www.resistenze.org - popoli resistenti - honduras - 28-09-09 - n. 288

da Kaosenlared.net - http://www.kaosenlared.net/noticia/honduras-uso-armas-quimicas-fuerzas-militares-contra-resistencia
Traduzione a cura di Mujeres Libres Blog - http://mujeres_libres.blog.tiscali.it
 
Honduras: Uso di armi chimiche da parte delle forze militari contro la resistenza
da feministas en resistencia del Frente Nacional contra el golpe de Estado de Honduras
 
Tegucigalpa 24 settembre 2009
 
Honduras: Uso di armi chimiche da parte delle forze militari contro la resistenza
Gli occupanti dell'Ambasciata del Brasile che accompagnano il Presidente Manuel Zelaya Rosales e la sua famiglia nella missione diplomatica, sono stati oggetto di lancio di gas tossici da elicotteri ed aeroplani.
 
Appello mondiale: Urge missione internazionale medica
 
Fermate l'uso delle armi chimiche delle forze militari in Honduras!
 
di Juan Almendares
 
Gli occupanti dell'Ambasciata del Brasile che accompagnano il Presidente Manuel Zelaya Rosales e la sua famiglia nella missione diplomatica, sono stati oggetto di lancio di gas tossici da elicotteri ed aeroplani. Le armi sono inoltre state utilizzate anche dalle truppe, che dispongono di apparecchi sofisticati a ultasuoni e radiazioni elettromagnetiche, che hanno già provocato casi severi di diarrea, vomito, emorragia nasale, gastrointestinale tanto nelle persone occupanti l’ambasciata, che della comunità.
 
Secondo il quadro clinico si potrebe trattate di utilizzo di sostanze tossiche come: pesticidi, composti chimici e gas, sostanze radioattive come il cesio radioattivo, funghi tossici..
 
Urge una missione internazionale medica dell'ONU, e dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ci troviamo di fronte ad una guerra irregolare contro l’Honduras. Le Forze armate non lasciano entrare all'Ambasciata del Brasile nè medici, né la Croce Rossa internazionale, violando tutti i trattati e le convenzioni internazionali sulla salute e sul rispetto dei diritti umani.
 
Per favore, fate arrivare questo appello in nome della vita e dell’amore per l’umanità.
 
juan.almendares@gmail.com
 

da CimacNoticias http://www.cimacnoticias.com/site/09092404-Feministas-no-desca.39440.0.html
Traduzione a cura di Mujeres Libres Blog - http://mujeres_libres.blog.tiscali.it
 
Non si esclude la guerra civile in Honduras
 
24/09/09
 
In Honduras, la situazione è "allarmante" e non si esclude la guerra civile nel paese centroamericano, ha detto la rappresentante Mendoza Indora - Movimento feminista en resistencia che riunisce circa cinque mila persone.
 
"In Honduras l'esercito sta perseguitando le persone che portano avanti la resistenza pacifica; non vogliamo la guerra civile, ma la gente sta pensando che la situazione attuale, non è quello che vuole, e vuole essere ascoltata, il governo golpista non è legale", ha dichiarato l'attivista a Managua, Nicaragua, dove si trova per denunciare le violazioni che si stanno commettendo nel suo paese in materia di diritti umani e per esprimere la sua paura per la vita del presidente deposto Manuel Zelaya che si trova nell'ambasciata del Brasile in Honduras dal lunedì 21.
 
Fornendo una panoramica di ciò che accade nel suo paese, Indyra Mendoza segnala che le forze militari e poliziesche "sparano costantemente in aria". Inoltre, ha detto "Negli ultimi tre giorni la violenza si è inasprita e ci sono un numero imprecisato di persone scomparse.
 
L’attivista ha affermato che fino a ieri si contavano 120 persone, 40 delle quali sono donne della resistenza, fermate e trasportate allo stadio Chochi Insipido, dove sono state picchiate.
 
La dirigente del movimento femminista ha chiesto all'Organizzazione degli Stati Americani (OEA) di "essere più energica" e di adottare misure per far tornare al potere Manuel Zelaya, presidente deposto il 28 giugno. "È importante, ha detto, che la comunità internazionale continui ad appoggiarci"; altrimenti, il regime di Roberto Micheletti si rinforzerà "in questi tempi di preguerra".
 
D'altra parte, la rappresentante femminista ha accusato i militari honduregni di avere un atteggiamento xenofobo verso i nicaraguensi; li accusano sempre di partecipare alle manifestazioni nonostante non sia vero e viene detto che nelle manifestazioni si mischiano venezuelani e nicaraguensi affinché risultino più persone partecipanti.
 
Con la maggior parte della comunità internazionale contro di lui, Roberto Micheletti ha ordinato il coprifuoco a tempo indeterminato, mentre l'esercito per le strade reprime coloro che vogliono il ripristino della democrazia e il ritorno di Zelaya al potere.
 
Ieri, per esempio, le forze di sicurezza hanno sfollato i sostenitori del presidente deposto mentre manifestavano di fronte all'ambasciata del Brasile, ne sono nati disordini e scontri in alcuni quartieri di Tegucigalpa.
 
Vincere la sfida
 
Nel frattempo, José Luis Rodríguez Zapatero, presidente del governo spagnolo, ha assicurato oggi a New York che la comunità internazionale non accetterà il "golpe antidemocratico" che ha espugnato il presidente eletto dell’Honduras Manuel Zelaya e si è anche mostrato convinto che gli honduregni vinceranno "questa sfida."
 
Durante il suo discorso alla 64a Assemblea generale dell'ONU, nel quale ha difeso il multilateralismo, Zapatero ha sottolineato che attualmente "la ferma difesa della democrazia ha innanzitutto un nome ed un paese, Honduras".
 
Nella sede dell'organismo internazionale ha detto che gli honduregni "che sono stati consolidamento della democrazia e aspettativa di benessere negli ultimi anni, hanno deciso, con l'appoggio della Spagna e della comunità internazionale, che vinceranno questa sfida, la sfida del Honduras".
 
"Non accettiamo il golpe antidemocratico", ha detto, speriamo che la democrazia torni presto in Honduras.
 

da Minga Informativa de Movimientos Sociales
http://movimientos.org/
Traduzione a cura di Mujeres Libres Blog - http://mujeres_libres.blog.tiscali.it
 
Testimonianze da feministas en resistencia
 
24/09/09
 
I poliziotti negli ospedali hanno sequestrato giovani feriti e ferite, la Croce Rossa è assente, i segnali radio intercettati, i poliziotti sparano sulla gente per ammazzare nei quartieri popolari in resistenza, donne ed uomini che si ribellano sono picchiati e perseguitati.
 
Queste notizie arrivano dalle femministe autonome latinoamericane e caraibiche, che ribadiscono la distorsione e la copertura dei mass media in tutto il continente, minimizzando e negando la violazione dei diritti umani da parte della dittatura di Micheletti.
 
Una compagna ci racconta: "Dopo 88 giorni di resistenza, ieri nel mio quartiere donne, uomini, bambini, bambine, si sono concentrati in boulevard de las FFAA, hanno bruciato copertoni e si sono presi la via, sfidando il coprifuoco. Lunedi, 22 settembre, alle 8 di sera è arrivato un Nissan bianco, con le luci accese e ha parcheggiato in mezzo alle barricate, da dentro sono partiti 3 spari e poi sono arrivate le pattuglie della polizia preventiva spruzzando acqua e gas lacrimogeno; sono poi arrivati anche due camion di militari e due pattuglie piene di poliziotti, militari a piedi, tutti completamente armati. Sono arrivati fino alle case spruzzando gas ed acqua e poi hanno cominciato sparare senza fermarsi, in certi momenti andavano via, ma poi ritornavano sparando. E’ stata guerra tutta la notte, con due elicotteri che sorvolavano i nostri quartieri.
 
Oggi 23 settembre, si sono concentrate più di 60 mila persone all’UPN, tutte e tutti con molta forza ed energia, per proseguire l’insurrezione popolare. Quando siamo arrivati a metà del ponte di Guadalupe, c'erano centinaia di poliziotti e militari, ma grazie alla nostra forza li abbiamo respinti fino all’edificio rosso Palmira, poi volevamo dirigerci verso il centro, per terminare la marcia, ma i maledetti quando hanno visto che eravamo rimasti poche e pochi, cominciarono a lanciarci gas lacrimogeni ed ad inseguirci. Molti sono stati catturati. Noi, grazie alla solidarietà di un compagno che ci ha lasciato entrare a casa sua, mentre aveva la porta aperta in quel momento, ci siamo salvati. Quando siamo potuti uscire da quel posto, siamo andati in centro, dove i militari di tutti i colori e con Armi che non avevamo mai visto, circondavano le strade del centro della città, sparavano alla gente. Siamo riusciti per la seconda volta a cavarcela.
 
Siamo soffocati, repressi, assassinati. I quartieri che resistono hanno visto già diversi assassinii, Hanno tagliato il segnale del canale 36 ed Irradio Globo. Per favore abbiamo bisogno di appoggio, Ci Ammazzano!
 
Un'altra compagna, ci racconta: "Amiche, amici: vengo dall'ospedale dove hanno portato i miei fratelli arrestati dalla polizia, dopo la marcia, sono stati picchiati selvaggiamente, mentre veniva gridato loro che così avrebbero imparato a non manifestare più e che nessuno li avrebbe liberati dalla polizia del golpe. A uno dei miei fratelli, di 21 anni, sono stati sfondati i polmoni, ad un altro sono state rotte le mani, delle loro operazioni sapremo lunedì.
 
Hanno fermato diverse di feministas en resistencia liberate dopo aver fornito il carnet identificatorio dell'Osservatorio dei Diritti umani delle Donne. Quello che è incredibile è che la polizia si sta portando via la gente, nella sua maggioranza giovani, dall'ospedale. Entrano come a casa loro e nessuno gli dice niente. Sono riuscita a non far portare via alcuni facendomi identificare come feministas en resistencia , ma prima che arrrivassi si erano portati via due giovani feriti. Stanno entrando agli ospedali ogni due ore, per vedere chi è arrivato! Non possiamo permetterlo!
 
La Croce Rossa brilla per la sua assenza, ma ci sono infermiere e compagni della resistenza dentro gli ospedali, che c'aiutano molto. Grazie a tutte e tutti per gli appoggi solidali. NO AI POLIZIOTTI NEGLI OSPEDALI!