www.resistenze.org - popoli resistenti - iraq - 30-09-02

Mandela: gli USA minacciano la pace mondiale

di Ornella Sangiovanni

Gli Stati Uniti sono una minaccia alla pace mondiale. E’ molto duro e non usa mezzi termini Nelson Mandela, una vita spesa a combattere per la libertà e la dignità degli esseri umani, lotta che gli è costata più di 25 anni di carcere.
"Gli Stati Uniti hanno fatto gravi errori nella condotta della loro politica estera, che hanno avuto ripercussioni sciagurate molto tempo dopo che queste decisioni erano state prese" - spiega l’ex presidente sudafricano in una intervista <http://msnbc.com/news/806174.asp> esclusiva sul sito del settimanale americano Newsweek.
Gli esempi non mancano: dal sostegno incondizionato allo Scià in Iran, all’avere armato e finanziato i mujahidin in Afghanistan, invece di sostenere e incoraggiare l’ala moderata del governo afghano, all’avere sabotato la decisione delle Nazioni Unite sul ritiro dei sovietici dall’Afghanistan: azione che Mandela definisce come "la più catastrofica" in assoluto.
Secondo Mandela, la decisione attuale di fare la guerra all’Iraq è motivata dal desiderio del presidente Bush di compiacere l’industria petrolifera Usa e quella degli armamenti.
Quanto alle armi di distruzione di massa, del cui possesso da parte dell’Iraq non ci sono comunque prove, nessuno parla di quelle possedute da Israele, malgrado la cosa sia risaputa. Perché devono esserci due pesi e due misure?
L’ex leader dell’African National Congress è convinto che in questo ci sia anche una questione razziale (paesi "bianchi" e no): una questione che influenza anche l’atteggiamento verso le Nazioni Unite.
Molta gente – sostiene Mandela – dice in silenzio, ma non ha il coraggio di uscire allo scoperto e dirlo in pubblico, che, quando i Segretari Generali erano dei bianchi, Stati Uniti e Gran Bretagna non agivano al di fuori dell’Onu.
Da quando sono arrivati Segretari Generali di colore, come Butrous Butrous Ghali e Kofi Annan, essi non rispettano più le Nazioni Unite, ma le disprezzano.