carcere in tutto il Paese, ma solo 450 sono state accusate di qualche reato.

 

Il neo eletto Presidente ha incontrato i rappresentanti dell’OAS (organizzazione degli stati americani), i Presidenti ed alcuni membri dei Governi del Brasile, Argentina, Cile, Repubblica Dominicana, Sud-Africa, Stati Uniti.

Il Presidente del Venezuela Hugo Chavez si è augurato che Haiti rientri nell’iniziativa di cooperazione energetica Petrocaribe, che consente ai Paesi dell’area caraibica di acquistare petrolio e gas pagando metà delle forniture nell’arco di 25 anni con un tasso di interesse del 2%, o dell’1% se il prezzo del petrolio supera i 40 dollari al barile. Il debito potrà anche essere pagato con forniture al Venezuela di prodotti dei rispettivi Paesi. Prevede inoltre una cooperazione tecnologica su tutti i settori energetici, comprese le energie rinnovabili

(per ulteriori informazioni su Petrocaribe: http://www.pdvsa.com/index.php?tpl=interface.sp/design/readmenuprinc.tpl.html&newsid_obj_id=174&newsid_temas=48)

 

Un pesante tentativo di limitare la libertà di operare del nuovo Presidente e del suo Governo è stato condotto da Latortue e dal rappresentante delle Nazioni Unite e responsabile della missione ONU (MINUSTAH), Juan Gabriel Valdès, tramite un accordo sottoscritto il 22 febbraio, 15 giorni dopo le elezioni presidenziali.

 

Tale accordo, palesemente incostituzionale, concerne il controllo, la ristrutturazione e la riforma della polizia nazionale haitiana, così come la ricostruzione e mantenimento dello Stato Costituzionale, della sicurezza pubblica e dell’ordine pubblico. Di fatto, prevede la messa sotto la tutela dell’ONU non solo della Polizia Haitiana ma del Paese.

In virtù di quanto sottoscritto è formalmente vietato al Presidente ed alle autorità del Governo Haitiano presente e futuro (quello che Préval formerà) sottoscrivere accordi bilaterali e multilaterali senza l’adesione della MINUSTAH.

La Polizia Nazionale non può condurre alcuna operazione senza la presenza delle forze ONU.

E’ ugualmente previsto che la MINUSTAH possa avere accesso a qualsiasi ufficio pubblico ed ottenere qualsiasi tipo d’informazione.

 

Le forti proteste degli Haitiani, comprese quelle di alcuni membri del “governo ad interim”, non consultati, hanno spinto Latortue a dichiarare di “non aver ben compreso ciò che aveva sottoscritto” e l’ONU, tramite il portavoce David Wimhurst, di considerare sospeso l’accordo che sarà rinegoziato con il Presidente eletto Préval.

(Agence Haïtienne de Presse www.ahphaiti.org del 6-7-8-10 marzo).

 

La polizia Haitiana (PNH), responsabile di molti crimini, assassinii, violenze, torture compreso il massacro a colpi di machete di decine di cittadini dei quartieri  di Gran Ravin e Martissant dell’agosto 2005, costituisce un grave problema che il nuovo Presidente dovrà affrontare.

Per ammissione dello stesso capo della polizia, Mario Andrésol, che ha fatto arrestare 7 ufficiali quali responsabili del massacro di agosto, almeno un quarto dei poliziotti sono criminali: dal 2004 la PNH ha inglobato numerosi ex-militari, molti dei quali avevano preso parte al colpo di stato contro Jean-Bertrand Aristide.

 

Sarà comunque il Presidente Préval, con il Governo che formerà e con l’approvazione del nuovo Parlamento a decidere se richiedere ed in quale misura l’intervento della Minustah.

La decisione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU N. 1608 del giugno 2005, poneva già la polizia haitiana sotto il controllo della Minustah, ma la situazione non è molto migliorata.

 

Non sorprende che Latortue abbia sottoscritto questo accordo, sorprende invece che l’ONU abbia commesso un atto di tale gravità, tentando di limitare fortemente la libertà di uno Stato, pochi giorni dopo le elezioni del nuovo Presidente e senza minimamente consultarlo.

 

 

Probabile il prossimo rientro di Jean-Bertrand Aristide

 

Nonostante le forti pressioni del governo USA affinché Jean-Bertrand Aristide non rientri più nel proprio Paese, il suo ritorno è previsto non appena sarà possibile, cioè dopo l’insediamento del Parlamento, del Presidente e del nuovo Governo.

 

René Préval è stato molto chiaro nel dichiarare che la Costituzione Haitiana non prevede esiliati. Ogni cittadino haitiano è libero di entrare nel proprio Paese quando vuole.

 

Aristide ha dichiarato alla BBC di desiderare di rientrare ad Haiti il prima possibile, prendendo accordi con il nuovo Presidente e con la missione dell’ONU. Ha inoltre dichiarato di volersi dedicare all’insegnamento e di non avere più alcuna intenzione di candidarsi per future elezioni.

Riguardo alla posizione del governo degli Stati Uniti ha affermato “se gli USA realmente hanno a cuore la democrazia, come dicono, la libertà, come dicono, tutti si dovrebbero aspettare che mostrino rispetto per i diritti umani. Io ho il diritto di rientrare”.

 

(http://www.bbc.co.uk/caribbean/news/story/2006/02/060222_prevalspeach.shtml

 

a cura di Alma Giraudo