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- popoli resistenti - haiti - 17-01-11 - n. 347
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
C'è Washington dietro il ritorno del dittatore haitiano Jean-Claude Duvalier
AVN
17/01/2011
Secondo l'ex segretario delle Relazioni Estere della Repubblica Dominicana, Víctor Gómez Bergés, la presenza dell'ex dittatore di Haití Jean Claude "Baby Doc" Duvalier che vive in Francia dal 1986, risponde agli interessi degli Stati Uniti.
"Tutto indica che è stato portato dagli Stati Uniti, dal governo nordamericano, con l'intento di formare un governo non solo affine a suoi interessi, ma con il proposito di instaurare un regime forte, capace di reprimere qualsiasi tipo di rivolta popolare nel paese", ha commentato Bergés.
Il diplomatico afferma che la presenza di Baby Doc nella nazione caraibica non è stata una cosa né improvvisa, né dettata da motivazioni personali. E' certo che si tratta di una strategia di Washington per controllare la regione ed evitare così l'arrivo di leader che non rispondano ai suoi interessi.
Assicura inoltre che l'arrivo dell'ex dittatore è un chiaro messaggio alla comunità internazionale "affinché non si permetta che l'attuale presidente haitiano René Préval mantenga l'incarico oltre il 7 marzo".
Afferma che esiste la possibilità di portare a termine le elezioni dove l'ex dittatore sarebbe candidato, secondo una nota del giornale dominicano Listin Diario, chiarendo anche che gli Stati Uniti non permetterebbero mai un futuro ritorno di Jean Bertrand Aristide, che a loro avviso aumenterebbe l'instabilità di Haiti.
"Duvalier è più incline agli interessi degli Stati Uniti, più filo-statunitense di Aristide e ciò che ai nordamericani interessa è come viene governata Haiti, con un governo autoritario".
Dello stesso avviso è l'ex segretario delle Forze armate, storiografo e saggista, José Miguel Soto Jiménez il quale dichiara che da tempo circolavano voci sul ritorno dell'ex dittatore. "Questa novità rappresenta una passo indietro per il processo democratico", ha infine puntualizzato lo storiografo.
Un'altra dichiarazione rilasciata è quella dell'ex cancelliere, Hugo Tolentino Dipp: "io mi domando se esistevano impedimenti, cosa farà ora l'autorità giudiziaria, il governo; con la situazione attuale c'è il rischio che questo contribuirà alla creazione di ulteriori problemi".
Tra le reazioni internazionali generate dal ritorno di Duvalier sul suolo haitiano, c'è da sottolineare quella di Amnesty International (AI) che ha chiesto al governo di Haiti di mettere a disposizione della magistratura l'ex presidente Jean-Claude Duvalier, secondo quanto riferito da Efe citata da El Diario della Repubblica Dominicana.
AI esige che l'ex dittatore si consegni alla giustizia haitiana per i crimini commessi e per le violazioni dei diritti umani perpetrate dal 1970 al 1980. Relativamente a questa richiesta, Javier Zúñiga, dirigente di AI, afferma che "le sistematiche e generalizzate violazioni dei diritti umani commesse ad Haiti durante il regime di Duvalier rappresentano crimini contro l'Umanità. Haiti ha l'obbligo di processarlo".
Allo stesso tempo, il segretario generale dell'Organizzazione degli Stati Americani (OEA), José Miguel Insulza, arriverà questo lunedì ad Haiti con l'obiettivo di riunirsi con il presidente René Préval ed il primo ministro Jean Max Bellerive, anche se sono previsti alcuni incontri con i dirigenti del Consiglio elettorale provvisorio (CEP).
Il tema centrale dei colloqui verterà sulle raccomandazioni espresse dalla relazione finale elaborata dalla Commissione degli esperti dell'OEA in relazione al processo elettorale.
L'ex presidente haitiano è arrivato a Porto Principe questa domenica dopo 25 anni di esilio, per la sua lunga dittatura (1971-1986), imposta al paese caraibico tra lui "Papá Doc" e suo padre, Francois Duvalier (1964-1971).
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