www.resistenze.org - popoli resistenti - honduras - 07-02-11 - n. 350

da www.resistenciahonduras.net
Traduzione a cura di Adelina Bottero
 
Egiziani e honduregni: rivendicazioni comuni
 
FNRPavanguardia del popolo honduregno
 
02/02/2011 - Galel Cardenas
 
Le lezioni che i popoli del medio oriente stanno offrendo alla cultura occidentale sono molto importanti.
 
Ad esempio, 2 dei 18 milioni di egiziani de Il Cairo sono mobilitati mediante una rivoluzione pacifica per protestare contro il dittatore Mubarak, del cui regime chiedono la fine dopo trent’anni d’usurpazione del potere politico. Nel chiedere la redazione di una nuova costituzione, collimano col movimento popolare honduregno.
 
Secondo i comunicati stampa “Il rappresentante dell'opposizione Mohamed El-Baradei, che comanda una coalizione interna al movimento politico laico, l’Associazione Nazionale per il Cambiamento, l'organizzazione di taglio islamico Fratelli Musulmani, il Partito Comunista dell'Egitto, tra le altre forze popolari, hanno respinto qualsiasi dialogo con rappresentanti della dittatura finchè questa non cada, ed hanno chiesto a Hosni Mubarak che lasci il suo incarico prima di venerdì per evitare un bagno di sangue”.
 
Coincidendo coi progetti del movimento popolare latinoamericano, particolarmente l'honduregno, gli egiziani portano avanti, tra le varie rivendicazioni, le seguenti:
 
1. Dimissioni di Mubarak e formazione di un consiglio presidenziale per un periodo transitorio di durata limitata.
 
2. Formazione di un governo di coalizione per amministrare il paese durante il periodo transitorio.
 
3. Indizione di un'assemblea costituente per redigere una nuova costituzione per il paese, basata sul principio della sovranità nazionale, e restituzione del potere nell’ambito di uno stato civile democratico e giusto.
 
4. Processo dei responsabili di centinaia di morti e feriti, martiri rivoluzionari e vittime dell'oppressione, nonchè dei responsabili del saccheggio delle ricchezze del popolo egiziano.
 
Queste convergenze di richieste, alcune pari pari a quelle del FNRP nato precisamente col colpo di stato del 28 giugno 2009, rappresentano attualmente le aspirazioni dei popoli che si sono stancati di sopportare e soffrire attacchi e violenze delle dittature e di governi ipocriti, manipolati ed antidemocratici.
 
Il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare, avanguardia di queste aspirazioni, ha nella leadership di Manuel Zelaya Rosales l'interlocutore perfetto di questa lotta, mentre un'elite politica nazionale sorda si rifiuta di soddisfare tali domande.
 
Solo mediante la sua leadership si potrà raggiungere un consenso tale, da effettuare la transizione verso una nuova democrazia, la stessa democrazia che chiedono gli egiziani.
 
La formazione di un governo di coalizione è un'altra delle grandi possibilità per spianare la strada verso nuove regole costituzionali.
 
La convocazione di un'assemblea nazionale costituente è condizione irrinunciabile per produrre i cambiamenti di cui l’Honduras ha bisogno, se desidera porsi all'altezza dei requisiti della nuova democrazia latinoamericana e regionale.
 
Il procedimento giudiziario contro i responsabili del colpo di stato e del saccheggio delle casse dello Stato è un'altra delle grandi lotte nell’agenda politica del FNRP, capeggiato dall’ex presidente dell’Honduras, Manuel Zelaya Rosales.
 
Indubbiamente si chiederà il castigo dei responsabili della morte degli honduregni che hanno lottato coraggiosamente contro il colpo di stato del 2009.
 
In quest’ordine di idee, tutti i simpatizzanti ed attivisti del FNRP concordano sul fatto che il rientro di Manuel Zelaya Rosales nel paese, in questo momento, è indispensabile per la conduzione politica del movimento popolare nazionale.
 
Soltanto così le contraddizioni non antagonistiche nel FNRP potranno essere superate per compiere passi avanti verso quelle grandi aspirazioni dei popoli, la fondazione di un nuovo paese, una nuova democrazia ed una nuova costituzione, garante irriducibile di tali esigenze.
 

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