www.resistenze.org - popoli resistenti - india - 01-07-08 - n. 234

da www.cpim.org
 
Campagna di disinformazione sull'energia nucleare
 
La Direzione del Congresso e il governo UPA (acronimo di United Progressive Alliance, il nome della coalizione politica attualmente al governo in India, ndt) stanno diffondendo l'idea che il Trattato indo-statunitense sul nucleare è vitale per la sicurezza energetica dell'India. E' stata montata un'enorme campagna di disinformazione riguardo l'energia nucleare, che rappresenterebbe non solo una soluzione alla penuria di elettricità nel paese ma anche una risposta all'aumento del prezzo di petrolio. Questa non è altro che la copertura utile a favorire quei legami strategici con gli Stati Uniti, che altrimenti sarebbe difficile promuovere. Da qui il ricorso alla falsità che l'energia nucleare in un colpo ridurrebbe il consumo di petrolio e risponderebbe alla scarsità di energia.
 
Prima di tutto la questione del petrolio. Oltre il 50% del consumo di petrolio in India è assorbito dal settore dei trasporti su gomma e il resto dalla petrolchimica e i fertilizzanti. Solamente una componente trascurabile è usata nelle centrali elettriche. L'energia nucleare non può sostituire il petrolio a meno che gli esperti non abbiamo escogitato un modo per alimentare autobus e macchine direttamente con l'uranio! D'altra parte il gas naturale dell'Iran metterebbe al riparo l'India dall'aumento del prezzo del petrolio, ma il Governo, agli ordini degli Stati Uniti e in considerazione del Hyde Act (cooperazione indo-statunitense sull'uso pacifico dell'energia atomica del 2006, ndt), indugia sul progetto del gasdotto iraniano.
 
Per quanto riguarda la scarsità di energia osserviamo che la penuria dell'elettricità ha poco a che vedere con il nucleare ma molto invece con l'insufficienza degli investimenti pubblici negli ultimi due decenni nel settore dell'energia. Negli ultimi tre piani Quinquennali sono state indicate quantità addizionali di circa 20.000 MW per Piano, meno del 7° Piano. Inoltre anche se il Trattato fosse firmato oggi, ci vorranno almeno 8 anni prima che sia prodotta elettricità con i reattori importati il cui costo di installazione in impianti nucleari sarebbe tre volte quello di impianti a carbone equivalenti, al doppio del costo.
 
Il modo più rapido e conveniente per eliminare la penuria di energia elettrica è costruire centrali a carbone che richiedono la metà del tempo per essere realizzate rispetto quelle nucleari.
 
Ancora, gli impianti nucleari implicano l'importazione di uranio, controllato da un ristretto cartello internazionale. Negli ultimi anni il prezzo di questa materia prima, a causa del cartello, è quintuplicato.
 
L'energia nucleare costituisce un'opzione importante per l'India, da perseguire in futuro, ma utilizzando nostre tecnologie e nostre risorse, in modo da assicurarci la sicurezza energetica.
 
Anche nello scenario nucleare più ottimistico prospettato dal Governo, l'energia nucleare soddisferebbe solo l'8% del fabbisogno elettrico e il 4% del fabbisogno totale. La scelta nucleare dovrebbe essere tenuta aperta per il futuro mentre è irrilevante al soddisfacimento delle necessità immediate.
 
Il Governo ha anche esagerato la temporanea penuria di uranio, dipinta come permanente. Il Governo, deliberatamente o per mancanza di progettualità, non ha investito nell'espansione delle miniere di uranio esistenti o nell'apertura di nuove cave, anzi ne ha perfino chiusa una. La Commissione per l'Energia Atomica ha reso inequivocabilmente noto che abbiamo uranio sufficiente per 10.000 MW di capacità installata contro la capacità corrente di solo 4.000 MW. Pare che il fantasma della scarsità di uranio sia stato creato solamente per sostenere un Trattato che non è nell'interesse nazionale dell'India.
 
Il Trattato indo-statunitense sul nucleare non contempla la sicurezza energetica indiana. La sicurezza energetica risiede nell'uso risorse autoctone come il carbone e nell'assicurarci futuri approvvigionamenti dall'Iran e dagli altri paesi dell'Ovest e dell'Asia Centrale. Senza dubbio l'aumento della produzione di carbone, gli investimenti nella ricerca del petrolio, l'approvvigionamento dal gasdotto iraniano sono di gran lunga più vantaggiosi per la sicurezza energetica dell'India che acquistare reattori e importare uranio per siffatti impianti nucleari. La sicurezza energetica non sta nell'aiutare l'agonizzante industria nucleare statunitense acquistandogli miliardi di dollari di reattori che nessuno compra.
 
Fantomatici fabbisogni energetici promuovono un pessimo accordo sul nucleare, ma l'energia è solo una coperta. Il vero obiettivo sono i legami strategici indo-statunitensi
 
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare