www.resistenze.org - popoli resistenti - iran - 23-03-10 - n. 311

da http://globalresearch.ca
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Riserve di gas naturale iraniane: il pugnale USA al cuore dell'energia mondiale del futuro
 
di Finian Cunningham
 
18/03/10
 
L'avvio delle perforazioni nel giacimento di gas iraniano di South Pars, programmate per questo mese dalla China National Petroleum Company (CNPC), potrebbero sia indicare che definire sviluppi geopolitici molto più ampi.
 
Prima di tutto, il progetto da 5 miliardi di dollari - firmato l'anno scorso dopo esser stato per anni rinviato dai giganti dell'energia occidentali Total e Shell, sotto lo spettro delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti – individua in modo palese la principale arteria del sistema per la fornitura e il soddisfacimento della domanda mondiale di energia per il futuro.
 
I critici hanno a lungo sospettato che la vera ragione del coinvolgimento militare degli Stati Uniti e degli altri paesi occidentali in Iraq e Afghanistan fosse il controllo del corridoio energetico centro-asiatico. Finora, l'attenzione sembra essersi fissata principalmente sul petrolio. Per esempio, si è ritenuto che il pianificato oleodotto dal Mar Caspio al Mare Arabico, via Afghanistan e Pakistan, fosse il compenso principale celato dietro l'apparentemente inutile campagna militare degli Stati Uniti in questi paesi.
 
Ma ciò che rivela la partnership CNPC-iraniana è che il gas naturale a rappresentare la ricompensa più ambita e importante per l'economia mondiale, e in particolare il duplice flusso di questa risorsa verso ovest e verso est, dall'Asia centrale verso l'Europa e la Cina.
 
Michael Economides, direttore della Energy Tribune con sede a Houston, è uno fra i sempre più numerosi osservatori del settore convinti che il gas naturale sostituirà il petrolio come fonte primaria di energia, non solo nei decenni a venire, ma anche nel corso dei prossimi secoli.
 
Egli indica, a conforto di questa tesi, la recente previsione dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE), con sede a Parigi, che ha drasticamente rivisto le sue stime riguardo le riserve globali di gas naturale, alzandole del 100%. Economides attribuisce questo enorme aggiustamento ai rapidi miglioramenti tecnologici nello sfruttamento dei giacimenti di gas finora inaccessibili. Egli afferma che le stime dell'AIE sulla quantità di gas naturale, con gli attuali livelli di domanda mondiale, ammonta a 300 anni di riserve. "Immaginando anche solo il contributo esponenziale rappresentato dagli idrati di metano, è facile vedere come il gas naturale quasi certamente si trasformerà nel carburante principale dell'economia mondiale", ha aggiunto.
 
La crescita di importanza del gas naturale come fonte di energia è stata per molti anni costante e inesorabile. Secondo l'AIE, tra il 1973 e il 2007 il contributo del petrolio all'approvvigionamento energetico mondiale è sceso dal 46,1% al 34,0%, con un crescente utilizzo del gas naturale in corrispondenza di tale declino. Altre fonti, come la statunitense Energy Information Administration (EIA), prevedono che il consumo mondiale di gas naturale triplicherà nel periodo compreso tra il 1980 e il 2030, anno in cui molto probabilmente sarà diventato la fonte privilegiata di energia per le utenze industriali e pubbliche.
 
Ci sono valide ragioni scientifiche per cui il gas naturale (metano) sta diventando il cardine dei combustibili fossili. In primo luogo, esso ha un potere calorifico molto maggiore rispetto al petrolio e al carbone. Vale a dire, più calore prodotto per unità di carburante. In secondo luogo, si tratta di un combustibile più pulito, emette il 30% di anidride carbonica in meno rispetto al petrolio quando è bruciato e il 45% in meno rispetto al carbone. In terzo luogo, il gas è più efficiente nel trasporto, sia come materia prima in forma compressa lungo i gasdotti, sia come carburante per i mezzi.
 
Tutte le agenzie del settore energetico riconoscono che le fonti del futuro, soprattutto quelle di gas naturale sono in Medio Oriente e nella zona dell'Eurasia, Russia compresa. La EIA statunitense valuta le riserve di gas naturale in questi regioni come rispettivamente nove e sette volte superiori a quelle dell'intero Nord America - esso stesso una delle fonti più importanti al mondo di questo combustibile.
 
In Medio Oriente, l'Iran è il detentore indiscusso delle maggiori riserve di gas. Il suo giacimento di South Pars è il più grande del mondo. Convertite in barili di petrolio, le riserve iraniane del South Pars farebbero impallidire quelle del gigantesco giacimento petrolifero saudita di Ghawar. Il più grande giacimento al mondo e attivo dal 1948, Ghawar ha effettivamente rappresentato il cuore pulsante dell'approvvigionamento energetico mondiale. Nell'era del dominio del gas naturale sul petrolio non lontana da venire, l'Iran scalzerà l'Arabia Saudita da questa posizione.
 
Europa e Cina si predispongono ad accogliere le rotte energetiche del gas iraniano e dell'Asia centrale in generale. Le infrastrutture stanno già configurandosi a questo scopo. Il gasdotto Nabucco è progettato per la fornitura di gas dall'Iran (e Azerbaigian), via Turchia e Bulgaria, verso tutta l'Europa occidentale (annunciando una fine del predominio russo). L'Iran esporta gas anche mediante pipeline separate verso la Turchia e l'Armenia, e sta sondando le possibilità di esportazione con altri paesi del Golfo, tra cui gli Emirati Arabi Uniti e l'Oman. Un'altra importante arteria energetica è il cosiddetto gasdotto della pace dall'Iran al Pakistan e in India, attraverso il quale l'Iran esporta il suo gas verso due dei paesi più popolosi della regione. Ma forse la prospettiva più allettante per l'Iran è rappresentata dal metanodotto di 1.865 chilometri che fornisce il gas naturale dal Turkmenistan, attraverso l'Uzbekistan e il Kazakistan, in Cina e che sarà a pieno regime nel 2012. Il Turkmenistan condivide 300 chilometri di frontiera con l'Iran a sud e ha già un contratto per l'esportazione di gas con Teheran. Se lo sviluppo del giacimento iraniano-cinese di South Pars può essere incorporato nei gasdotti transnazionali cui si accennava sopra, questo potrebbe confermare l'Iran come il cuore pulsante di una economia mondiale in cui il gas rappresenta la principale fonte di energia. Ciò è ulteriormente amplificato da una rapida crescita della domanda di gas da parte della Cina, per cui la EIA prevede entro il 2030 una dipendenza dalle importazioni per oltre un terzo del suo consumo di gas naturale.
 
In questo contesto di importante riordino nell'economia energetica mondiale – in cui gli Stati Uniti avranno un ruolo in costante calo – la sfuriata retorica di Washington sulla democrazia, la pace, la guerra al terrorismo o le presunte armi nucleari iraniane può essere vista come un disperato tentativo di celare il timore di diventare il grande perdente. Circondare l'Iran con le guerre e minacciare le forniture di gas ai possibili migliori acquirenti mondiali del futuro - la Cina – sono eventualità reali. Le azioni degli Stati Uniti vanno quindi intese come il tentativo di piantare un pugnale sulle arterie energetiche di una economia mondiale che non sarà più in grado di dominare.
 
Un ulteriore elemento di questa storia è la posizione della Russia. Con le sue vaste riserve di gas naturale, può essere vista come un concorrente per l'Iran. Probabilmente meno bene posizionata rispetto all'Iran per rifornire sia l'Europa che la Cina, la Russia è comunque un attore importante ed è stata insistentemente corteggiata dalla Cina con un accordo di esportazione dal 2006. Tuttavia, come osserva Economides, "i negoziati tra i due paesi sono proseguiti a singhiozzo e, soprattutto, la costruzione dei gasdotti è stata dolorosamente lenta".
 
Ma le ambizioni della Russia ad ampliare le proprie esportazioni di gas naturale possono spiegare perché abbia dimostrato di essere un alleato volubile dell'Iran. La posizione ambivalente di Mosca nei confronti delle sanzioni richieste dagli USA contro l'Iran, suggerisce che la Russia ha una propria agenda per ostacolare la Repubblica islamica come rivale energetico regionale.
 

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