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- popoli resistenti - haiti - 23-10-12 - n. 426
da www.lahaine.org/index.php?p=31402
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Haiti: 15 ottobre, nuova contestazione contro la MINUSTAH
di Batay Ouvriye (*)
18/10/2012
Negli ultimi otto anni, ogni 15 ottobre l'ONU rinnova il contratto della MINUSTAH [Missione di stabilizzazione delle Nazioni Unite ad Haiti]. Anche quest'anno protestiamo.
Lo facciamo affinché questa forza politica armata per l'occupazione di Haiti non si possa fregiare di una qualche "legittimità".
Tutti conosciamo le infamie di queste forze assassine, i crimini, le rapine, gli stupri, le umiliazioni e, in particolare, la repressione permanente che è calata sulle rivendicazioni del popolo. A poco a poco, tutti possono comprendere che queste forze non sono qui per portare la pace (se non quella eterna...), ma per fornire più sicurezza al progetto imperialista di dominio e di sfruttamento estremo. Sono il principale "appoggio" delle ambasciate imperialiste - quando queste non possono già contare sullo sbarco di truppe proprie, com'è accaduto dopo il terremoto del gennaio 2010!
Ogni anno, insieme alle altre organizzazioni, ci mobilitiamo per denunciare questa grave situazione e anche nel 2012 non abbiamo mancato l'appuntamento.
E' importante rilevare che la posizione di molti haitiani è mutata. Non solo prendono atto e si pongono contro le prevaricazioni di MINUSTAH, non solo comprendono meglio la nostra propaganda sul sistema dell'occupazione, ma sempre più numerosi scelgono di unirsi alla lotta concreta per il ritiro di queste forze (per l'indignazione sopportata, ma anche per il fatto che le forze armate della MINUSTAH incidono pesantemente nei rapporti di forza della lotta di classe, fino a contrastare la mobilitazione che i settori progressisti devono portare per cambiare in profondità questa formazione sociale tanto putrescente). Diciamo "in profondità" perché se si trattasse di modifiche estetiche o "democratiche" l'imperialismo ci lascerebbe ancora allegramente... dibattere.
Per questo motivo, il 15 ottobre, rispondendo a un appello del Collettivo da noi formato per denunciare il colera, ci siamo ritrovati di fronte alla base principale della MINUSTAH, quella vicino alla centrale della polizia, all'ambasciata degli Stati Uniti e all'aeroporto! Una vera zona strategica! Per questo, ben sapendo che mai ci avrebbero accordato il permesso, non abbiamo avvisato la polizia, né altri, aumentando così il rischio! Tuttavia, l'effetto sorpresa a nostro favore ha prodotto nel nemico un risultato inaspettato e, approfittando della loro esitazione, ci siamo posizionati.
Ci accompagnavano sindacalisti e progressisti nordamericani di New York e Miami che si dichiarano apertamente contro l'occupazione, ma anche contro la tutela yankee, facendo notare che non è il popolo nordamericano a inviare queste forze di occupazione, ma il governo reazionario di questo paese imperialista, al servizio delle multinazionali, più precisamente del tessile nel nostro caso.
Gli agenti della MINUSTAH hanno reagito. In effetti, dopo aver cercato di bloccare il sit-in, hanno cercato di confiscare telecamere e gli spray che usavamo e, alla fine, hanno deciso di arrestare alcuni di noi. E' poi iniziata una lotta sul campo e li abbiamo fatti indietreggiare. La popolazione circostante si è avvicinata e insieme a quelli bloccati sui taxi a causa dello sbarramento costituito dal sit-in, hanno tutti iniziato a gridare "Abbasso la MINUSTAH! Fuori la MINUSTAH!". Alcuni sono scesi dai taxi per unirsi a noi, altri tiravano fuori la testa dal finestrino e gridavano "figli di puttana" rovesciando contro di loro il proprio odio...
La polizia nazionale, che in un primo momento non voleva farci manifestare, si è dovuta adattare alla pressione popolare. Quindi, non solo ci hanno fatto manifestare in tutta libertà (in uno spazio ipoteticamente strategico), non solo ci hanno lasciato scrivere le proteste sulle auto della MINUSTAH che tornavano alla loro base, ma alla fine hanno costretto queste ultime a tornare indietro giacché non volevamo far loro attraversare le nostre linee.
Questa capacità che sviluppiamo nella lotta e nella perseveranza, questa Unità di percezione e di mobilitazione popolare che vogliamo portare sempre più avanti e in forma sempre più strutturata, questo risveglio poco a poco delle forze progressiste... è ciò che deve e che può unire, oggi a maggior ragione, senza indugi ma anche senza troppa fretta, e alleare, per disfarci di questi agenti imperialisti e di tutti quelli che, proprio qui, li sostengono.
ABBASSO LA MINUSTAH !
ABBASSO L'OCCUPAZIONE!
VIVA IL POPOLO HAITIANO SOVRANO!
(*) Battaglia Operaia, "Batay Ouvriye" in creolo, è il nome di un movimento sindacale classista haitiano.
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