www.resistenze.org - popoli resistenti - haiti - 30-11-10 - n. 342

Da Global Research - http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=22108
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Un nuovo vergognoso inganno delle Nazioni Unite
 
di Peter Hallward pubblicato su The Guardian, 23/11/2010
 
Il colera, è solo l'ultimo disastro haitiano imputabile alle Nazioni Unite e le elezioni non cambieranno la natura della loro missione
 
Quasi tutti concordano sull'evidenza che sono state le Nazioni Unite lo scorso mese a portare il colera ad Haiti. L'evidenza è chiaramente lampante e numerosi esperti (compreso il direttore del dipartimento di microbiologia dell'università di Harvard, lo specialista in colera John Mekalanos) se ne sono convinti solo dopo poche settimane.
 
La povertà e la carenza di infrastrutture, anche quelle poche presenti rudimentali, avevano già indotto, precedentemente, gran parte della popolazione di Haiti a bere acqua non trattata: nonostante ciò nel paese non c'era mai stato il colera in tutti questi anni.
 
Gli haitiani non hanno mai avuto esperienza diretta con la malattia e pertanto sono poco resistenti ed esposti. Tutti i campioni batterici prelevati da pazienti haitiani sono identici e corrispondono a una varietà endemica dell'Asia meridionale. Un'epidemia di colera è esplosa in Nepal durante l'estate e a metà ottobre un nuovo distaccamento di truppe nepalesi dell'ONU è approdato alla base haitiana di Mirebalais, vicino al fiume Artibonite. Pochi giorni dopo, gli haitiani che vivono a valle della base, hanno cominciato ad ammalarsi e la malattia si è così potuta diffondere rapidamente in tutta la regione.
 
Il 27 ottobre alcuni giornalisti hanno visitato Mirebalais e hanno potuto constatare che i rifiuti non trattati provenienti dalle latrine delle Nazioni Unite, venivano scaricati in un affluente del fiume Artibonite.
 
All'inizio di novembre, Mekalanos non potè "evitare in alcun modo di arrivare alla conclusione che vi era una sfortunata ed accidentale contaminazione" causata dalle truppe dell'ONU.
 
Mekalanos e altri, hanno confutato così le affermazioni dell'ONU che identificavano la fonte di contagio nella bassa qualità della gestione della salute pubblica.
 
Il risultato delle negligenze dell'ONU ha portato a più di 1.200 morti e 20.000 infettati e questo numero è sicuramente destinato ad aumentare rapidamente nelle prossime settimane.
 
Lo stesso vale per la quantità e l'intensità delle proteste popolari contro l'ultima di una serie di delitti delle Nazioni Unite ad Haiti negli ultimi anni, che ha portato a numerosi morti e centinaia di probabili violazioni.
 
Nonostante tutto ciò, invece di esaminare il proprio ruolo nell'epidemia, la missione dell'ONU ha optato per la negazione e l'oscuramento dei fatti.
 
I funzionari dell'ONU si sono rifiutati di sottoporre ad esami i soldati nepalesi in relazione alla malattia o di attuare una inchiesta pubblica, sulle origini del focolaio di infezione.
 
Piuttosto che affrontare i problemi di una popolazione indignata, hanno preferito caratterizzare la nuova ondata di proteste con "motivazioni politiche" per destabilizzare il paese proprio nel periodo precedente alle elezioni presidenziali del 28 novembre. Hanno sgomberato i manifestanti con i gas lacrimogeni e i proiettili; finora sono morte per questo motivo almeno tre persone.
 
Questo in realtà è comunque l'atteggiamento consueto. La verità è che tutta la missione dell'ONU ad Haiti, si basa su una menzogna violenta e sfacciata: si afferma di essere ad Haiti per supportare la democrazia e lo stato di diritto, ma l'unico risultato ottenuto è stato quello di trasferire il potere d'un popolo sovrano ad un esercito che non deve rendere conto a nessuno.
 
Per comprendere bene questo fatto, è necessario conoscere un po' di storia. Il problema politico di base ad Haiti dal periodo coloniale, passando poi per il post-coloniale e neocoloniale, è molto simile: come può una piccola classe dirigente assicurare le sue proprietà e i suoi privilegi a fronte di una miseria ed un tal risentimento di massa?
 
Le elite haitiane devono i loro privilegi all'esclusione, allo sfruttamento e alla violenza e solo il controllo violento gli permette e gli ha permesso di mantenere il monopolio.
 
Questo monopolio è stato garantito in modo completo dalla dittatura Duvalier, appoggiata dagli Usa fin dalla metà degli anni 80 e dopo, dalle successive dittature (1986-1990).
 
Ma il movimento Lavalas per la democrazia, nato negli anni ottanta, ha minacciato proprio quel monopolio e i suoi privilegi. In tale situazione solo un esercito può mantenere lo status quo. Le forze armate ignoranti e crudeli di Haiti, dominarono il paese come delegate del potere dagli Stati Uniti per la maggior parte del XX secolo.
 
Sopravvissuto a un brutale colpo di stato militare nel 1991, il primo governo democraticamente eletto ad Haiti guidato dal presidente Jean-Bertrand Aristide, finì per smobilitare l'odiato esercito nel 1995; la grande maggioranza dei suoi compatrioti celebra quell'avvenimento.
 
L'avvocato Brian Concannon lo ricorda come "il progresso più importante per i diritti umani ad Haiti dall'indipendenza dalla Francia".
 
Aristide nel 2000 è stato rieletto e il suo partito, il Fanmi Lavalas, ha ottenuto una schiacciante vittoria. Quella rielezione ha rappresentato per la prima volta nella storia haitiana moderna, un autentico cambiamento politico, in una situazione in cui non esisteva un ovvio meccanismo politico senza un esercito che lo impedisse.
 
La piccola elite di Haiti ed i suoi alleati, Usa, Francia e Canada, minacciati dalla prospettiva del potere popolare, ha dovuto adottare e pianificare misure adatte ad indebolire il governo Lavalas.
 
Nel febbraio 2004, il secondo governo di Aristide venne rovesciato da un altro colpo di stato con patrocinato dagli Usa e dai suoi alleati, con il sostegno di ex soldati haitiani e dirigenti della destra della comunità imprenditoriale haitiana. Venne imposto un governo fantoccio statunitense per sostituire Aristide, in mezzo a feroci rappresaglie contro i sostenitori di Lavalas.
 
Poiché non vi era alcuna forza militare interna per garantire "sicurezza", vennero inviate "forze di stabilizzazione" dalle Nazioni Unite, su richiesta degli Stati Uniti e della Francia.
 
Da allora l'ONU, giugno del 2004, sostituisce le forze armate su richiesta USA e dei suoi alleati. Composto da truppe e ufficiali di polizia provenienti da tutto il mondo, spende il doppio del bilancio di ciò che prevedeva di spendere Aristide prima del colpo del golpe.
 
La sua principale missione era quella di pacificare il popolo haitiano e costringerlo ad accettare il colpo di stato e, alla fine di questo tentativo, instaurare un "governo democratico".
 
È molto probabile che pochi haitiani abbiano dimenticato quello che L'ONU ha fatto per raggiungere tale scopo. Ha sostenuto tra il 2004 e il 2006 una campagna di repressione che uccise più di un migliaio di sostenitori Lavalas. Ha assediato il quartiere povero di Cité Soleil favorevole ad Aristide nel 2005 e 2006 e successivamente ha contrastato, limitandole, le proteste popolari attraverso la persecuzione politica, la privatizzazione dei salari e l'aumento dei prezzi sugli alimenti.
 
Negli ultimi mesi l'ONU ha represso la crescente protesta nella capitale, col fine di tacitare le intollerabili condizioni in cui versano tutt'ora 1,3 milioni di persone, che sono nelle strade dopo il terremoto di gennaio.
 
Attualmente, con o senza il colera, la priorità delle Nazioni Unite è quello di garantire che le elezioni della settimana prossima abbiano luogo come previsto.
 
Per le élite di Haiti ed i suoi partner internazionali, queste elezioni offrono un'opportunità senza precedenti per seppellire il progetto Lavalas, una volta per tutte.
 
L'agenda politica associata a Lavalas e Aristide è ancora popolarissima. Dopo sei anni di repressione e guerra civile, tuttavia, la leadership politica di questo movimento popolare è più divisa e disorganizzata che mai. Fanmi Lavalas è semplicemente stato escluso dalla partecipazione alle elezioni (nel totale silenzio internazionale), e dal suo esilio involontario in Sudafrica, Aristide ha condannato il voto come illegittimo. Molti, se non tutti i sostenitori del partito avrebbero probabilmente appoggiato un forte appello per il boicottaggio in queste ultime elezioni farsa, come avevano fatto nella primavera del 2009 quando la partecipazione alle elezioni per il Senato è stata inferiore al 10%. Questa volta, però, una mezza dozzina di uomini politici associati a Lavalas hanno scelto di partecipare come candidati singolarmente. Cosa che probabilmente spaccheranno a metà il voto. Il popolo haitiano sarà privato di ciò che è stato a lungo la sua più potente arma politica, la sua capacità fare elezioni autentiche.
 
Giacché, quasi certamente, non avrà un impatto politico significativo, è probabile che questa scelta raggiunga il risultato atteso: rafforzare la "sicurezza" (e iniquità) dello status quo, con le numerose opportunità lucrative che la situazione post terremoto continua da assicurate agli investitori internazionali e alle elite affaristiche. "Sarà un'elezione per il nulla" dice l'attivista veterano Patrick Elie. Adeguatamente manipolate, potrebbero fornire un'opportunità per quei candidati di destra come Charles Baker per promuovere gli obiettivi da molto tempo in agenda: la restaurazione, con la "supervisione internazionale", del proprio braccio haitiano dell'esercito imperiale.
 
E se ciò accadrà, quando le Nazioni Unite abbandoneranno Haiti si avrà la transizione da una forza occupante ad un'altra che riserveranno al popolo decenni di sacrifici e sforzo politico. Sembra proprio che le Nazioni Unite avranno presto molte più opportunità che mai per adempiere alla loro missione ad Haiti.

 


Resistenze.org     
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.