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- popoli resistenti - haiti - 13-10-08 - n. 245
Haiti, in solidarietà con le sue Cinque Libertà
di James Petras
07/10/08
Oggi l’acido quesito per tutti i democratici dell’America del Nord e del Sud è il tema dell’occupazione di Haiti, il saccheggio economico e la negazione dei diritti politici e umani della popolazione haitiana.
Nel 2004 una forza d’invasione diretta dagli USA ha fatto cadere il governo democraticamente eletto di Jean Bertrand Aristide, e in seguito ha promosso e organizzato un esercito d’occupazione. Questa forza militare ha reiteratamente represso con la violenza manifestazioni cittadine, dato l’assalto ai quartieri poveri e assassinato, ferito ed arrestato haitiani che stavano protestando per affermare i loro diritti di autodeterminazione e la fine dell’occupazione straniera.
Visto che gli Stati Uniti hanno la maggior responsabilità dell’invasione, dell’occupazione e dei successivi saccheggi e privatizzazioni dei servizi pubblici fondamentali, abbiamo la responsabilità di denunciarlo ad alta voce alle Nazioni Unite, a sostegno delle cinque libertà di Haiti:
- Le Nazioni Unite devono porre fine alla presenza militare in Haiti del suo esercito di occupazione (MINUSTAH), azione contraria ai principi dell’organizzazione. Haiti deve riprendere il diritto all’autodeterminazione e la libertà di eleggere il proprio governo.
- La popolazione haitiana chiede la fine del saccheggio del suo tesoro nazionale da parte di banche ufficiali e private che ottengono il pagamento di un milione di dollari statunitensi alla settimana per debiti illegittimi contratti dalla corruzione dei vecchi regimi dittatoriali. Gli haitiani vogliono liberarsi dei debiti di quella illecita élite per poter finanziare programmi di base che rendano la vita possibile all’80% della popolazione, che vive in povertà estrema.
- Tutti i paesi che hanno sofferto di grandi disastri naturali, come gli uragani che recentemente hanno devastato Haiti, hanno diritto ad aiuti umanitari prolungati e su gran scala, senza ritardi. Gli haitiani chiedono l’applicazione immediata degli aiuti promessi e la loro distribuzione, senza che MINUSTAH li manipoli per prolungare la sua occupazione.
- Il collasso del libero mercato oggi pone in evidenza le disastrose conseguenze delle politiche del FMI e della Banca Mondiale di privatizzazione dei servizi pubblici ad Haiti, dove la “sanità e l’educazione private” escludono la stragrande maggioranza degli haitiani . La popolazione deve avere il diritto di poter “rinazionalizzare” i servizi pubblici e tutti i settori economici strategici necessari per il suo benessere.
- Le libere elezioni significano il ritorno dei leader politici abbattuti, esiliati e perseguitati, e la fine dell’occupazione militare straniera e della repressione dei movimenti anticolonialisti. Le elezioni con le forze di occupazione puntate alla testa degli elettori, non hanno legittimità.
Noi, la gente dell’America del Nord, del Sud e del Centramerica, abbiamo la responsabilità di esigere la fine di MINUSTAH e il ritorno della sovranità nazionale alla popolazione haitiana.
Senza governo non importa ciò che rivendica la sua politica, e la retorica può giustificare le sue credenziali democratiche quando, in realtà, si comporta da gendarme coloniale.