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Iran: opponiamoci alle provocazioni USA
 
Editoriale di “People’s Democracy” organo settimanale del Partito comunista dell’India (Marxista)
 
11 febbraio 2007
 
Gli Stati Uniti stanno avviandosi verso lo scontro con l’Iran. Più di 50 navi USA, comprese due portaerei, sono state spedite nel Golfo Persico. Gli USA hanno anche inviato aerei in Turchia e in altri paesi vicini all’Iran. Con sempre maggiore frequenza, il Presidente Bush e i rappresentanti della sua amministrazione, come Condoleeza Rice e Nicolas Burns, parlano con toni minacciosi.
 
Dopo che il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha adottato la risoluzione che impone sanzioni all’Iran nel dicembre 2006, Bush e le sue coorti hanno aumentato la pressione. L’apertura di un nuovo fronte contro l’Iran avviene nel momento in cui Bush sta dispiegando altri 20.000 soldati in Iraq. La violenza in Iraq ha raggiunto proporzioni che sfuggono al controllo. Bush e le sue coorti stanno lavorando metodicamente per aprire un nuovo fronte contro l’Iran.
 
Mentre la questione nucleare ha rappresentato il primo pretesto per l’apertura delle ostilità da parte degli USA, oggi ad esso si aggiunge l’accusa all’Iran di aiutare le milizie sciite e sunnite in Iraq. I soldati USA hanno fatto irruzione in un consolato iraniano ed hanno catturato sei cittadini iraniani poche settimane fa. Bush ha ordinato l’eliminazione di qualunque iraniano venga trovato ad aiutare i militanti. L’uso cinico della questione nucleare e gli altri pretesti invocati per attaccare l’Iran seguono gli stessi schemi che l’amministrazione Bush aveva adottato contro il governo di Saddam Hussein in Iraq.
 
E’ in questa circostanza che il ministro degli esteri Indiano ha visitato Teheran. Prima della sua visita, l’ambasciatore USA in India, David Mulford, che crede ancora di poter agire come il vice re, ha annunciato che gli Stati Uniti stanno osservando con “interesse” la visita del ministro degli esteri e che rileveranno ogni violazione dell’ “Iran-Libya Sanction Act”. Tale aperta minaccia contro l’India, che ha a che fare con il gasdotto Iran-Pakistan-India e con un accordo di lungo termine per l’acquisto di gas liquefatto, non ha ancora ricevuto una risposta dal nostro governo. Il governo UPA avrebbe dovuto dire all’ambasciatore USA che non ha alcun diritto di lanciare minacce di sanzioni e che non è proprio il caso di interferire nelle relazioni tra India e Iran.
 
Al suo arrivo a Teheran, il ministro degli esteri Indiano ha annunciato che l’India si è opposta ad un’azione militare, desiderando risolvere la questione nucleare attraverso il dialogo. Con questo atteggiamento corretto, l’India continua ad essere interessata al progetto di gasdotto, considerandolo vitale per la propria sicurezza energetica. Il ministro del petrolio ha annunciato che il progetto di gasdotto ha fatto progressi in merito alla questione del prezzo del gas fornito dagli Iraniani. Se l’accordo di compravendita del gas dovesse avere una conclusione soddisfacente, l’intesa sarà siglata entro giugno di quest’anno.
 
Il governo UPA deve intervenire con energia contro la mobilitazione militare dell’amministrazione Bush che ha lo scopo di intimidire l’Iran. Dopo la distruzione dell’Iraq, un attacco militare degli USA o di Israele all’Iran attizzerebbe un più vasto conflitto in Asia occidentale, con conseguenze incalcolabili. L’Iran deve rispettare tutti i suoi obblighi di membro del Trattato di Non Proliferazione ed impegnarsi con l’AIEA, di modo che lo sviluppo della sua tecnologia nucleare per scopi pacifici sia verificato e considerato legittimo. La Russia e la Cina, in quanto membri permanenti del Consiglio di Sicurezza e partecipi della risoluzione che impone sanzioni all’Iran, devono giocare un ruolo importante nell’arrestare il crescente avventurismo degli Stati Uniti.
 
Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare