Bombe e ispettori
Lunedì 2 Dicembre 2002, 8:40
Iraq: lettera di proteste all'Onu per raid aerei angloamericani
BAGHDAD (Reuters) - L'Iraq ha protestato presso le Nazioni Uniti per i ripetuti raid aerei angloamericani nelle due
"no-fly" zone (zone di non
sorvolo) a nord e a sud del paese, mentre gli ispettori Onu sono
ancora al lavoro nel paese.
La protesta, resa pubblica oggi alla stampa di Baghdad, è datata ieri, quando gli aerei occidentali hanno
bombardato un obiettivo nella città
portuale meridionale di Bassora.
I funzionari iracheni hanno detto che quattro persone, che lavoravano presso gli uffici di una compagnia
petrolifera, sono rimaste uccise sotto
gli attacchi.
I militati americani insistono sul fatto che i loro aerei hanno lanciato armi di precisione contro la difesa
aerea irachena e che hanno sempre
cercato il più possibile di evitare di colpire i civili.
In una lettera indirizzata al segretario generale dell'Onu Kofi Annan, il ministro degli esteri iracheno Naji Sabri
ha denunciato che i raid sono
terrorismo di stato e ha detto che l'Iraq si difenderà sempre.
"Gli attacchi degli aerei angloamericani sulle città irachene e sui villaggi e le infrastrutture della
repubblica dell'Iraq... sono terrorismo
di stato, aggressione gratuita e una dura interferenza nelle questioni interne irachene", è scritto
nella lettera.
La lettera dice che l'Iraq "conserva il suo diritto... di autodifendersi contro questa continua
aggressione terrorista in linea con lo
statuto della Nazioni Unite".
Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna sostengono semplicemente di rispondere al fuoco dell'artiglieria
antiaerea irachena contro i propri
aerei che pattugliano la no-fly zone nel nord e nel sud dell'Iraq. L'aviazione americana, con jet britannici,
controlla due no-fly zone create a nord
e a sud dell'Iraq dopo la guerra del Golfo del '91. Le zone, che Baghdad non riconosce, sono state
imposte per proteggere un'enclave curda
nel nord e i musulmani sciiti nel sud da possibili attacchi del governo iracheno.
La lettera elenca otto raid compiuti tra il 22 ottobre e il 17 novembre.
ISPETTORI ONU AL LAVORO
Intanto, gli esperti agli armamenti dell'Onu oggi hanno fatto irruzione in un complesso industriale militare a
Baghdad nel quinto giorno di ispezioni
per cercare le presunte armi di distruzione di massa nascoste in Iraq.
Un team di ispettori è entrato, senza alcun impedimento, nel quartiere generale di Karamah della commissione per
l'industrializzazione militare
dell'Iraq a Wazireyah, il distretto industriale della capitale.
Il sito si trova a pochi km dai quartieri generali degli ispettori presso l'ex Canal Hotel alla periferia di
Baghdad.
Subito dopo essere entrati, gli esperti hanno impedito qualsiasi movimento da e verso il complesso. Un
ingegnere iracheno che è stato fermato
all'ingresso ha detto che il sito non dispone di alcun tipo di laboratorio. L'attività che si svolge
all'interno si basa su progetti
d'ingegneria, ha aggiunto.
Il complesso sembra essere ben protetto con attorno un'alta recinzione. Un grande cartellone all'ingresso principale
mostra il presidente iracheno Saddam
Hussein ed uno slogan: "L'aquila rimane libera".
Sottolineando che la loro missione è ancora ai primissimi giorni, gli ispettori dicono di non avere ancora trovato
alcuna prova di armamenti proibiti e di
non avere incontrato alcun ostacolo da parte delle autorità irachene che sembrano ansiose di evitare ogni scontro
che possa condurre a una guerra.
Gli ispettori sono ritornati in Iraq la settimana scorsa per la prima volta dopo quattro anni con un nuovo mandato
del Consiglio di Sicurezza dell'Onu per
cercare possibili armi chimiche, biologiche e nucleari che l'Iraq nega di possedere.
Ieri un gruppo di esperti ha ispezionato una pista di atterraggio per elicotteri, usati per cospargere il raccolto
di pesticidi, a 30 km a nordest di
Baghdad. Gli ispettori hanno detto che l'Iraq aveva dichiarato che il sito era stato usato per sviluppare armi
biologiche nel 1988.