www.resistenze.org - popoli resistenti - india - 05-02-07

da http://pd.cpim.org/2007/0128/01282007 citu%20conf.htm
 
Appello della XII conferenza panindiana del CITU: intensifichiamo la lotta in tutto il paese!
 
G. Mamta
 
Bangalore, 28/01/07
 
La XII conferenza panindiana del CITU, tenuta il 17-21 gennaio 2007 a Bangalore ha chiamato la classe operaia ad intensificare in tutto il paese la lotta unitaria contro le politiche economiche antipopolari del governo UPA. Ha delineato- congiuntamente al Kisan Sabha Panindiano ed al Sindacato Panindiano dei Lavoratori Agricoli- un futuro corso di azioni che prevede lotte che incrociano settori e strati di popolazione, compresa una Giornata delle Rivendicazioni in tutto il paese sui vari problemi/richieste degli strati sociali che lavorano duramente.
 
Questo appello è stato fatto sullo sfondo di un risentimento molto esteso nella popolazione contro la disastrosa ricaduta del regime di politica economica neoliberale sulla sua vita ed il suo sostentamento, espresso con numerose azioni dai lavoratori che faticano duramente non solo nel nostro paese ma in tutto il mondo.
 
Delegazioni internazionali
 
La composizione della delegazione internazionale alla XII conferenza di CITU ha riflesso il senso di fraternità internazionale dei lavoratori del mondo, senza seguire le affiliazioni politiche e con una larga copertura geografica. Hanno partecipato alla conferenza sindacati affiliati sia al WFTU sia all’ICFTU e molti altri indipendenti provenienti dalle varie parti del mondo. Sono stati presenti alla conferenza 56 rappresentanti sindacali di 38 organizzazioni e di 28 paesi. Tra i paesi rappresentati Francia, Italia, Regno Unito, Ungheria, Messico, Cuba, Giappone, Russia, Spagna, Grecia, Stati Uniti, Austria, Siria, Egitto, Libia, Australia, Mauritious, Bangladesh, Pakistan, Nepal, Srilanka, Cina, Vietnam, Uzbekistan, Thailandia, Cipro e Venezuela. Hanno anche assistito alla conferenza Leyla Tegmo Reddy, direttore ILO e Phong Sul Ahn, specialista senior ILO
 
Saluti fraterni
 
George Mavricos, segretario generale WFTU e Leyla Tegmo Reddy, direttore regionale ILO, hanno portato i saluti fraterni alla conferenza. La conferenza è stata anche introdotta da Nurul Huda del Kisan Sabha Panindiano; Arun Kumar dello SFI; M Adhyantaya vicepresidente INTUC; Gurudas Dasgupta, segretario generale AITUC; R Shankar dell’AICCTU; Shivsankar del TUCC e K Radhakrishna del UTUC-LS; Sunit Chopra del Sindacato Panindiano dei Lavoratori Agricoli; Samir Ghosh dell’Associazione Panindiana Impiegati Bancari; Dilip Mukherjee dell'Associazione Panindiana degli Impiegati della Banca Rurale e D P Dubey dell’FMRAI; Tyagi del DYFI e Sudha Sundararaman di AIDWA; N Namboodiri dell’Unione Impiegati BSNL; Pradeep Biswas di Federazione degli Impiegati Bancari dell'India; N M Sundaram dell’Associazione Panindiana degli Impiegati Assicurativi; K K N Kutty della Confederazione degli Impiegati Statali Centrali e C C Pillai della Federazione Nazionale degli Impiegati Postali.
 
Relazione del segretario generale
 
Chittabrata Majumdar, segretario generale CITU, presentando il proprio rapporto ha fatto notare che la conferenza aveva luogo sullo sfondo di un sciopero generale nazionale di massa contro le politiche antipopolari e anti-laburiste del governo UPA, sottolineando il compito di intensificare ulteriormente la lotta unitaria per fermare con decisione queste persistenti politiche antipopolari.
 
Il rapporto del segretario generale ha ridicolizzato, illustrando con fatti concreti, l'eccessiva euforia mediatica sulla crescita percentuale del Pil. Visto che la percentuale di crescita del Pil è accompagnata dalla crescita della disoccupazione, dall’aumento della povertà, da una severa crisi agraria e da un incremento di suicidi tra i coltivatori, dall’allargamento delle disparità tra i molti e i pochi, che rende insostenibile l’intero modello di politica.
 
Anche che sono state intraprese le medesime politiche di totale deregulation quasi in ogni settore, presagi di crisi economia sembrano aleggiare particolarmente sul settore finanziario dell'economia. Su questo sfondo sta guadagnando terreno l'attacco ai diritti e al livello di vita dei lavoratori. Il diritto dei lavoratori viene palesemente violato con l’attivo benestare del governo mentre l’apparato di legge & ordine lavora per i datori di lavoro capitalisti. Si cerca di stabilire condizioni favorevoli ai liberi sindacati in ogni luogo di lavoro, attraverso contrattazioni in larga scala, riduzione del personale e il metodo dell’outsourcing. Anche i benefici della sicurezza sociale sono sotto severo attacco, con il rapido declino della percentuale di interesse del Fondo Pensioni e dei piccoli risparmi, l’aggressiva spinta a privatizzare il sistema pensionistico ecc.
 
Majumdar ha detto che il governo sta mettendo i piedi anche nella questione di legiferare sulle condizioni dei servizi e sulle misure di sicurezza sociale per il settore dei lavoratori non organizzati. Con queste premesse, il movimento sindacale dovrà avanzare lottando contro tutti questi attacchi, sia intensificando la lotta a livello del luogo di lavoro sia alzando una simultanea resistenza nazionale unitaria contro le politiche neoliberali.
 
La relazione ha messo in risalto, in questo contesto, il ruolo chiaro del Fronte della Sinistra e del Fronte di Sinistra e Democratico dei governi del Bengala Occidentale, Tripura e Kerala. I governi statali guidati dalla Sinistra possono qualificarsi politicamente su questioni sia politiche sia economiche e farsi valere in favore dei diritti di chi fatica duramente. Mentre il governo centrale si è abbandonato a tattiche dilatorie nel condurre la legislazione sui lavoratori dei settori non organizzati, il governo del Fronte di Sinistra del Bengala Occidentale ha presentato uno provvido schema di fondi sociali di previdenza per il settore non organizzato ed i lavoratori agricoli. Ha anche provveduto qualche assistenza ai lavoratori delle fabbriche chiuse nello stato, mentre il governo centrale e gli altri governi guidati dal Congresso e dal BJP hanno preferito lasciarli nelle peste.
 
Il rapporto afferma che proprio l’esistenza di questi governi guidati dalla Sinistra costituisce, in qualche modo, un barriera al cieco perseguimento delle politiche neoliberali del governo centrale. Va anche ricordato che per la prima volta in India, il governo del Fronte di Sinistra del Bengala Occidentale ha esteso il diritto di sciopero agli impiegati del governo di stato. I governi guidati dalla Sinistra hanno assicurato anche che durante i conflitti industriali la polizia non intervenga dalla parte dei datori di lavoro. Il movimento della classe operaia deve combattere le offensive contro la sinistra e serrare i ranghi in difesa dei governi della Sinistra e del Fronte della Sinistra Democratica nel paese.
 
Sono necessari passi speciali per battere il comunitarismo spirituale, con lo sradicamento della sua influenza oscurantista dalle menti della classe operaia. Questo dovrebbe essere il primo compito di lungo termine dei sindacati e del CITU. Non è facile estirpare le idee radicate nella mente umana. Questo compito doveva essere portato avanti giorno per giorno come parte del lavoro del sindacato. Per essere efficace, lo sforzo per la secolarizzazione dei lavoratori dovrà essere mescolato con la lotta di classe della classe operaia.
 
Un'ulteriore minaccia che si profila in lontananza di fronte alla classe operaia dell'India sono i sempre crescenti tentativi dalle forze fautrici delle caste di dividere il popolo lavoratore su linee di casta, cercando di ottenere aggiustamenti politici attraverso richiami di casta. Il crescente standard di disoccupati- o spesso di persone che hanno perso il lavoro- ha generato un acuto malessere fra la gioventù, che le forze casteiste stanno cercando di utilizzare per le loro finalità. Per il CITU è perciò necessario dedicarsi a questi problemi sociali separatamente dall'indirizzo delle questioni economiche della classe operaia.
 
Per quanto buona possa essere una Ong, non è tuttavia un’organizzazione di classe, né i suoi programmi prefigurano un confronto o un conflitto con la classe capitalista. I processi di patrocinio delle Ong restano nell’ambito della riconciliazione col sistema capitalistico, di modo che non contestano e non sfidano mai l'essenza del sistema capitalistico. Dobbiamo quindi avere un chiaro approccio nei confronti delle nostre attività e i nostri rapporti con le Ong.
 
Chittabrata ha concluso dicendo "La situazione che stiamo attualmente affrontando pone sfide formidabili ma offre pure grandiose opportunità. Il modello economico neoliberale è incapace di offrire il benché minimo conforto alla massa popolare, che sta affrontando una profonda crisi esistenziale. Precedentemente l'economia non aveva mai registrato questo sviluppo perverso, di aumento della crescita percentuale del Pil, accompagnata dalle sofferenze assolute della popolazione. Questo si riflette nelle crescenti proteste da tutti gli angoli del paese e da tutti gli strati della popolazione. Il movimento della classe operaia, come i segmenti più organizzati del popolo, devono convertire questa nascente disillusione contro le politiche neoliberali in una lotta nazionale organizzata per il cambiamento nel regime politico.
 
“Il movimento delle classe operaia ha dato un contributo formidabile a questo fenomeno. Il movimento della classe operaia deve vigorosamente prendere l’iniziativa per mobilitare tutti i settori della popolazione alla lotta di resistenza contro le politiche economiche di retroguardia. Nel processo, deve favorire lo sviluppo delle condizioni oggettive per la comparsa di una terza forza con un comune approccio politico a favore del popolo ed un chiaro contenuto antimperialista. Il CITU deve prendere l’iniziativa di guidare l’intero movimento della classe operaia in questa direzione."
 
Decisioni
 
Le seguenti decisioni sono state adottate all’unanimità nella conferenza:
 
1 ) Sulla legislazione centrale dei lavoratori agricoli.
2 ) In appoggio alla lotta dei lavoratori della juta nel Bengala Occidentale
3 ) Contro il Fondo Sviluppo e il Fondo Regolatore Pensioni
4 ) Contro l’aumento dei prezzi
5 ) Bando all’esportazione del minerale del ferro
6 ) Sulla disponibilità e la produzione di medicine (e il controllo dei prezzi delle medicine)
7 ) Sulla depressione rurale e la solidarietà con la lotta dei contadini
8 ) Sulle lotte contadine in Ganganagar e Rajasthan
9 ) Sul patto nucleare India-Stati Uniti
10) Sul diritto al lavoro
11) Contro l’aumento del premio assicurativo dei veicoli da trasporto a motore
12) Disinvestimenti e privatizzazione strisciante
13) Prenotazione nel settore privato
14) Contro le riforme nel settore finanziario
15) Sulla violenza estremistica nell’Assam
16) Sulla ripresa delle miniere aurifere Bharat a KGF
17) Su ICDS
 
Rapporto credenziale
 
Questa XII conferenza CITU è stata frequentata da 2.439 delegati tra cui 32 addetti ai lavori e 297 delegate donne( il 12,4 %).Il massimo numero di delegati (1.243) è compreso nella fascia tra i 46 e i 60 anni e solamente 134 delegati sono sotto i 35 anni; è anche interessante a notare che 109 delegati sono sopra i 70 anni. Fra i delegati 1.465 stanno lavorando a tempo pieno a vari livelli. Dal totale dei delegati, 612 compagni hanno avuto condanne di reclusione e fra loro Dilip Biswas del Bengala Occidentale è stato in carcere per un totale di più di 7 anni. Per una ragione o l'altra, alcuni compagni hanno dovuto restare nascosti durante diversi periodi, fra loro Samar Mukherjee è dovuto restare nascosto per un totale di 8 anni.
 
Raduno di massa
 
La XII conferenza CITU si è conclusa con un raduno di massa ed un incontro pubblico al Govt Art College Ground della città di Bangalore. La riunione, che ha richiamato parecchie migliaia di lavoratori, incluso un numero elevato di lavoratrici, è stata presieduta su da V J K Nair e presentata da S Prasanna Kumar, B Madhava S Varalakshmi, tutti leader del Karnataka CITU; e da M K Pandhe, e Chittabrata Majumdar, rispettivamente presidente rieletto e segretario generale CITU.
 
Tutti i leader CITU che hanno parlato alla riunione hanno attaccato l’unione e i governi di stato, mettendoli in guardia sulle "pesanti conseguenze" se mancheranno di correggersi e hanno detto: “Abbiamo deciso di lanciare una serie di agitazioni contro il governo centrale dell’Alleanza Progressista Unita e la coalizione governativa Janata Dal (secolare)- PartitoBharatiya Janata in Karnataka, affinché entrambe i governi correggano le loro attuali politiche che sono dannose agli interessi di contadini, operai ed altri lavoratori nel settore non organizzato”.
 
Il Presidente CITU M K Pandhe ha salutato i governi del Bengala Occidentale e del Kerala per le loro politiche a favore dei lavoratori e anti-sfruttamento, contrapponendole alle politiche dell’attuale coalizione di governo in Karnataka. Ha affermato che la lotta contro l’oscurantismo dovrebbe essere intensificata. Ha addebitato al governo statale le soffocanti attività sindacali. Ha chiamato il popolo ad unirsi al CITU nel lottare contro cose infauste come l’oscurantismo e per sconfiggere i "governi immorali". Dopo vari riferimenti a problemi come la sospensione dei prestiti ai coltivatori, il progetto del pasto di mezzogiorno, il salario degli insegnanti anganwadi, il controllo dei prezzi, i suicidi tra i coltivatori, Pandhe ha avvisato che il CITU lancerà tra poco su scala nazionale un'agitazione già messa in fase.
 
Il segretario generale CITU Chittabrata Majumdar ha affermato la volontà del CITU di opporsi ai piani del governo statale di privatizzare le miniere aurifere. Facendo commenti sull'attacco da parte dei governi ai sindacati del settore pubblico, ha affermato che tali politiche danneggerebbero molto l’economia di città come Bangalore. Il rappresentante CPI(M) MLA del collegio elettorale di Bagepalli, G V Sreerama Reddy, ha accusato il governo statale di essere irresponsabile e di fare dichiarazioni assolutamente contraddittorie.
 
Traduzione dall’inglese Bf per resistenze.org