www.resistenze.org - popoli resistenti - iraq - 07-12-02

Un nuovo R ambouillet?

di Jean Bricmont.

Traduzione di Maurizio Franceschini.

A Il'epoca dei negoziati di Rambouillet che avevano permesso nel 1999 di legittimare - a causa della «intransigenza serba» . i bombardamenti sulla Y ugoslavia, ove si esigeva dal governo iugoslavo che accettasse di firmare un documento in cui era specificato (A nnesso B, sezione 8) che «che il personale della Nato, insieme ai veicoli, navi, aerei, aveva diritto di libero accesso, senza restrizione alcuna, di attraversare tutto il territorio della Repubblica federale yugoslava, ivi compreso lo spazio aereo e le acque territoriali annesse. Tutto ciò includerà, senza alcun limite, il diritto di bivacco, di manovra, di alloggiamento e l'utilizzazione di ogni sito all'uopo necessario a fini di appoggio, addestramento ed operativi.».
Notiamo che tutto ciò riguardava l'intero territorio iugoslavo, non solamente il Kossovo. La Nato si arrogava il diritto di utilizzare gratuitamente: gli aereoporti, le strade, le ferrovie, i porti e le telecomunicazioni (sezione Il e 15). Il suo personale doveva essere protetto da ogni azione giudiziaria o ingerenza messa in atto dalle autorità iugoslave (sezione 6 e 7).
La risoluzione 1441 approvata all'unanimità dal consiglio di sicurezza impone delle esigenze al pari inaccettabili per l'I rak. D a una parte, gli iracheni debbono menzionare, in un arco di trenta giorni, tutti i loro programmi nucleari, biologici e chimici, ivi compresi quelli che essi stimassero non a fini militari (articolo 3). Ci si domanda come un qualunque paese, appena industrializzato, possedendo, ad esempio, un industria chimica, possa soddisfare una tale esigenza. N on di meno, tutte le false dichiarazioni saranno considerate come una v iolazione della risoluzione (articolo 4).
Per di più, gli ispettori possono impedire agli iracheni di circolare in qualsiasi parte del loro territorio (articolo 7). Un n u mero « suff iciente», ma no n specificato, di tru ppe O nu potrà garanti re la sicu rezza degl i ispetto ri. F'i nal mente, costo ro potranno condurre, con la propria famiglia, per interrogarlo fuori dall'I rak, qualsiasi cittadino iracheno (articolo 5). Ciò vuoi dire che, in linea di principio, essi potrebbero chiedere anche a Saddam H ussein fi seguirli negli Stati Uniti. Per coronare il tutto, il consiglio riafferma il suo impegno a garantire la sovranità r l'integrità territoriale dell'lrak.
Per apprezzare al suo giusto valore questa «ultima possibilità di pace», è utile di ricordarsi la testimonianza di Scott R itter, repubblicano americano e vecchio ispettore dell'O nu in I rak, il quale, oltre che aver percorso tutto il mondo dichiarando che nel 1998 l'I rak era disarmato, ha affermato al Senato francese, il lO aprile 2002, che « quando R ichard Butler ha autorizzato l'impiego di queste tecniche adatte a trovare delle armi, utilizzate dalla mia equipe, per indagare sulla affidabilità di Saddam H ussein su richiesta degli Stati Uniti, al fine di favorire la politica unilaterale americana di abbattimento del regime, l'operazione divenne un atto di spionaggio. E' il motivo per cui sono partito: non ho voluto partecipare ad una simile impresa.»
Ci si ricorderà che davanti al tribunale dell'Aia, Rade M arkovic, vecchio capo della sicurezza serba, presentato come testimone d'accusa al processo Milosevic, ha dichiarato, il 26 luglio 2002, di essere stato torturato ed essersi visto offrire una vita di lusso a l'estero (con la famiglia), se accettava di fare il falso testimone. Così va la giustizia dei potenti!
Nel mondo arabo, si è fatto buon viso a cattivo gioco. La Siria tenta di giustificare il suo voto, assicurando che esso permetterà di evitare la guerra, quando il N ew York T ime (del 9 novembre) scrive che la campagna di bombardamenti durerà meno di un mese e che gli Stati Uniti temono che gli iracheni, sia con i commando suicidi, sia battendosi strada per strada nelle città, ne macchieranno la vittoria americana col sangue, con l'intenzione di aumentare i sentimenti antiamericani nella regione.
C he barbari! A Ilora è errato dire che la guerra comincerà - essa non fa che perpetuarsi dal 1991, con dozzine di migliaia di voli anglo americani sull'lrak e centinaia di migliaia di morti dovuti ad un embargo di una crudeltà unica nella storia.
La risoluzione 1441, è la Monaco del Terzo Mondo, - dare carta bianca all'imperial ismo più aggressivo del momento, come fecero i dirigenti anglo.francesi nel 1938. U n grande progresso è stato realizzato dopo la guerra in Yugoslavia: quello non aveva nessuna base giuridica, mentre la guerra contro l'lrak avrà un base legale. La France ha reso un grosso servizio agli Stati Uniti, anche se lor signori si rifiutano di ammetterlo: vi è di meglio per i potenti che violare il diritto. è avere un ordine legale dallo loro parte.
Tra poco, non resterà più ai soldati iracheni che battersi per il proprio onore sui campi di battaglia e ai loro dirigenti scegliere tra la tomba e la prigione. Essi resisteranno forse eroicamente, ma come combattere tra un diluvio di bombe, di fronte ad un avversario che possiede l'arma nucleare e che si dichiara disposto a servirsene se la resistenza diventa troppo forte? I sopravvissuti dovranno rivivere per un periodo indeterminato, che è poi la sorte dell'immensa maggioranza dell'umanità, per decenni se non per secoli: il giogo coloniale. Ciò non sarà nuovo per loro; dopo la fine dell'impero turco, Lord Curzon, il quale dirigeva gliaffari esteri britannici, aveva proposto che il Medio Oriente fosse governato da «un governo di facciata arabo diretto dai britannici», senza amministrazione diretta, ma dissimulata da delle «finzioni costituzionali» tali e quali un «protettorato, una zona di in influenza, uno stato tampone, ecc.»
Si deprederanno le loro risorse: questa sarà la ricostruzione dell'I rak. Si sprecherà il loro petrolio nelle nostre case surriscaldate, nelle bettole e cucine; incidentalmente, si distruggerà forse il clima del pianeta. Si eliminerà dal loro personale politico tutti coloro che tentano di difendere, almeno in piccola parte, la sovranità della nazione. questa sarà la democratizzazione dell'I rak.
M olti dell'Q N G e dei difensori dei diritti dell'uomo si rallegreranno della sparizione di un tiranno (senza avere il coraggio di ringraziare G . W. B ush. Degli spiriti malvagi si ricorderanno che, se c'è una grande quantità di tiranni nel mo ndo, so lo Saddan H ussein ha osato di re, dopo l'11 settembre: «coloro che pensano che la vita del loro popolo è preziosa devono ricordarsi che preziosa è anche la vita degli altri popoli.». I nuovi padroni dell'lrak ringrazieranno gli Stati Uniti di averli liberati. Quando gli iracheni saranno sufficientemente umiliati, si organizzeranno elezioni libere. Si elaboreranno nuovi piani di pace per la Palestina.
Durante questo periodo, gli intellettuali occidentali espressero frettolosamente i loro giudizi sugli avvenimenti  del momento: la critica del fanatismo religioso e della intolleranza. Si rivisiti Voltaire!
Ci si metta in guardia contro l’antiamericanismo, questa malattia che si ritiene colpisca particolarmente i paesi europei dove le manifestazioni contro la guerra sono le più fiacche, cioè la Francia. Rari sono coloro che si domandano se il vero fanatismo non è che questa sete infinita di potenza  e di profitto che domina  l’Occidente, né se la collera  che tanta ingiustizia e cinismo provoca nel mondo arabo e musulmano non sia legittima. A meno di un vasto movimento internazionale che cambi il corso delle cose, si costaterà forse un giorno che l11 settembre non è stato che l’inizio.