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fonte: http://www.solidnet.org/

da Ganashakti News, 21 agosto 2006

http://www.ganashakti.com

 

Patto nucleare India-Stati Uniti

Perché si evita l’opinione del Parlamento?

 

Prakash Karat

L’accordo nucleare indo-statunitense è al centro di rilevanti controversie. Sono sorte serie questioni sul modo in cui sta per essere definito il patto di cooperazione nucleare.

 

Tra il primo accordo di cooperazione nucleare del 18 Luglio 2005 e la dichiarazione fatta al parlamento dal Primo Ministro il 29 Luglio, il corso dei negoziati ha rivelato il tentativo degli US di cambiare i termini e le condizioni contenute nel documento comune.

 

Il segnale di allarme è diventato più esplicito quando il Congresso US ha riconsiderato la bozza di legge emendativa dell’Atto di Energia Atomica US, stralciando alcuni provvedimenti per facilitare l’accordo nucleare indo-statunitense. Due versioni della legge, passate attraverso le Commissioni del Senato US e la Camera di Rappresentanti, hanno aggiunto varie condizioni inaccettabili e ridefinito provvedimenti importanti dell’accordo originale

 

La Camera dei Rappresentanti ha adottato la bozza di legge (HR 5862) che è esattamente la stessa approvata dalla Camera dei Comuni. Il Senato US si suppone che accoglierà la versione della legge a Settembre

 

Le affermazioni politiche contenute nella legge sono molto discutibili, in quanto cercano di vincolare ampiamente l’India non solo sulle questioni nucleari ma anche nella politica estera. La legge fa in modo che gli US si assicurino la  piena collaborazione dell’India per “dissuadere, isolare e se necessario sanzionare e contenere l’Iran”. Inoltre prevede che gli US si assicurino la partecipazione attiva dell’India alla Proliferation Security Initiative (PSI), contravvenendo alle leggi internazionali.

 

Rivedendo la versione del progetto di legge del Senato, ci sono diversi punti che differiscono dall’accordo quadro del 18 Luglio. Essi concernono la piena cooperazione nel nucleare civile, la natura del protocollo aggiuntivo firmato con l’Aiea, la procedura del protocollo aggiuntivo susseguente l’adozione degli US dell’accordo, la garanzia di approvvigionamento di benzina dei paesi del Nuclear Suppliers Group nel caso in cui gli US recedano dai loro impegni e la permanenza dell’India nel Trattato di non proliferazione nucleare.

Non è qui necessario entrare nei dettagli specifici di queste questioni e di come siano stati spostati i paletti rispetto all’accordo originale del 18 Luglio- questo è stato adeguatamente coperto in innumerevoli articoli apparsi nei media-. Ciò che ci interessa è il modo in cui la questione è stata trattata da parte del governo Upa ed il ruolo del parlamento a questo riguardo.

 

Il 22 Luglio i partiti della Sinistra si incontrarono nella riunione del Comitato di Coordinamento UPA-Sinistra; e decisero che il negoziato nucleare doveva essere sollevato in parlamento essendo necessario per il parlamento poter esprimere la sua opinione sulla questione.

 

Nella riunione del Comitato di Coordinamento si convenne che non si sarebbe votato sulla questione. I partiti della Sinistra tuttavia  insistettero sulla necessità di una discussione e di una carta che esprimesse l’opinione del parlamento e su loro richiesta, dopo la riunione, fu annunciato che “l’opinione espressa dal parlamento avrebbe potuto rendere espliciti i parametri sui quali l’accordo procedeva”.

 

In seguito il governo fu netto nel rifiutare di accettare ogni proposta per rendere possibile l’espressione del parlamento: sia attraverso una dichiarazione del Primo ministro sul fatto che una discussione potesse avere luogo, sia con la replica del Primo Ministro susseguente una discussione in parlamento.

 

La questione chiave è se la dichiarazione risponda agli sviluppi che hanno avuto luogo fin dalla prima dichiarazione del Primo Ministro in Parlamento il 29 Luglio 2005. Dalla bozza di legge passata attraverso il Congresso US e dai rapporti sui negoziati sono sorti problemi, protrattisi fino ad ora, che hanno seminato dubbi in diverse aree.

 

L’opinione della Camera dovrebbe riflettere la posizione dell’India su questi problemi attraverso una dichiarazione del Primo Ministro, basata sull’esposizione in parlamento dell’accordo del Primo Ministro stesso del 18 Luglio. I punti che devono essere precisati sono inclusi nello stesso dossier.

 

Il governo, in risposta alle questioni, ha fatto una dichiarazione generale a Camere riunite e non è poi andato oltre, limitandosi ad assicurare alla Camera che non ci sarebbe stato nulla di contrastante con i parametri delle dichiarazioni congiunte di Luglio e con un’assicurazione che non ci sarebbero stati compromessi sui problemi inerenti lo sviluppo della nostra tecnologia nucleare; negando che sia utile che venga espressa l’opinione del parlamento indiano in una situazione nella quale il Congresso US si è deliberatamente mosso per riscrivere e riformare i termini dell’accordo.

 

Il CPI(M) è della ferma opinione che si stia utilizzando l’accordo nucleare indo-statunitense per servire il proposito degli US di imbrigliare l’India come alleato nei loro più estesi interessi strategici nell’Asia Meridionale e sul piano internazionale. Condoleezza Rice ha dichiarato che il patto nucleare è un “conseguimento strategico”.

Il governo UPA sembra voler dimenticare lo scopo più ampio che sta dietro la pressione dell'amministrazione Bush per l'accordo di cooperazione nucleare. Ciò che più disturba, è che questa è una prova che il governo di Manmohan Singh  ha cominciato ad adeguare la nostra politica estera all' “alleanza strategica”.

 

Il primo rilevante esempio è stato il voltafaccia fatto sulla questione nucleare iraniana all’Aiea.

 

Al tempo del passaggio della legge della Camera dei Rappresentanti, l’Amministrazione Bush

rilasciò una dichiarazione formale a sostegno della legge, nella quale si dichiarava “L’India ha approvato di sostenere gli sforzi internazionali per limitare la diffusione delle tecnologie dei processi di arricchimento, includendo stati come l’Iran”. Il governo Manmohan Singh ha forse deciso che l’Iran non ha diritto a sviluppare tecnologie essendo membro dell’Npt? Non vi è alcuna smentita del governo di questa dichiarazione.

 

Al contrario l’India è d’accordo con gli US sulle misure contro l’Iran. Recentemente gli US hanno imposto sanzioni a due diverse compagnie private indiane, con l’accusa che esse passavano all’Iran tecnologia che poteva essere usata per sviluppare “armi di distruzione di massa o sistemi missilistici”. Le due compagnie indiane sono la Balaji Amines e la Prachi Poly Products.


La Balaji Amines ha dichiarato di aver fornito solo tre prodotti che sono usati per produrre antibiotici salva-vita. Secondo il direttore commerciale della Balaji Amines, il governo indiano fin dal Dicembre 2005 aveva fatto sapere verbalmente alla compagnia che doveva fermare l’esportazione all’Iran. Solo dopo il 6 Agosto (asiatico) venne data la notizia che due di queste compagnie erano state ingiustamente indicate e anche che la compagnia situata a Hyderabad era stata richiesta di non esportare in Iran, in seguito ad una tardiva dichiarazione rilasciata dal Ministro degli Affari Esteri il 7 Agosto che dichiarava che le sanzioni erano ingiustificate.

 

Anche il tentativo di confondere la questione- affermando che le condizioni messe a punto nella legislazione US sono “non vincolanti”- è stato smascherato. Le dichiarazioni politiche della legislazione passata alla Camera dei Rappresentanti saranno riprese e annualmente riesaminate, con certificazione presidenziale.

 

Vi sono ampie prove ed esempi di come le così dette clausole non-vincolanti nelle legislazioni US in realtà vengano messe in opera. L’emendamento Jackson-Vanick passato dal Congresso US all’inizio degli anni ’70, quando esisteva l’Unione Sovietica, riguardava restrizioni agli emigranti ebrei verso Israele. L’emendamento, che proibiva la vendita di alta tecnologia all’Unione Sovietica, arrivava ad impedire agli ebrei di emigrare liberamente. Questo emendamento resta ancora vigente, vent’anni dopo, anche dopo che l’Urss ha cessato di esistere e che gli ebrei hanno liberamente lasciato il paese. Così le clausole aggiunte come emendamento alla legislazione US non vengono spazzate via come clausole “non vincolanti”.

 

Anche l’argomentazione che dobbiamo aspettare il “prodotto finito” che emerge dal Congresso US prima della discussione in parlamento non è persuasiva. Passo dopo passo, i paletti del traguardo vengono spostati e l’India si troverà legata mani e piedi, se non vengono fatti i dovuti passi correttivi ad ogni stadio. Per esempio, come dovranno procedere i negoziati sul protocollo dell’Aiea, dipenderà  dalla comprensione della sequenza dei passi nell’accordo. La realtà è che il parlamento non avrà voce effettiva negli accordi se la maggior parte delle principali decisioni diventa un atto di fede. Tutti sanno che il parlamento in India non ha poteri per ratificare trattati e accordi internazionali.

 

Ciò che il popolo dell’India dovrebbe sapere è perché il governo Upa rifiuti di avere una discussione in parlamento sulla bozza di legge, capace di far emergere il punto di vista comune e la volontà del parlamento. Mentre il Congresso US può discutere legislazioni con effetti vitali sulla sicurezza e sugli interessi di politica estera dell’India. Al popolo dell'India piacerebbe conoscere i termini della proposta ma il governo UPA non è disposto ad avere una discussione sulla bozza di legge nucleare in parlamento, che consenta l’emergere di un punto di vista comune che può rappresentare il senso di parlamento.

 

Alcuni circoli nel governo e la leadership del Congresso hanno cercato di respingere la richiesta di arrivare ad un pronunciamento del parlamento come l’allineamento del CPI(M) col BJP.

 

Questo significa solo rimuovere il problema vitale. L’accordo nucleare indo-statunitense può avere implicazioni di vasta portata. Abbiamo visto come il governo guidato del Bjp, tra il 1998 e il 2004, produsse notevoli cambiamenti  nella nostra politica estera e nelle questioni di sicurezza senza prendere in considerazione il parlamento o la popolazione.

 

Nell’accordo nucleare vi sono prospettive che l’India sottoscriva trattati “in permanenza” e che questo sia visto come un compito nazionale. Dovrebbe essere fatto ogni sforzo per lavorare ad una posizione comune nel parlamento. Se, come proclama il governo Upa, il patto nucleare è negli interessi nazionali, sicuramente il parlamento può valutare le questioni inerenti e apportare la propria opinione. Questa sarebbe la via normale attraverso la quale il governo può rafforzare la propria posizione nel lavorare ad un accordo su tali cruciali questioni nazionali.

 

Traduzione dall’inglese per resistenze.org di Bf