www.resistenze.org - popoli resistenti - india - 14-05-07
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People’s Democracy , Organo settimanale del Partito Comunista (Marxista) dell'India
Vol XXXI n°17 del 29/4/2007
Manifesto del 1°Maggio 2007 del CITU
Nello storico giorno del 1° Maggio, il giorno della solidarietà internazionale del popolo che lavora, il Centro dei Sindacati indiani (CITU) rivolge saluti rivoluzionari alla fraternità della classe lavoratrice di tutto il mondo
Il CITU garantisce solidarietà a
- la classe operaia e i popoli dei paesi socialisti per tenere sempre alta la bandiera del socialismo!
- la classe operaia e i popoli dei paesi capitalisti avanzati che hanno alzato il vessillo della resistenza alle politiche imperialiste degli affari di guerra e della globalizzazione facendo crescere animate e militanti lotte contro il capitalismo.
- i lavoratori dei paesi in sviluppo, impegnati a lottare da un lato contro le offensive dell’imperialismo e dall’altro contro gli attacchi delle classi dominanti.
Scenario internazionale
Nel frattempo lo scenario internazionale ha testimoniato le aggressive manovre egemoniche delle forze imperialiste condotte dall’amministrazione degli Stati Uniti nei confronti dei paesi in via di sviluppo, simultaneamente sui fronti politico, economico e militare.
L'occupazione imperialista dell'Iraq, con il dubbio pretesto di lottare contro il terrorismo e di eliminare le armi non-esistenti di distruzione di massa, è ora entrata nel quinto anno. L'amministrazione Bush sta virtualmente affrontando una sconfitta nei confronti della resistenza, che continua a crescere in tutti i settori della popolazione irachena. E’ anche in una posizione di splendido isolamento, sia all’interno degli Stati Uniti come fuori, visto che sta montando l’opposizione al protrarsi delle operazioni degli US in Iraq. Il sentimento contro la guerra nella popolazione statunitense è la causa principale delle sconfitte subite dall’amministrazione Bush nelle elezioni del Congresso e del Senato US. Gli alleati US nella coalizione di guerra in Iraq hanno preso le distanze dalla strategia US. Il Congresso ed il Senato degli Stati Uniti hanno definito apertamente una data per il ritiro delle truppe dall’Iraq a partire dall’Aprile 2008, e anche se l’amministrazione Bush ha mandato altri 30.000 soldati non c’è nessuna fondata prospettiva di alcun successo statunitense.
L’esecuzione di Saddam Hussein e dei suoi colleghi, dopo il processo farsa condotto dall’apparato giudiziario a Baghdad, sotto l’egida di un regime fantoccio che non ha alcuna legittimazione da nessuna parte, ha solo rinsaldato le forze dei terroristi e dei fondamentalisti, invece di indebolirle.
Nell’Asia Occidentale, gli imperialisti US hanno perseguito una strategia per spianare la strada alla dominazione di Israele nella regione e contenere lo Stato della Palestina in un territorio decurtato. Ma anche questo incontra diversi ostacoli.
Sebbene gli imperialisti degli Stati Uniti abbiano preso di mira l’Iran e la Siria in Medio Oriente così come la Repubblica Democratica Popolare della Corea (DPRK), sono stati costretti a coinvolgere la DPRK in un dialogo ed anche a rivolgersi all’Iran per una conferenza internazionale a Baghdad. Malgrado ciò, è stato dichiarato che un bombardamento aereo di obiettivi mirati in Iran è in avanzato processo di pianificazione.
Anche il piano degli US di collocare il loro Sistema di Difesa Missilistica in Europa (così come in Asia, nella regione del Pacifico) è messo sotto severa critica. Il presidente russo si è pronunciato apertamente contro questo piano diretto contro la federazione russa, definendo inaccettabile il processo dell’attuale ordine mondiale unipolare.
L’opposizione organizzata alle politiche economiche neoliberiste della classe lavoratrice sta diffondendosi dovunque, facendo sentire il proprio peso sull’ordinamento politico in più parti del mondo. La fase attuale è anche stata testimoniata dall’aumento delle azioni di sciopero nell’Unione Europea di fronte al nuovo ordine economico neoliberista.
Nello scenario politico del sub-continente dell'America Latina, come si è visto nei recenti ribaltamenti in Ecuador, Bolivia, Messico, Nicaragua, Uruguay ecc., c’è un pronunciato spostamento verso le forze di sinistra, che sono state ulteriormente cementate dalla più forte dichiarazione del governo di Hugo Chavez del Venezuela contro il saccheggio degli US e soprattutto dalla positiva presenza socialista di Cuba. Questo è apparso come una grande sfida agli US in particolare e all’imperialismo in generale. Un altro sviluppo politico positivo nella regione a noi circostante è la restaurazione della democrazia e la fine della monarchia in Nepal con l’affermazione di una nuova politica che porta a dichiarare il Nepal come uno stato democratico laico.
Il CITU è impegnato ad avanzare e sostenere le lotte antimperialiste ed esprime solidarietà a tutte le forze di pace mondiali.
Politiche antipopolari del governo UPA e lotta di resistenza.
In India, il governo UPA, che ha superato la metà del suo mandato, sta continuando le stesse politiche neoliberiste del periodo dell’NDA che in alcune aree hanno anche acquisito maggior forza e importanza. In questa fase il seguirsi di bilanci e iniziative legislative ha riflesso la stessa tendenza di retroguardia. Senza dubbio, grazie alla consistente pressione dei partiti della sinistra nello spalleggiare le crescenti lotte della classe lavoratrice e delle altre organizzazioni di massa, è stato varato il Decreto di Sicurezza Nazionale del Lavoro Rurale ma inizialmente è stato lanciato solo in 200 distretti, con la prospettiva di coprire l’intero paese nei prossimi cinque anni. Altri impegni per il popolo posti dal NCMP, tuttavia restano per ora inadempiuti. Mentre il regime UPA è diventato iperattivo nelle sue ristrette aree nel fare concessioni ai grandi capitalisti, sia nazionali sia esteri, in nome dell'accelerazione delle riforme.
Il perseguimento delle politiche liberiste, che include la liberalizzazione delle importazioni dei prodotti agricoli, compreso il frumento, che toglie le restrizioni quantitative, alza i prezzi agricoli e aderisce ai dettati del WTO, ha creato difficoltà nell’agricoltura producendo danni aggravati alla sicurezza alimentare per l’intera popolazione e dando luogo a povertà e disoccupazione su larga scala nel settore rurale. I ricorrenti suicidi di agricoltori, specialmente nel Vidharbha in Maharashtra ed Andhra Pradesh, sono la manifestazione dell’approfondirsi di tali angosce.
La situazione dei prezzi nell’ultimo anno e mezzo non è più il fenomeno ciclico dei rialzi e ribassi. La salita del prezzo è guidata soprattutto dal rapido aumento dei prezzi di tutte le merci essenziali come frumento, legumi ed altre specie commestibili e sta avendo anche un effetto moltiplicatore sul livello generale dei prezzi, rendendo miserabili le condizioni della popolazione comune. La liberalizzazione e corporativizzazione del commercio e dell’approvvigionamento del grano, permettendo il commercio sfacciato della maggior parte delle merci essenziali, ha aggravato ulteriormente la situazione dei prezzi ad un livello quasi irreversibile. L'argomento del ministro delle Finanze che lo stimolo all'inflazione sia il risultato di un surriscaldamento dell'economia, dovuto dell’alta crescita sostenuta, è solamente un tentativo di imbrogliare la popolazione. L'aumento di prezzo è il risultato di una scelta consapevole del governo per assicurare eclatanti guadagni ai grandi commercianti ed intermediari, a scapito dei produttori primari e dei consumatori di basso livello.
La dichiarazione delle Zone Economiche Speciali (SEZ) è passata lasciando virtualmente spazio ad un regime di detassazione, con poca considerazione sia per i promotori di settore privati sia per le istituzioni che operano nelle zone proposte. Le regole quadro nel SEZ Act cercano di negare/ restringere i diritti fondamentali dei lavoratori all'interno delle SEZ; spogliano i coltivatori anche del loro terreno agricolo senza una giusta compensazione e riabilitazione. In questo modo, il cosìddetto sviluppo nel quadro neo-liberale è sinonimo di popolazione costretta ad andarsene.
Un forte impulso è in atto per deregolamentare completamente il settore finanziario, con la scusa molto dubbia di una ‘regolamentazione efficiente ed efficace’. In parlamento sono già stati presentati due progetti di legge per permettere un maggior controllo del capitale estero sulle banche private e per attenuare il ruolo della Banca del Risparmio dell'India nel regolare il settore finanziario. Questi due progetti di legge, una volta passati, avrebbero un impatto pericoloso sull'autonomia finanziaria del paese. Un vigoroso impulso è anche dato all’indebolimento del ruolo del settore pubblico nella produzione di difesa, con la privatizzazione attraverso la via delle corporation e permettendo il libero accesso alla partecipazione di società nazionali ed estere in questo settore strategico sensibile. Aree infrastrutturali sensibili come telecomunicazioni, porti, aeroporti ecc sono obiettivo di maggiori dosi di privatizzazione.
Servizi cruciali di pubblica utilità, come l'elettricità, l’approvvigionamento dell’acqua, la salute ecc. sono in corso di privatizzazione per conto di società pubblico-private (PPP), con il permesso ai partecipanti privati di guadagnare una fortuna aumentando gli ‘addebiti all'utente’. Seguendo i passi del regime dell’NDA, l’attuale governo ha promulgato un'ordinanza per preparare il Regolamento del Fondo Pensione e Autorità di Sviluppo (PFRDA) che è una mossa che prelude alla fine alla privatizzazione dell’intera previdenza sociale. Il pericolo dell'entrata del FDI nel commercio al dettaglio è del tutto imminente. Già diverse società estere stanno tentando di trovare vie e mezzi indiretti per entrare nel settore del commercio al dettaglio. Le società organizzate che stanno facendo incursioni nel commercio al dettaglio determinano anche la rimozione di una gran parte di popolazione occupata nelle vendite al dettaglio.
Anche sui problemi di politica estera il governo UPA sta seguendo politiche sottomesse al servizio degli interessi degli Stati Uniti. Il trattato nucleare indo-statunitense punta a promuovere le vendite dalle società degli US di attrezzature di capacità nucleare, tecnologia e combustibile per il valore di miliardi di dollari, ed ha l'intenzione di vincolare l’India come alleato minore nel loro obiettivo strategico
Nel suo cieco perseguimento di politiche economiche liberiste il governo UPA, ha danneggiato gli interessi delle masse popolari indiane, il cui scontento si è manifestato nelle sconfitte elettorali sofferte dal Partito del Congresso in Punjab, Utharakhand e nelle comunali di Delhi. Inoltre, il partito principale della coalizione UPA ha mancato di trarre una giusta lezione da tali sconfitte e produrre un cambio di direzione alle sue politiche.
Il CITU registra orgogliosamente il sostegno alla lotta intrapresa dalla classe operaia dell'India contro le politiche contrarie ai lavoratori e ai poveri del liberismo economico perseguite dai successivi governi di centro. Nel frattempo la classe operaia nella maggior parte dei posti di lavoro nel paese è stata impegnata in una seria battaglia per respingere l’odioso attacco ai fondamentali diritti dei lavoratori da parte dell’alleanza tra datori di lavoro e amministrazione. La classe operaia in tutto il paese ha anche risposto magnificamente alla chiamata allo sciopero generale del 14 dicembre 2006, che è stato l'undicesimo sciopero generale nazionale dai tempi dell'attacco della Banca Fondiaria, che nel 1991 impose nel paese la politica di liberismo economico.
Il CITU si impegna a portare avanti questa lotta di resistenza alle disastrose politiche di liberismo economico ed a proteggere gli interessi dei lavoratori e delle altre masse del nostro paese.
Opposizione risoluta alle forze comunaliste
In India, la classe operaia ed i sindacati hanno un compito prioritario nell’opporsi risolutamente alle forze comunaliste che cercano di dividere la popolazione a livello locale e rappresentano una minaccia seria per l’unità e integrità della nazione.
Durante le elezioni generali nel 2004, la classe operaia in India giocò indubbiamente la sua parte nell'abbattere il governo molto regressivo condotto dal BJP, la struttura politica di RSS, guidando il municipalismo più aggressivo. Ma ancora oggi persiste l'influenza di quell'ideologia nella coscienza di grandi settori di popolazione. Le strutture comunali possono convertire questa falsa coscienza per sollevare tensioni comunali in condizioni favorevoli. Perciò, la lotta contro il municipalismo è importante oggi come tre anni fa.
Ogni giorno il BJP e gli altri membri del sangh parivar scovano una questione o un’altra che possa produrre una svolta in senso comunalista. Stanno usando anche la questione del terrorismo per i loro fini. Anche con la questione del Kashmir o della sentenza di morte al Guru Afzal, tentano di viziare in senso locale le menti delle persone contro ogni processo di normalizzazione delle relazioni con il Pakistan. Sono in armi contro il rapporto del Comitato Sachar che ha offerto un ritratto obiettivo della condizione delle minoranze musulmane nel paese. La classe operaia del paese dovrebbe essere mobilitata a combattere il municipalismo non solo a livello politico ma ancor prima a livello ideologico.
Allo stesso tempo va notato che molte strutture di base islamiche stanno tentando di fuorviare la comunità di minoranza- particolarmente la gioventù- e cercano di creare tensioni e conflitti in diverse parti del paese. Questo sta di nuovo disgregando l’unità di classe e l’armonia comunale.
La lotta contro il terrorismo è un altro importante compito che affronta la classe operaia in India. Questa lotta è cruciale per difendere il tessuto democratico della società e rafforzare il percorso democratico della lotta. Il compito rimane quello di contrastare il terrorismo di tutte le matrici- quello sventolato dai fanatici religiosi e dalle forze confessionali e l’altro camuffato da così detto estremismo di sinistra e in realtà manovrato da forze della destra estrema. Le forze comunaliste giocano le partite comunali nelle vesti del così detto anti-terrorismo. Le strutture terroristiche di varie matrici si pongono come campioni contro lo sfruttamento e la deprivazione della popolazione comune o di un particolare segmento al suo interno in appoggio delle loro attività terroriste. Infatti il terrorismo cerca di allargarsi e sostenersi mediante il risentimento e l'angoscia fra la popolazione causati dall'ingiustizia, l’oppressione, lo sfruttamento e la privazione lasciati in eredità dal regime di sfruttamento ma con la finalità di indebolire la principale corrente di lotta contro le politiche dello sfruttamento, l'ingiustizia e la privazione. Le forze terroristiche manovrate dell’imperialismo aiutano anche le forze imperialiste nella loro volgare manovra di legittimare l’aggressione imperialista sotto le spoglie di antagonismo al terrorismo.
Il movimento della classe operaia deve opporsi fermamente al terrorismo di ogni matrice.
Un'ulteriore grande minaccia che si profila davanti alla classe operaia dell'India sono i crescenti tentativi delle forze delle caste di dividere la popolazione dei lavoratori su linee di casta, cercando di ottenere un appoggio politico attraverso appelli di casta. Esse ricorrono alla violenza come uno strumento per sostenere la dominazione di casta e praticare molte forme di oppressione sociale. Le forme peggiori di intoccabilità praticate contro le Caste Precettate che sono il gradino più basso nell'ordine di casta, rappresentano la violazione più crudele e flagrante dei diritti umani. La classe operaia deve levare risolutamente la sua voce contro l’oppressione sociale e deve spendersi fortemente a favore di una legge per assicurare quote riservate per le comunità SC/ST e OBC nel settore privato.
Il recente rapporto del Comitato Sachar sulla Giustizia dipinge il deplorevole stato di fatto sul fronte del lavoro per la minoranza della comunità musulmana. La situazione per le altre minoranze è simile. A loro dovrebbe essere offerto uno spazio appropriato per assicurare di essere inclusi nel processo di sviluppo.
Le donne in India sono state le maggiori vittime dell’offensiva sia comunale sia economica. L’atrocità e la discriminazione contro le donne sono aumentate in modo allarmante. L'abuso sessuale e la volgare mercificazione delle donne come risultato della rapida diffusione della cultura consumistica si sono aggiunti alle loro sofferenze. La classe operaia deve farsi carico dei problemi dell'emancipazione delle donne e deve lottare contro la multiforme oppressione e le atrocità cui sono sottoposte.
Il CITU si impegna a dedicarsi con rinnovato vigore a queste questioni sociali, oltre che a rivolgersi ai problemi economici della classe operaia.
Mobilitare tutti i settori
Il movimento della classe operaia deve assumere l’iniziativa forte di mobilitare tutti i settori della società e non deve limitarsi solo all'interno dell’ambito sindacale nella lotta di resistenza contro le politiche economiche regressive così come contro le forze di divisione e le tendenze di tutte le matrici. Deve assumere la guida per portare all'interno di un movimento unitario tutti settori di massa e le organizzazioni di classe. L'iniziativa congiunta di CITU, Kisan Sabha e Unione Lavoratori Agricoli di osservare in tutta l’ India un giorno di rivendicazione il 18 aprile 2007 con la mobilitazione unitaria nazionale è un passo in questa direzione, per far avanzare il movimento popolare con al centro l’iniziativa congiunta di operai e contadini. Il processo può spianare la via a sviluppare le condizioni obiettive per la comparsa della terza forza con un approccio comune di politica a favore del popolo e con un chiaro contenuto antimperialista. Il CITU deve prendere l’iniziativa nel guidare l’intero movimento della classe operaia in questa direzione.
In questo 1° maggio, il CITU esorta il popolo dei lavoratori del paese a rafforzare ulteriormente e consolidare l'unità di tutte le masse che faticano e a scatenare ulteriormente lotte vigorose contro le offensive dell'imperialismo, gli attacchi delle classi dominanti, le politiche economiche rovinose e contro le forze separatiste e distruttive del municipalismo e della logica di casta.
Marciamo spediti a difendere gli interessi del nostro grande paese e del suo popolo!
Lunga vita all’unità della classe operaia!
Lunga vita alla solidarietà internazionale della classe operaia!
Abbasso l’imperialismo!
Lunga vita al socialismo!
Traduzione dall’inglese di Bf per resistenze.org