Ancora sulle elezioni in India
Proseguiamo la rassegna stampa (iniziata nel n. 79 di “Nuove resistenti”) sulle
elezioni in India e sulle loro conseguenze sul destino politico dell’immenso
paese asiatico
“IL RISULTATO ELETTORALE E LA FORMAZIONE DEL GOVERNO”
http://www.cpim.org , mailto:marxistindia@yahoo.co.in
18 maggio 2004
in http://www.solidnet.org
I leader del Partito Comunista dell’India (Marxista), del Partito Comunista
dell’India e del “Forward Bloc” (Blocco
Avanti) si sono incontrati oggi e hanno stilato la seguente
dichiarazione:
I Partiti di Sinistra salutano il verdetto popolare nelle elezioni per il 14°
Lok Sabha. Il popolo ha respinto con decisione il malgoverno di sei anni
dell’esecutivo diretto dal BJP. Il voto del popolo si è indirizzato contro la
piattaforma comunalista, le devastanti politiche economiche del governo di
Vajpayee e i suoi orientamenti filoimperialisti. Non solo il BJP, ma anche i
suoi alleati opportunisti hanno subito le conseguenze dell’indignazione
popolare.
I Partiti di Sinistra hanno registrato un grande successo, conquistando 61
seggi. Ciò rappresenta il riconoscimento da parte del popolo del rilevante
ruolo svolto dalla Sinistra in difesa del laicismo, degli interessi del popolo
lavoratore, e nell’opposizione alla crescente influenza imperialista.
Il popolo si è pronunciato per la formazione di un governo centrale laico. Era
uno dei principali obiettivi della Piattaforma di Sinistra nella campagna
elettorale. I Partiti di Sinistra hanno quindi deciso di accordare il loro
sostegno ad un governo di coalizione diretto dal Congresso, che dovrebbe essere
guidato da Sonia Gandhi. Nel concedere l’appoggio, i Partiti di Sinistra
assicurano che respingeranno ogni macchinazione del BJP e delle forze
comunaliste, diretta a destabilizzare il governo.
Le linee politiche guida del governo dovrà essere definite attraverso la
formulazione di un programma minimo comune.
(I leader del Partito Rivoluzionario Socialista hanno preso parte all’incontro,
ma hanno precisato che il loro Comitato
Centrale si riunirà domani per decidere in merito e che gli altri partiti di
Sinistra verranno in seguito informati sulle decisioni adottate)
“VITTORIA ELETTORALE”
Comunicato del Comitato Centrale del Partito Comunista dell’India (Marxista)
18 maggio 2004
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Il Comitato Centrale del Partito Comunista dell’India (Marxista), riunito a New
Delhi il 16-17 maggio 2004, ha diffuso il seguente comunicato:
Il Comitato Centrale del PCI(M) saluta il verdetto del popolo
indiano espresso nel corso delle elezioni per il 14° Lok Sabha. Il BJP e i suoi
alleati hanno subito una sconfitta decisiva. Il popolo si è pronunciato contro
la piattaforma comunalista assiduamente propagandata dal BJP e dai suoi
alleati, contro l’ostinato perseguimento di politiche economiche a favore dei
ricchi e del grande business e contro l’abietta capitolazione di fronte ai
disegni egemonici USA.
E’ un voto contro le rovinose politiche di liberalizzazione e privatizzazione
che hanno intaccato le condizioni di vita dei piccoli proprietari, dei
contadini poveri e della gente comune. Il fatto che l’alleanza del BJP abbia
perso il 4 % dei voti rispetto al 1999, indica quanto sia estesa l’erosione del
consenso popolare verso di essa.
La sconfitta del BJP rappresenta una vittoria delle forze laiche, democratiche
e di Sinistra. Molti partiti e forze hanno contribuito a questo storico voto.
Il Comitato Centrale si congratula con tutti questi partiti e forze. Continua
comunque ad incombere la minaccia del BJP e delle altre forze comunaliste,
nonostante la loro estromissione dal governo. Tutte le forze laiche e
democratiche devono vigilare per scongiurare i loro disegni.
Il PCI(M) e la Sinistra si sono rafforzati
Il Comitato Centrale ha espresso grande soddisfazione per il rafforzamento del
PCI(M) e della Sinistra. Il numero di seggi ottenuto dalla Sinistra è il più
alto dal 1952. Il PCI(M), con 44 mandati, ha ottenuto il più consistente numero
di seggi mai registrato in passato. Ciò rappresenta un riconoscimento del fermo
e rilevante ruolo svolto dal PCI(M) e dalla Sinistra nella lotta contro le
devastanti politiche del governo diretto dal BJP e della loro indiscutibile
determinazione nella difesa del laicismo e dell’unità nazionale. Il Comitato
Centrale saluta il popolo del Bengala Occidentale, del Kerala e del Tripura per
il ruolo essenziale avuto nell’assicurare il rafforzamento della Sinistra.
Atteggiamento nei confronti del nuovo governo
E’ arrivato il momento della formazione di un governo centrale laico. Il PCI(M)
è dell’opinione che i diversi partiti, che hanno contribuito alla sconfitta del
BJP, formino il governo. Il Partito del Congresso, che dispone del più
consistente numero di seggi, si trova nelle condizioni di costituire un governo
di coalizione e di dirigerlo.
Il Comitato Centrale del PCI(M) ha deciso di dare il suo sostegno a tale
governo. Il PCI(M) non può far parte dell’alleanza diretta dal Congresso che
formerà il governo, ma, al fine di garantire un esecutivo stabile e vitale, gli
concederà il suo appoggio esterno.
Il PCI(M), insieme alla Sinistra, nell’appoggiare il governo, continuerà
comunque a svolgere un ruolo indipendente nella difesa degli interessi del
popolo lavoratore, nella protezione di un assetto laico e nell’opposizione alla
penetrazione imperialista nella nostra società.
Il Comitato Centrale ha apprezzato il giudizio espresso da molti intellettuali
ed eminenti personalità, secondo cui la Sinistra potrebbe avere una
responsabilità diretta nel governo. Il Partito intende assicurare loro che non
verrà meno alle proprie responsabilità, facendo in modo che, con un nuovo
governo, le forze democratiche e laiche possano rafforzarsi e non permettendo
una rivincita delle forze comunaliste.
Il Comitato Centrale ha deciso che l’Ufficio Politico esamini la proposta di
Programma Minimo Comune e compia i passi necessari per la sua attuazione.
Le linee politiche guida di un governo laico
Il PCI(M) e i partiti della Sinistra si sono battuti in queste elezioni
con una piattaforma che permetta di isolare le forze comunaliste, di avviare
politiche economiche che operino nell’interesse di tutti i settori del popolo
lavoratore e di attuare una politica estera indipendente. Il popolo attende che
il nuovo governo adotti linee politiche guida che comprendano:
a)Passi per porre un limite alla
penetrazione comunalista nelle istituzioni dello Stato, nell’istruzione, nella
ricerca e nella cultura. Il ripristino del carattere laico dello Stato e delle
sue istituzioni deve diventare una priorità.
b) Una politica estera indipendente, in linea con le tradizioni di non
allineamento dell’India. Tale politica deve promuovere il multilateralismo e
buone relazioni con i nostri vicini, stimolando il dialogo con il Pakistan.
c)La politica economica deve
orientarsi a dare priorità alla gente più umile, a creare impiego, a dare
impulso all’agricoltura e a migliorare le condizioni dei contadini poveri. Il
settore pubblico deve avere un ruolo propulsore e non devono essere privatizzati
i segmenti pubblici più redditizi.
d)Il sistema pubblico di
distribuzione deve essere rivitalizzato, con l’eliminazione dei programmi
previsti, che priverebbero larghi strati della popolazione di prodotti
alimentari a basso costo. Deve essere accresciuta la spesa nella sfera sociale,
per promuovere l’istruzione, l’assistenza sanitaria, il welfare, in particolare per le caste più
umili. Un posto particolare deve essere assegnato a misure di tutela della
condizione femminile. Deve essere sradicata la legislazione antioperaia
vigente.
e)Nell’ambito delle relazioni tra
il Centro e gli Stati, devono essere reperite risorse adeguate per gli Stati,
assicurando più bassi tassi d’interesse e una sostanziale esenzione dal debito.
“I COMPITI CHE CI ATTENDONO”
Un intervento di Harkishan Singh Surjeet, alla vigilia della formazione del
nuovo governo indiano, guidato da Manmohan Singh
mailto:mail@ganashakti.co.in
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Di seguito, la parte conclusiva di un articolo scritto per “Ganashakti
Newspaper” dal segretario generale del Partito Comunista dell’India (Marxista)
(…) Nel momento in cui il partito del Congresso si appresta a formare il
governo centrale con il sostegno di diversi partiti, alcuni dei quali faranno
parte dell’esecutivo ed altri lo appoggeranno dall’esterno, appare sempre più
probabile che questa compagine arrivi alla fine del mandato. E ciò
rappresenterebbe una evidente smentita della propaganda del BJP, il cui unico
argomento era rappresentato dall’aver avuto la capacità di assicurare una guida
stabile al paese.
Il fatto che ora a dirigere il nuovo governo non sia Sonia Gandhi, ma il Dr.
Manmohan Singh non cambia di molto la situazione. Dal momento che il sostegno
di altri partiti al governo non è basato sulla scelta delle persone, ma sui
principi.
Il PCI(M) e la Sinistra hanno un’enorme responsabilità di fronte a questo
scenario. Poiché la Sinistra ha ottenuto il migliore risultato mai registrato,
ciò ha accresciuto le aspettative del popolo nei suoi confronti in tutto il
paese. Il fatto che la decisione unitaria dei partiti di Sinistra non sia stata
quella di partecipare al governo, ma di appoggiarlo dall’esterno, non significa
che il ruolo di questi partiti venga ridotto.
E’ evidente che il ruolo dei partiti di Sinistra non si esaurirà
nell’assicurare il completamento del mandato del governo. Un compito molto più
rilevante è quello di garantire che le forze comunaliste non siano messe in
condizione di rialzare la testa, e che venga bloccato qualsiasi tentativo di
creare tensione.
Ma ciò richiede due condizioni. In primo luogo ci si aspetta che, a differenza
di quanto è accaduto alcune volte nel passato, il Congresso non si arrenda
prima delle forze comunaliste. Nella sua funzione, esso deve adottare un
atteggiamento privo di ambiguità, qualora si affaccino minacce all’unità
nazionale e all’armonia sul piano locale e le forze comunaliste tentino di
rialzare la testa. Per essere chiari, il Congresso e i partiti alleati devono
preoccuparsi non solo del presente del paese, ma anche del suo futuro. Qui non
ci si può permettere ristrettezza di vedute e settarismo.
Allo stesso tempo, le politiche economiche svolgono un grande ruolo nel
plasmare la vita e il sentire delle grandi masse del nostro paese. Oltre al
comunalismo e alla corruzione, sono state anche le politiche economiche che
hanno portato alla sconfitta del BJP-NDA, persino in uno stato come l’Andhra
Pradesh. Una storia simile si è ripetuta nel Karnataka, dove le politiche
economiche adottate dal Congresso non si sono dimostrate diverse da quelle del
governo centrale, causando perdite elettorali al partito in questo stato. E’
chiaro che se, centralmente, il nuovo regime perseguirà le stesse politiche
screditate, ciò offrirà solo alle forze comunaliste nuova linfa vitale.
Nel momento in cui consegniamo alla stampa queste note, il Congresso è
impegnato nella definizione di un programma minimo comune (CMP), ed ha espresso
l’intenzione di consultare i partiti amici. Al momento nulla di definitivo può
essere detto in merito. Noi possiamo solo assicurare il nostro popolo che ci
comporteremo come “sentinelle” dei suoi autentici interessi, che vigileremo
affinché il CMP rifletta le sue legittime aspirazioni e affinché le potenze
imperialiste e le loro istituzioni non abbiano la possibilità di
spadroneggiare. Cercheremo di assicurare una lotta senza quartiere contro la
corruzione che intacca le condizioni di vita del nostro popolo, assorbendo risorse
che potrebbero essere utilizzate per lo stato sociale. Abbiamo anche
l’intenzione di garantire che la nostra passata e sperimentata politica di non
allineamento venga ristabilita in tutti i suoi aspetti. Insomma, questa non è
la fine del viaggio: una lunga e ardua lotta ci attende. La Sinistra del paese
e le forze democratiche e laiche devono mantenere la massima vigilanza per
assicurare che i nemici del popolo, interni ed esterni, siano sconfitti.
Traduzione di Mauro Gemma