A cura del centro culturale italo-arabo di Torino
Martedì 3 Settembre 2002, 11:32
Iraq, Aziz all'Onu: "Diteci che fare"
JOHANNESBURG - Al vertice della Terra sudafricano la questione irachena è sempre in primo piano. Dopo l'annuncio di
ieri del ministro degli esteri russo
Ivanov di porre un veto in sede Onu contro un possibile attacco americano , oggi giunge una prima
apertura da parte irachena. Il
vicepremier Tareq Aziz, durante un colloquio con Kofi Annan, ha detto che l'Iraq è disposto a collaborare
con le Nazioni Unite per un accordo
globale che metta fine alle contrapposizioni con gli Usa, ma ha anche sottolineato che il suo Paese è pronto
a difendersi da un attacco occidentale.
"Come ho detto al segretario generale dell'Onu", ha spiegato Aziz,
"se qualcuno ha una soluzione
magica, così che tutte le questioni possano
essere risolte con equità e ragionevolezze, noi siamo pronti a cooperare. Ma la crisi è aperta e noi non
sottovalutiamo la minaccia americana e
siamo pronti a difenderci". Aziz ha sottolineato che il rientro degli
ispettori Onu a Baghdad non è la sola
questione da risolvere. "Bisogna risolvere le sanzioni, l'aggressione continua, le minacce di
guerra".
Proprio delle priorità di questi problemi hanno parlato il ministro degli esteri iracheno Naji Sabri e il
ministro degli esteri russo Ivanov
durante un colloquio avvenuto oggi a Mosca. Sabri ha detto: "Prima del ritorno degli ispettori, è necessaria la
fine dell'embargo. Ed è altrettanto
importante rispettare la sicurezza
nazionale, la sua sovranità e la sua integrità nazionale".
Intanto continuano insistenti le voci che considerano imminente un attacco americano in Iraq. Oggi, in
un'intervista al Sole 24 ore, lo
stratega americano Edward Luttwak ha indicato la data dell'inizio
della missione in dicembre. "A
novembre è impossibile: ci sono le elezioni di
medio termine al Congresso e Bush non ritiene opportuno usare la
guerra per fini politici".