People’s democracy - organo
settimanale del Partito Comunista (Marxista ) dell’India - http://pd.cpim.org
Trad dall’inglese bf
86° Anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. La resistenza
all’imperialismo si intensifica
9
novembre 2003
di Prakash Karat
L’anniversario della prima rivoluzione socialista mondiale in Russia è una
buona occasione per verificare la situazione del mondo in termini di lotta
contro l’imperialismo. La Rivoluzione di Ottobre del 917 fu la prima vera
rivoluzione mondiale anti-imperialista. E’ stata questa vittoria
sull’imperialismo che ha aperto la via all’ondata di lotte anti-imperialiste
del ventesimo secolo. Come vediamo all’86° anniversario di questa storica
rivoluzione, il mondo è di fronte ad un imperialismo risorgente rappresentato
degli Stati Uniti che cercano di imporre la loro egemonia globale sul mondo.
Lo scorso anno, mentre si celebrava l’85° anniversario della rivoluzione
d’Ottobre, gli Stati Uniti stavano preparandosi per la loro guerra in Iraq al
fine di occupare il paese. Da allora gli US sono impegnati ad aggredire l’Iraq
e a occuparlo. Sempre in questo periodo le ideologie di destra dominanti nei
circoli di potere US stanno parlando apertamente del ruolo dell’America come
nuovo potere imperiale. La conquista dell’Iraq avrebbe dovuto essere il culmine
del dispiegamento del potere imperiale americano. L’occupazione dell’Iraq non
ha portato alla soddisfazione delle ottimistiche speranze imperiali. Infatti le
superficiali supposizioni del potere americano e i limiti del dominio imperiale
sono stati smascherati.
Le ambizioni imperiali dell’America furono manifestate, dopo l’11 Settembre
2001, attraverso la così detta guerra globale al terrorismo. E’ sotto questa
definizione che gli Stati Uniti hanno lanciato la propria rinnovata leadership
per la dominazione del mondo. Prima venne la guerra in Afganistan, seguita
dalla guerra in Iraq. Durante questo periodo l’America ha esteso la propria
presenza militare globale in nuove aree. Ci sono truppe americane in Asia
Centrale, in posti come Uzbekistan e Kyrgysistan.
Nel Sud Est asiatico, le truppe US si sono ancora una volta stanziate nelle
Filippine e gli US hanno rivitalizzato i legami militari con le forze armate
indonesiane. Il Giappone è stato incoraggiato ad abbandonare il ruolo
non-militare, pacifista, contemplato dalla sua Costituzione. L’Asia del Sud è
diventata inoltre un obiettivo di interventi US.
Gli Stati Uniti hanno una presenza militare permanente in Afganistan ed hanno
consolidato i legami militari con il Pakistan. Sono inoltre entrati in accordi
di cooperazione con Sri Lanka, Bangladesh, Nepal. E nel più grande paese della
regione, l’India, sotto il governo di Vajpayee, sono in via di definizione
strategiche collaborazioni militari.
Gli US no possono tollerare nessun paese o governo che si sottragga ai loro
comandi. Gli altri due paesi oltre all’Iraq, che sono stati dichiarati dal
presidente Bush come facenti parte “dell’asse del male”- Nord Corea e Iran
- sono stati accusati di cercare lo
sviluppo di una propria tecnologia nucleare.
Gli Stati Uniti, come maggior paese capitalista al mondo per potenza, continua
ad essere una minaccia per tutti i paesi che vogliono mantenere la propria
indipendenza, sovranità e intraprendere trasformazioni sociali senza interferenze
imperialiste. Sarebbe assolutamente errato sottostimare queste minacce. La
“guerra al terrorismo” attualmente ha portato alla crescita della violenza
terrorista in tutto il mondo.
Allo stesso tempo il quadro non è univoco. Non bisogna solo esprimere sconforto
e disappunto. Gli sviluppi che hanno avuto luogo negli ultimi tempi indicano
che le forze che possono opporre resistenza all’imperialismo esistono e il loro
ruolo nel divenire degli eventi è chiaro.
Primo, le più grandi avventure imperialiste negli ultimi tempi, come la guerra
e l’occupazione dell’Iraq, hanno messo in serie difficoltà gli Stati Uniti.
Secondo, la guerra degli US in Iraq , ha aperto contraddizioni con gli altri
paesi imperialisti come la Francia, la Germania e la Russia capitalista. Terzo, la lotta dentro il Wto , come si
è visto nel summit ministeriale di Cancun, denuncia le contraddizioni tra
l’imperialismo e lo sviluppo dei paesi. Quarto, la continua avanzata della Cina
come potenza economica, sta esercitando un suo peso nella situazione
internazionale e giocherà un suo ruolo nel futuro. Tutti i fattori esposti
devono essere tenuti in considerazione se vogliamo avere una corretta
comprensione di come la lotta contro l’imperialismo può essere condotta nei
giorni a venire.
L’intervento degli US in Medio Oriente occupa la scena centrale della lotta
contro l’imperialismo. La resistenza crescente del popolo iracheno contro
l’occupazione americana ha carattere essenzialmente nazionalista e anti-
capitalista. E’ basata su lunghe tradizioni di lotta contro il colonialismo
britannico che hanno formato il moderno Iraq del Ventesimo secolo. Sei mesi
dopo l’occupazione, le forze americane stanno affrontando una quantità di
attacchi – 25 devastazioni al giorno. Come minimo la morte un soldato americano
al giorno in Iraq.
Gli Stati Uniti che pensarono con arroganza di poter invadere e occupare
unilateralmente e autonomamente l’Iraq ignorando le Nazioni Unite, oggi stanno
supplicando tutti i paesi del mondo di mandare truppe per aiutarli in Iraq.
Questi sforzi non portano ad uscire dal disastro in tempi brevi. Anche indurre
alcuni paesi a mandare truppe potrà rivelarsi controproducente. E’ un’ ironia
che la Mongolia abbia inviato 200 soldati in Iraq. Il popolo di Baghdad si
ricorda dei mongoli che invasero e saccheggiarono le città nel lontano 1258.
La decisione della Turchia di inviare 10.000 soldati è stata osteggiata
vigorosamente nel Consiglio governativo presieduto dagli stessi americani. Per
il popolo dell’Iraq i militari turchi sarebbero stati uno sgradito ricordo del
loro antico status coloniale sotto l’impero turco Ottomano. Gli americani si
trovano impantanati in Iraq. Un altro punto caldo è la Palestina. IL grandioso
piano US della “road map” per la pace è caduto a pezzi. Il piano israelo-americano
di decapitare la leadership palestinese mettendo a parte Yasser Arafat è
fallito. La lotta tenace del popolo palestinese non è stata soppressa, malgrado
il brutale uso della forza militare di Israele che agisce come principale
rappresentante per gli Stati Uniti nell’Asia Occidentale.
L’assalto brutale in Medio Oriente ha portato alla superficie le contraddizioni
infra-imperialiste con un’evidenza mai vista dalla fine dell’Unione Sovietica.
Nonostante le Nazioni Unite abbiano adottato una risoluzione unitaria di
richiesta ai paesi membri di mandare truppe in Iraq sotto il comando US,
Francia, Germania e Russia non se la sono sentita di costringere gli Stati
Uniti.
Agli Stati Uniti è stata data una abietta lezione dai loro alleati
imperialisti, di potervi andare da soli, ma ad un prezzo troppo pesante da
pagare.
La lotta dei paesi emergenti contro l’ordine imperialista è stata puntualmente
messa a fuoco con il summit ministeriale del Wto di Cancun nel Settembre di
quest’anno. L’unione dei paesi in via di sviluppo ha avuto luogo perché alcuni
dei maggiori paesi come Cina, India, Sud Africa e Brasile sono venuti ad
un’intesa. Questa unità ha aiutato a resistere all’agenda che si mormorava
sarebbe stata imposta dai paesi ricchi.
Sul piano politico, gli Stati Uniti continuano la loro attività ostile contro i
paesi recalcitranti del Terzo Mondo. Dove si sta costruendo di nuovo la
resistenza all’intervento US e alle politiche di globalizzazione guidate
dall’imperialismo. In America Latina il presidente Chavez del Venezuela ha
respinto tutti i tentativi di destabilizzare il suo governo. In Bolivia
recentemente il presidente di Destra è
stato costretto alle dimissioni dopo un’insurrezione delle masse popolari contro
la decisione di esportare il gas naturale e contro le politiche di
privatizzazione. Proprio il fatto che nessuno dei maggiori paesi del terzo
mondo (al di fuori dell’alleanza americana) abbia accettato di inviare truppe
in Iraq per aiutare l’occupazione degli US indica crescenti cautele circa il
disegno dell’imperialismo americano.
La Cina ha mostrato continui avanzamenti economici durante tutta la decade
degli anni 90. E’ pronta per completare la crescita ad un indice del 8,5 % nel
corrente anno. Secondo una recente stima se questo tasso di sviluppo continuerà
la Cina supererà la Francia e la Germania
dall’anno 2005 e diventerà la quarta maggiore economia mondiale, essendo
le prime tre: Stati Uniti, Giappone e Russia. Il peso crescente della Cina va a
ricadere sugli eventi mondiali. La sua adesione al Wto ha rafforzato la
posizione dei paesi emergenti. Nel Sud Est asiatico, sempre più numerosi paesi
stanno guardando alla Cina piuttosto che agli US per contratti economici e
commerciali. Durante il recente incontro a Bangkok dell’Asian Pacific Economic
Cooperation, si è notato che l’America non è la sola potenza ad esercitare
influenza nella regione del Sud Est asiatico ma che questo ruolo è condiviso
dalla Cina.
L’importanza dell’emersione della Cina come grande potenza non può essere
sottostimata. Avrà un profondo impatto e rafforzerà le tendenze verso la
multi-polarità, contro un mondo unipolare dominato dagli Stati Uniti.
La lotta degli altri paesi socialisti, come il Vietnam e Cuba per sviluppare o
salvaguardare il loro sistema sociale è interconnessa con la ricerca della Cina
di svilupparsi economicamente e consolidare lo Stato socialista.
E’ in questo quadro di sviluppi che noi possiamo riconsacrare i legami con la
Rivoluzione d’Ottobre. In India la lotta per contrastare la crescente influenza
dell’imperialismo US all’interno del nostro paese è collegata con la tendenza
universale a resistere all’egemonia americana. Il successo dell’opposizione a
mandare dei militari indiani in Iraq è un’importante vittoria. Il governo a
guida BJP cerca sistematicamente di lavorare per stabilire relazioni
strategiche con gli Stati Uniti e adatta le proprie politiche sulla strategia
globale dell’America. Riconoscere questo pericolo per la nostra indipendenza e
sovranità e mobilitare il popolo a contrastare la nostra classe dirigente
diventa il compito principale per le forze della Sinistra e democratiche.