www.resistenze.org - popoli resistenti - irlanda - 29-09-06
Partito Comunista di Irlanda
La campagna per il boicottaggio dell’occupazione israeliana si rafforza
22 settembre 2006
In una lettera pubblicata nell’ “Irish Time”, 61 accademici irlandesi di molte discipline hanno fatto appello per la sospensione del sostegno UE alle istituzioni accademiche israeliane, fino a quando Israele non rispetterà le risoluzioni dell’ONU, mettendo fine all’occupazione dei territori palestinesi.
La lettera è stata preparata per rispondere all’appello palestinese per l’attuazione di un boicottaggio accademico e culturale. L’occupazione israeliana in corso ha significato l’impedimento dell’accesso per molti palestinesi alle istituzioni dell’istruzione. I posti di blocco, e gli impedimenti che Israele ha imposto, e le vessazioni nei confronti di accademici e studenti, hanno distrutto la vita universitaria. Inoltre, gli attacchi militari alle università e alle scuole e l’occupazione di molti istituti da parte dei soldati israeliani hanno trasformato l’educazione in un’attività che minaccia la vita.
Al momento, 171 organizzazioni della società civile palestinese, tra cui la Federazione Generale dei Sindacati Palestinesi (PGFTU), l’Unione Generale degli Insegnanti Palestinesi (GUPT), e la Federazione delle Unioni dei Professori e degli Impiegati Universitari Palestinesi hanno rivolto un appello al boicottaggio di Israele, considerandolo un modo attraverso cui i popoli del mondo possono esprimere una solidarietà concreta, e provocare cambiamenti in maniera non violenta.
La lettera degli accademici irlandesi non chiede un boicottaggio complessivo, ma propone che le istituzioni accademiche europee cessino di finanziare progetti di collaborazione con istituzioni israeliane. La lettera chiede anche che, dove è possibile, gli accademici si astengano dal collaborare con istituzioni israeliane. Tali azioni dovranno continuare fino a quando Israele si conformerà al diritto internazionale, in particolare mettendo fine all’occupazione.
Quale organizzatore dell’iniziativa, David Landy ha affermato: “Tale sospensione non è indirizzata contro individui, ma contro le istituzioni israeliane che forniscono sostegno – morale e materiale – al sistema su base razziale all’interno di Israele e ad un’occupazione illegale dei territori palestinesi. Il paragone è con il Sud Africa. Proprio come i neri del Sud Africa, che invitarono a promuovere sanzioni contro quel paese, anche i palestinesi sotto il controllo israeliano hanno fatto appello a sanzioni contro lo stato israeliano e le sue istituzioni. Non è certo una coincidenza che, al momento attuale, i sudafricani siano tra i più convinti sostenitori delle azioni che dovrebbero porre pacificamente fine al brutale regime su base razziale in Israele, in modo analogo a quello che successe con il regime dell’apartheid.”
Diversi gruppi nel mondo hanno accolto l’appello palestinese al boicottaggio accademico. L’Unione Accademica Britannica NAFTHE ha recentemente appoggiato tale iniziativa, seguita dall’Unione Canadese degli Impiegati Pubblici (CUPE). Il 10 luglio, il Congresso dei Sindacati Sudafricani (COSATU), facendo esplicitamente riferimento alla sua lotta contro l’apartheid, ha chiamato al boicottaggio di Israele. Anche da noi in Irlanda, il sindacato ICTU ha adottato una posizione di sostegno alle sanzioni politiche ed economiche nei confronti di Israele – una posizione assunta alla sua conferenza biennale nel 2005. Anche i nostri parlamentari, in un incontro appositamente organizzato il 4 agosto dal Comitato Congiunto degli Affari Esteri, all’unanimità si sono pronunciati per l’imposizione di sanzioni ad Israele.
Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare