Teheran, 28 marzo
2003
Una grande manifestazione contro la guerra americana in Iraq è stata
organizzata oggi nelle strade della capitale iraniana dall'Organizzazione per
la propaganda islamica. Vi hanno preso parte tra le 20 e le 30 mila persone. La
protesta è proseguita davanti all'Ambasciata britannica, dove si è conclusa con
una fitta sassaiola. I manifestanti hanno bruciato immagini sia di Bush, sia
del presidente iracheno Saddam Hussein, che da queste parti non è per nulla
popolare. I dimostranti hanno tuttavia espresso forte solidarietà nei confronti
del popolo iracheno, ostaggio del conflitto. Si moltiplicano intanto gli
appelli dei dirigenti iraniani alla massima attenzione per il dopoguerra,
quando Teheran potrebbe diventare obiettivo delle attenzioni americane. La
guida iraniana Ayatollah Ali Khamenei ha parlato pochi giorni or sono di nuova
forma di "hitlerismo" nel definire la politica statunitense.
Oggi, uno degli esponenti più guerrafondai dell'amministrazione Usa,
l'assistente segretario di Stato Richard Armitage, in un'intervista concessa a
un giornale arabo internazionale, si è detto soddisfatto della collaborazione
tra Stati Uniti e Iran in materia irachena. Il quotidiano degli Emirati Gulf
News ha scritto che la leadership dei Mujaheddin Khalq, l'organizzazione di
opposizione iraniana che per anni ha terrorizzato l'Iran dal territorio
iracheno, sarebbe fuggita da Baghdad, dove aveva il suo quartier generale, dopo
che alcune basi del gruppo sono state colpite dalle bombe anglo-americane di
questi giorni. Gulf News, citando un parlamentare iraniano non identificato,
sostiene che l'Iran ha condotto trattative segrete con gli Usa proprio per
ottenere i bombardamenti dei Mujaheddin Khalq. Sarebbe una novità, visto che
nel 1991 non un solo ordigno caduto sull'Iraq aveva scalfito le basi del gruppo
e considerato che l'organizzazione, anche se messa fuorilegge negli Usa,
mantiene una sua presenza sul territorio americano.
Arab Monitor