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- popoli resistenti - iran - 07-04-12 - n. 404
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
"Iran"
05/03/2012
Fonte originale "Avante!"
di Albano Nunes, membro della Segreteria del PCP del CC
Ben prima che gli Stati Uniti e la Germania, potenze imperialiste che si arrogano il diritto di dare lezioni al mondo, esistessero come nazione o paese, la Persia era già una civiltà millenaria avanzata, con una identità autonoma e noti realizzazioni nei campi della scienza, dell'arte e della cultura. Lo stesso vale per l'Iraq, nel quadro del mondo arabo, o per la Cina. Sono realtà che mostrano come il processo di sviluppo delle nazioni e delle civiltà è irregolare e turbolento. L'esempio stesso del Portogallo spiega come quel che in un dato momento storico appare avanzato e progressivo, possa volgersi in regresso, con arretratezza e sottomissione.
Tutto questo dovrebbe raccomandare meno arroganza ai paesi più sviluppati e interdire qualsiasi segno di superiorità razzista. Tuttavia, non si tratta della sfera del pensiero razionale ma del carattere socio-economico del sistema. Stati Uniti e Germania sono potenze imperialiste che possono esistere solo attraverso l'intensificazione dello sfruttamento dei lavoratori, succhiando la ricchezza e i frutti del lavoro dei popoli di tutto il mondo, difendendo al massimo grado la loro supremazia che sentono minacciata (in particolare gli Stati Uniti) cercando di imporre il loro potere militare e la loro l'influenza geopolitica o il loro potere economico (vedi la Germania "un gigante economico ma un nano politico"). La pericolosa e aggressiva escalation in tutto il Medio Oriente e nell'Asia Centrale è determinata essenzialmente da questa dinamica, con gli Stati Uniti e l'Unione europea che competono e coordinano l'azione per dominare i popoli e depredare le loro risorse, e disturbare nel contempo il quadro geo-strategico dell'Estremo Oriente.
Per quanto riguarda l'Iran, se da un lato si esprime solidarietà con la lotta del popolo iraniano per i suoi diritti e in difesa della sovranità nazionale - senza dimenticare il Partito Comunista, il Tudhé, la cui legalizzazione è un imperativo della resistenza stessa nei confronti dell'imperialismo - appare necessario conoscere meglio la sua storia. Al tempo stesso, si è affascinati dalla sua ricchezza e irritati dalla cortina di silenzio e menzogne con cui gli scribi del sistema cercano di giustificare i crimini dell'imperialismo. Non è necessario andare oltre la metà del secolo scorso, quando, nel contesto delle grandi lotte popolari, Mossadeq nazionalizzò la compagnia petrolifera Anglo-PersianOil Company, di proprietà della Gran Bretagna, nel 1951, la quale in un'alleanza con gli Stati Uniti si lanciò immediatamente in una cospirazione per imporre un governo fantoccio in Iran.
Quel che accade del seguito è degno di storia. Il colpo di stato della CIA nel 1953. Mossadegh dimessosi, viene incarcerato. Reza Pahlavi, impone una dittatura feroce e diventa uno strumento fondamentale USA nella sua strategia di "contenimento del comunismo" con l'installazione di basi militari e stazioni di spionaggio elettronico contro l'URRS lungo i suoi 1.500 km di confine. Seguono oltre venticinque anni di regime terrorista, in cui la polizia segreta, il SAVAK, creata con l'aiuto del Mossad, diventa famosa per la sua crudeltà. Migliaia di oppositori vengono assassinati. Completamente isolata, la dittatura finisce con il rovesciamento del 1979 attraverso un'insurrezione popolare sorprendente. Nell'insurrezione vi è la presenza dei comunisti ma anche degli ayatolahs che, lungo un periodo di cambiamenti democratici, impongono il loro regime fondamentalista islamico. La guerra (1980-1988) tra Iraq e Iran, istigata dagli Stati Uniti, annienta molto di ciò che resta della rivoluzione.
Ma l'interferenza esterna non finisce con le centinaia di migliaia di morti provocate da questa guerra. L'imperialismo non sopporta chi non si sottomette del tutto.
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