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da www.lahaine.org/index.php?p=62870
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Haiti: L'attuale governo è di destra e sottommesso agli USA
di Natasha Pitts
15/7/2012
Camille Chalmers: Minustah non è una forma di cooperazione, ma di dominazione che sta distruggendo la cultura del paese
"In termini di diritti umani un problema molto grave è quello dello stupro di donne e stiamo parlando di centinaia, centinaia di donne. Si è accertato che 104 soldati dello Sri Lanka hanno praticato queste violazioni tutti i giorni per mesi ed è stato necessario mandarli via dal paese."
Nella mattina di martedì (19 giugno), ha avuto luogo in occasione del Vertice dei Popoli l'incontro su Haiti: le sfide della solidarietà' per dare visibilità alla lotta del paese haitiano contro l'occupazione delle truppe militari della Minustah e per la ricostruzione del paese, hanno avuto come attori principali gli haitiani e haitiane. Per parlare meglio di questi ed altri temi, Adital, in diretta da Aterro de Flamengo, a Río de Janeiro, ha intervistato Camille Chalmers, della Haitian Platforn to Advocate Alternative Development (PAPDA).
Adital - In che forma la militarizzazione colpisce negativamente la vita quotidiana della popolazione haitiana?
Camille Chalmers - La lista dei danni è molto lunga. Nel settore economico, la permanenza della Minustah ha causato una destabilizzazione del mercato degli affitti delle case. Ora i prezzi degli affitti è triplicato. A Port-au-Prince, affittare una casa può essere quattro o cinque volte più caro che prima dell'insediamento della Minustah. E' stato anche colpito il mercato di lavoro, perché sta offrendo salari molto più alti di quello che normalmente viene pagato ad in Haiti. C'è una migrazione di professionisti di Haiti per lavorare come personale di appoggio logistico ed amministrativo della Minustah. E questa perdita di professionisti colpisce anche l'economia.
In termini di diritti umani un problema molto grave è quello dello stupro di donne e stiamo parlando di centinaia, centinaia di donne. Si è accertato che 104 soldati dello Sri Lanka hanno praticato queste violazioni tutti i giorni per mesi ed è stato necessario mandarli via dal paese. E sono rimasti nella più completa impunità, senza nessun processo. È ampia la cultura dell'impunità che era già un problema in precedenza.
Esiste anche scarsità di infrastrutture per la formazione della gioventù a causa dell'occupazione dei campus universitari ed anche delle scuole secondarie. I militari del Brasile hanno occupato un nuovo campus appena costruito. C'è anche la questione della salute, con l'introduzione, da parte dei soldati della Minustah, del colera, malattia che ha già ammazzato oltre 7.500 persone.
La Missione tuttavia non riconosce la sua colpa, che è sta già stata riconosciuta in alcune parti del mondo. In questo momento c'è una nuova epidemia di colera. E noi vogliamo non che ci chiedano ufficialmente perdono, ma che investano 1.000 milioni di dollari per completare le infrastrutture per l'accesso all'acqua potabile e il loro risanamento affinché si riesca a sradicare completamente il colera. E' importante sapere che la Minustah non è una forma di aiuto, non è una forma di collaborazione umanitaria, è una forma di occupazione, che colpisce direttamente la vita di ogni cittadino di Haiti.
Adital - Attualmente, a che punto sono le mobilitazioni per il ritiro delle truppe della Minustah?
Camille Chalmers - Si è avuto un picco di mobilitazioni quando la Minustah ha portato il colera, ma ora sono ferme da un po'. Credo che nei prossimi mesi di luglio, agosto e settembre avremo movimenti importanti affinché le persone del mondo si rendano conto che la Minustah non è una forma di cooperazione, ma una dominazione che sta distruggendo la cultura del paese. Per il 28 di luglio sono in programma azioni globali per il ritiro delle truppe militari dal paese.
Adital - Crede che sarebbe più facile per la società civile haitiana avviare la ricostruzione del paese senza le truppe militari?
Camille Chalmers - La presenza dei militari debilita tutti i corpi di mobilitazione sociale, compreso quello della repressione che opera. Essi impongono molta paura; le persone temono la morte e hanno paura di mobilitarsi. Con la militarizzazione si impedisce che il paese haitiano sia attore della ricostruzione, perché loro [Minustah] vogliono che non ci sia ricostruzione e questo a noi è molto chiaro.
Adital - Come valuta il governo dell'attuale presidente?
Camille Chalmers - Il Governo attuale è di destra. È un governo autoritario molto sottomesso ai comandi degli Stati Uniti e che sta preparando sempre di più il paese allo sfruttamento. Per esempio, hanno firmato un accordo con la Repubblica Dominicana, che apre totalmente l'importazione di prodotti da quel paese ad Haiti. Questo ostacola la formazione di posti di lavoro nel paese. Oggi Haiti non è più un paese autosufficiente, bensì un paese che importa l'82% dei suoi alimenti.
Adital - Una nuova Haiti è ancora possibile?
Camille Chalmers - Sì, credo che ora siamo in un momento di lotta e ricostruzione politica e di lavoro per creare una forza unitaria. È un passo molto importante. Anche tenendo in conto della posizione chiara dei primi dirigenti eletti di Haiti per la rivoluzione antischiavistica, dobbiamo fare la rivoluzione in connessione con le lotte internazionaliste. E la rivoluzione haitiana aveva una chiara vocazione internazionalista e, per questo motivo, appoggiamo Bolivar. Allora, questo è il momento di continuare a lottare contro altre forme di schiavitú, la schiavitú imposta dal capitale transnazionale.
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