Come
abbiamo visto, il Consiglio di Sicurezza ha approvato la risoluzione 1441
(2002) all’unanimità.
Il voto ha
colto un po’ tutti di sorpresa, dal momento che l’astensione (se non il voto
contrario) di paesi come la Russia, e soprattutto la Siria, era data per
scontata.
Si è
trattato di un indubbio successo degli Stati Uniti, frutto - a quanto hanno
detto diversi ben informati - di una considerevole pressione politica e
diplomatica svolta non alle Nazioni Unite, ma in diverse capitali.
La pressione
si è concentrata sui 10 paesi membri non permanenti del Consiglio, e in
particolare su quelli non occidentali (il voto favorevole di Irlanda e Norvegia
era infatti dato anch’esso per scontato).
Sette di
questi sono particolarmente interessanti, soprattutto se si ricorda il
precedente del 1990: quando venne approvata la risoluzione che autorizzava
l’uso della forza contro l’Iraq, e gli Stati Uniti quasi dalla sera alla
mattina tagliarono circa 70 milioni di dollari di aiuti allo Yemen che aveva
votato contro la risoluzione da loro sponsorizzata. "Questo sarà il voto
contrario più costoso che abbiate mai dato", disse subito dopo il voto il
rappresentante degli Usa all’ambasciatore yemenita presso le Nazioni Unite.
Vediamo
allora questi paesi uno per uno.
Mauritius – E’ entrato nel Consiglio di Sicurezza lo scorso
anno, con la sponsorizzazione degli Usa. Il pacchetto di aiuti Usa al paese,
autorizzato dal U.S. African Growth
and Opportunity Act (AGOA), richiede che il destinatario degli aiuti
"non si impegni in attività contrarie alla sicurezza nazionale o agli
interessi di politica estera degli Usa".
Durante i
negoziati per l’approvazione della risoluzione 1441 (2002) , l’ambasciatore
delle Mauritius presso l’Onu, Jagdish Koonjul, è stato richiamato
temporaneamente perché la sua condotta aveva dato l’impressione che il suo
paese avesse riserve sulla risoluzione sponsorizzata dagli Usa.
Colombia – Uno dei principali paesi produttori di cocaina
al mondo e un importante fornitore di eroina al mercato Usa, quest’anno ha
ricevuto circa 380 milioni di dollari in sovvenzioni Usa in base al programma International Narcotics Control and Law
Enforcement (INCLE). L’importo proposto stanziato per il 2003 è di 439
milioni di dollari.
Messico – Lo scorso anno ha ricevuto circa 10 milioni di
dollari e quest’anno 12 milioni di dollari in base allo stesso programma. Ha
ricevuto inoltre 28,2 milioni di dollari in Fondi di sostegno economico Usa
(ESF).
Guinea – Ha ricevuto 3 milioni di dollari in sovvenzioni
militari Usa lo scorso anno e si aspetta di ottenere 20,7 milioni di dollari in
aiuti allo sviluppo l’anno prossimo.
Camerun – Non solo ha diritto di ricevere un surplus di
armi Usa gratis ma riceve anche circa 2,5 milioni di dollari in sovvenzioni
annuali per istruzione e formazione militare.
Bulgaria – Dopo la Colombia è il maggiore beneficiario di
aiuti Usa. Lo scorso anno ha ricevuto 13,5 milioni di dollari in sovvenzioni
militari (per la maggior parte per acquistare sistemi di armamenti americani) e
quest’anno altri 8,5 milioni di dollari. L’importo stanziato per il 2003 è di
9,5 milioni di dollari.
Inoltre, la
Bulgaria ha ricevuto 69 milioni di dollari in aiuti in base a un programma Usa
chiamato Sostegno alla Democrazia nell’Europa dell’Est (SEED). La sovvenzione
proposta per il prossimo anno è di 28 milioni di dollari.
Singapore - Oltre alla Siria, è l’unico paese membro del
Consiglio di Sicurezza che non riceve aiuti economici o militari dagli Stati
Uniti. Tuttavia gli Stati Uniti sono il principale fornitore di armi a
Singapore: essi gli hanno venduto armi per 656,3 milioni di dollari lo scorso
anno e per la cifra stimata di 370 milioni di dollari quest’anno.
Fonte: InterPress Service
O.S.
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