www.resistenze.org - popoli resistenti - iran - 29-09-07 - n. 196

da www.contropiano.org
 
La posta in gioco della guerra contro l’Iran
 
redazione di Contropiano
 
Una recente vignetta di Altan descrive il dialogo tra due personaggi. Uno dice: “L’euro anche oggi è aumentato sul dollaro”; l’altro risponde: “Bombardiamo l’Iran!”. E’evidente come non si tratti solo dell’acume di un vignettista che di acume è sempre stato ben dotato ma di uno scenario diventato perfettamente plausibile.
 
Un’agenzia del 13 luglio riferisce che l’Iran ha chiesto alle raffinerie giapponesi di pagare d’ora in poi il petrolio greggio in yen e non più in dollari. Un'altra agenzia riferisce che il 14 settembre Iran e Cina hanno un accordo commerciale su petrolio e gas iraniano per 14,4 miliardi di euro. Si noti che l’agenzia indica con normalità come l’accordo sia stato raggiunto con il pagamento in euro e non in dollari.
 
Il Governatore della Banca Centrale degli Emirati, Al Suwaidi, ha segnalato al Sole 24 Ore del 24 maggio indicazioni chiarissime sulle scelte di fondo che i paesi del Gcc (Consiglio di cooperazione del Golfo) sono vicini ad adottare. Al Suwaidi, ha spiegato che se il Peg cambia, “cambia tutto”. Se il paniere sarà mantenuto, l’euro avrà un peso crescente che mina quello del dollaro. Al Suwaidi ha aggiunto che se l’Europa correggerà le sue disfunzioni interne riguardo alle leggi fiscali e societarie, i paesi del Golfo compreranno in euro e investiranno nella moneta unica. Un simile riconoscimento di fatto vedrebbe nascere i petroeuro che contrasteranno i petrodollari e si aprirebbe un conflitto monetario gigantesco
 
A fine dicembre il Financial Times dava notizia che l’euro in ascesa aveva superato il biglietto verde americano in quanto a contanti in circolazione: "Il valore delle banconote in euro in circolazione - scrive il Ft - questo mese probabilmente ha superato quello dei dollari". Per l’euro a fronte di oltre 800 miliardi di dollari (oltre 610 miliardi d’euro), si sono avuti 795 miliardi di dollari di biglietti emessi dal Dipartimento del Tesoro.
Per il quotidiano della City, si era verificata una diffusione vertiginosa, se si pensa che i 600 miliardi in banconote raggiunti dall'euro ad inizio dicembre sono pari "a circa il doppio del valore che avevano nel 2001 le banconote dei singoli paesi membri d’Eurolandia messe insieme".
Il dollaro costituisce ancora la divisa più forte, ma si è progressivamente indebolito. Guardando alla percentuale delle riserve detenuta a livello mondiale dalla metà degli anni 70 ad oggi, la percentuale di dollari è scesa dall’80% al 65%.
 
In queste settimane il rally dell’euro sul dollaro è stato galoppante, siamo arrivati a superare quota 1,4 dollari per un euro. Il petrolio si è stabilizzato al di sopra della cifra di 80 dollari al barile (pari a circa 55 euro), l’escalation contro l’Iran da parte di USA e Israele cresce ogni giorno di più e ad essa sembra accodarsi anche la Francia di Sarkozy e Kouchner assai sensibili ai richiami della tribù e delle lobby filo-israeliane. E’ possibile che i pericoli di una nuova guerra contro l’Iran siano elementi di consapevolezza solo di un vignettista come Altan?
 
Nei mesi scorsi si è molto dibattuto se il progetto della Borsa petrolifera a Teheran potesse essere o meno la causa della guerra degli USA contro l’Iran. Come sempre le cause con cui l’imperialismo scatena una guerra sono sempre più di una. Conta l’economia, la geopolitica e finanche la storia. Sono i tre fattori centrali dell’egemonia su cui in almeno due (l’economia e la storia) gli Stati Uniti sono in serissime difficoltà strategiche. Per questo sono pericolosi