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- popoli resistenti - india - 29-07-08 - n. 238
traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Perché la sfiducia al governo
Comunicato stampa
New Delhi - 13 luglio 2008
L'esecutivo nazionale del Partito Comunista indiano si è riunito a Delhi il 12 e 13 luglio 2008. Considerata la decisione del governo UPA di rendere operativo il Trattato nucleare indo-statunitense sollecitando la ratifica dell'"Accordo di sicurezza dell'India" da parte del Consiglio dei Governi della AIEA (Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica), senza portarlo all'esame comune nonostante l'impegno solenne in tal senso, l'Esecutivo Nazionale ha approvato all'unanimità la decisione dei partiti della Sinistra di ritirare il sostegno al governo.
Di conseguenza i deputati del PCI nella Lok Sabha (Camera bassa nel sistema bicamerale indiano) con gli altri parlamentari della sinistra voteranno contro la mozione di fiducia promossa dal governo.
Il voto di sfiducia discende dalla nostra visione politica e poggia sui seguenti motivi:
- L'opposizione al Trattato nucleare indo-statunitense, che inficia una politica estera indipendente e vincola l'India agli obiettivi strategici dell'imperialismo statunitense, limitando la nostra autonomia strategica.
- L'indifferenza e l'incapacità del governo nel contrastare l'inflazione galoppante e il logorante aumento dei prezzi che colpisce tutti i settori; il suo rifiuto nel dar seguito alle misure suggerite dalla sinistra per tenere sotto controllo i prezzi e perseguire la sicurezza alimentare; la sua politica economica antipopolare che aggrava ulteriormente le disparità, causa disoccupazione crescente, porta gli agricoltori al suicidio per la crisi agraria ormai cronica, e così via.
In qualche modo il governo resta al suo posto, oramai ha fatto ricorso a tutte le manovre immaginabili. Anche la CBI (l'Agenzia di Intelligence indiana) viene attivata o disattivata a seconda delle indicazioni del partito al governo per manipolare la maggioranza. Non si tratta certo di coordinamento con il maggior partito. Tutto ciò deve essere condannato inequivocabilmente.
Non ci sono margini di accordo su questi temi con il Bjp (Bharatiya Janata Party, letteralmente Partito del Popolo Indiano, il maggior partito di centro destra al governo). Il Bjp continua ad essere un grave pericolo per la laicità politica democratica del nostro paese. Il PCI e i partiti della sinistra sono determinati a combattere insieme e a rinunciare alla cultura di governo, come hanno sempre fatto.
L'esecutivo nazionale ha deciso di procedere con una campagna nazionale autonomamente e congiuntamente con gli altri partiti della sinistra per riunire il popolo sotto tre bandiere:
- l'antimperialismo e la difesa della sovranità del paese;
- l'anticonfessionalismo e la salvaguardia della nostra secolare politica democratica;
- la tutela e il miglioramento delle condizioni di vita del popolo contro gli attacchi del grande business, nazionale ed estero, ora sostenuto dal governo.
La campagna nazionale sarà lanciata da metà luglio. Saranno organizzati incontri nei maggiori centri, nelle città e nei villaggi. Verranno pubblicati volantini e opuscoli. Le falsità del governo saranno confrontate con i fatti reali.
Il Consiglio nazionale del partito si riunirà il 3, 4 e 5 agosto a Delhi per condurre ed intensificare il movimento popolare.