Grande affermazione elettorale dei partiti comunisti indiani
Il dato più significativo delle recenti elezioni politiche
indiane è, accanto alla vittoria dello Partito del Congresso che fu di Nehru
(tra i fondatori del “movimento dei non allineati”) e di Indira Gandhi, la
grande affermazione delle formazioni di sinistra e, in particolare, dei due
partiti comunisti (rispettivamente 44 seggi al Partito comunista dell’India
marxista e 10 al Partito Comunista dell’India sui 61 conquistati dalla
sinistra) che, in alcune regioni (Bengala Occidentale, Kerala, ecc.),
conquistano la grande maggioranza dei voti. La sinistra diventa così
determinante ai fini della formazione di un nuovo governo diretto dal
Congresso, a cui, secondo le ultime notizie, potrebbe offrire un appoggio
esterno.
Sul risultato elettorale indiano proponiamo,
accanto alle prime dichiarazioni dei due partiti comunisti, un commento,
apparso nel giornale comunista britannico “Morning Star”.
“Storica vittoria del Partito Comunista dell’India (marxista) e
della sinistra”
www.rednet.org, 14 maggio 2004
L’Ufficio Politico del Partito Comunista dell’India (marxista) si
congratula con il popolo indiano per la decisiva disfatta inflitta al BJP e ai
suoi alleati. Il corso politico di sei anni del governo diretto da Vajpayee è
giunto al suo epilogo. Il verdetto rappresenta il rigetto del “comunalismo” del
regime del BJP, delle politiche economiche a favore dei ricchi che sono state
esaltate dalla campagna della “India Shining” e della politica estera
filoimperialista.
Le elezioni per il 14° Lok Sabha sono uno storico successo del PCI (m) e dei
partiti di Sinistra, che hanno conquistato il più alto numero di seggi
parlamentari, a partire dall’indipendenza. E’ un riconoscimento del fermo e
rilevante ruolo giocato dal PCI (m) e dalla Sinistra nella difesa del laicismo,
nell’antimperialismo e nell’opposizione a politiche economiche dannose.
L’Ufficio Politico del PCI (m) si congratula con il popolo del Bengala
Occidentale, del Kerala, del Tripura e degli stati che hanno eletto candidati
del PCI (m) e della Sinistra.
Tutti i principali partiti di opposizione laici hanno contribuito alla disfatta
del BJP e dei suoi alleati. Il popolo del Tamil Nadu, dell’Andhra Pradesh,
dell’Uttar Pradesh e dei più grandi stati hanno sbaragliato il BJP e i suoi
alleati. Persino nel Gujarat, il BJP ha subito una pesante sconfitta.
Ci sono le condizioni perché tutti i partiti laici che hanno registrato questa
importante vittoria, concorrano a creare uno stabile governo di alternativa.
L’Ufficio Politico del PCI (m) opererà per assicurare la realizzazione di
questo obiettivo, in una forma che venga incontro alla volontà del popolo.
“Il Partito Comunista dell’India in merito alla formazione di un governo
democratico laico e al ruolo del partito”
http://www.cpofindia.org, mailto: cpi@vsnl.com
in http://www.solidnet.org
, 17 maggio 2004
L’Esecutivo nazionale del Partito Comunista dell’India si è riunito
il 15 maggio a New Delhi. Era presieduto da P.K. Vasudevan Nair, eletto per la
prima volta al Parlamento ed ex Primo ministro del Kerala.
Il Segretario Generale A.B. Bardhan ha svolto la relazione sulle elezioni e
sulla situazione post-elettorale.
L’Esecutivo Nazionale si è congratulato con il popolo per questo decisivo
mandato. L’E.N. ritiene che il popolo abbia rigettato la politica
comunalista-fascista perseguita dal BJP-NDA, esprimendo il suo sostegno al
carattere laico democratico del paese. Il popolo ha rifiutato le politiche
economiche condotte negli ultimi tempi, che hanno rappresentato un attacco
contro i lavoratori e i contadini, contro le condizioni di vita delle masse, contro
i poveri in generale e che sono solo servite agli interessi delle corporazioni
multinazionali e dei monopolisti del paese. Il popolo ha rifiutato la politica
estera di sudditanza nei confronti degli imperialisti USA.
L’Esecutivo Nazionale ritiene che la Sinistra sia emersa come il fattore
decisivo nel nuovo Lok Sabha. Il Congresso e i suoi alleati dovranno lavorare
con la Sinistra se vorranno venire incontro alle aspirazioni del popolo.
Consapevole delle proprie responsabilità, la Sinistra ha deciso di dare
sostegno al Congresso e ai suoi alleati allo scopo di formare un nuovo governo
laico al Centro del paese. L’Esecutivo Nazionale del PCI è giunto alla
conclusione che la partecipazione della Sinistra al governo viene incontro alle
aspirazioni del popolo, permettendo di dare maggiore stabilità ed efficacia al
governo.
Deve essere comunque chiaro che l’insieme di tutti i partiti di Sinistra
dovranno partecipare al governo. Più di ogni altra cosa, è necessario
preservare l’unità e la coesione della Sinistra.
L’Esecutivo ha anche discusso gli appelli lanciati da molti
intellettuali del paese che invitano la Sinistra a condividere le
responsabilità della partecipazione al futuro governo. L’Esecutivo ha la
massima considerazione delle preoccupazioni espresse a riguardo.
L’Esecutivo Nazionale ha discusso le politiche e i programmi che dovrebbero
diventare parte del Programma Minimo Comune del futuro governo. L’E.N. ha
nominato una commissione, formata da A.B. Bardhan, P.K. Vasudevan Nair e
Gurudas Dasgupta per definire la posizione del partito in merito al Programma
Minimo Comune, e poi sottoporla alla discussione, a conclusione del suo lavoro.
“Una vittoria decisiva”
Morning Star Online
Communist Party of Britain, 16 maggio 2004
http://www.morningstaronline.co.uk
, http://www.communist-party.org.uk
,
mailto: office@communist-party.org.uk
in http://www.solidnet.org
Sabato,15 maggio 2004
Il successo delle forze laiche, democratiche e di sinistra nella
loro lotta contro il governo filoimperialista e degli affaristi del Bharatiya
Janata Party (BJP) è di immensa importanza. Esso inverte la tendenza di sei
anni di politiche che hanno arrecato al popolo indiano povertà, discriminazione
e disuguaglianze.
Il BJP, quale volto “rispettabile” di un coacervo di forze nell’essenza
fasciste, dava la copertura ad organizzazioni scioviniste hindu, intaccando
potentemente il ruolo di stato laico, multireligioso e democratico dell’India.
La distruzione di Babri Masjid in Ayodhya, i pogrom contro i musulmani nel
Gujarat e gli assassini perpetrati contro cristiani hanno seminato un senso di
insicurezza tra le minoranze religiose.
La politica del governo diretto dalla coalizione “Alleanza Nazionale
Democratica” (NDA), con alla testa il BJP, era basata sul classico “divide et
impera”.
Mentre le masse hindu venivano incitate contro semplici cittadini di culture
diverse, il governo dei proprietari terrieri, dei banchieri, degli industriali
manovrava per svendere tutto il settore statale. Esso, malgrado la retorica
nazionalista, ha anche aperto le braccia all’imperialismo USA ed alle agenzie
finanziarie e commerciali internazionali, adottando politiche neoliberali che
arricchiscono un’elite che rappresenta il 10% dell’India e spingendo il resto
della popolazione in condizioni di assoluta povertà.
Il ruolo dei partiti di sinistra, specialmente del più grande – il Partito Comunista dell’India (marxista) – è stato essenziale nella
mobilitazione dei contadini, degli operai, dei disoccupati, ecc., che ha
permesso di ottenere una massiccia sconfitta elettorale dell’elitario BJP.
Il PCI (m), prima delle elezioni, ha indicato tre fondamentali obiettivi:
sconfiggere il BJP, assicurare un governo centrale laico e rafforzare la
sinistra al parlamento. Questi obiettivi sono stati tutti centrati, con i
partiti di sinistra che hanno conquistato le posizioni migliori mai ottenute
nel Lok Sabha.
Questi partiti, che costituiranno una vasta coalizione di interlocutori del
Partito del Congresso, dovranno vigilare perché la sconfitta del BJP non sia
seguita da politiche neoliberali simili, coperte da una veste laica.
Sia il Congresso che i partiti di sinistra hanno affermato di voler dare
priorità ai bisogni dei più poveri, ma ciò non appare in futuro così semplice.
Molte medicine sono fuori dalla portata dei poveri, in seguito all’abolizione
da parte del BJP del controllo sui prezzi dei farmaci. Più di 200 milioni di
Indiani non hanno accesso all’acqua potabile, il 63% delle case rurali non
dispone dell’elettricità e il 70% delle donne delle campagne soffre di
denutrizione.
Le politiche finora adottate non hanno risposte per questi problemi.
Le richieste avanzate dalla sinistra di riforma agraria, di maggiori
investimenti pubblici nell’agricoltura e nell’industria, di limitazione della
penetrazione straniera nei settori bancario e assicurativo, di canalizzazione
degli investimenti stranieri dove è maggiormente opportuno e di rafforzamento
del settore pubblico non sono gradite alle agenzie finanziarie internazionali.
Ma offrono l’opportunità agli Indiani di poter controllare la propria economia,
di promuovere la giustizia sociale e di incoraggiare gli altri paesi a porre il
proprio popolo lavoratore al di sopra degli interessi degli speculatori
stranieri e degli sfruttatori nazionali.
Traduzioni di Mauro Gemma