da Parti du travail de
Belgique
http://www.ptb.be/scripts/article.phtml?section=A1AAABBOBA&obid=21036
traduzione dal francese di F.R.
Una risoluzione da non prendere
Davide
Pestieau 09-09-2003
George W. ha delle
grosse preoccupazioni. Quattro mesi dopo avere annunciato la fine della guerra
in Iraq, esige di nuovo 87 miliardi di dollari dal Congresso americano.
Non poteva vedere le
Nazioni Unite nemmeno in foto, ma chiede la creazione di una forza
multinazionale approvata da una risoluzione dell'ONU. Una forza sotto comando
americano. Ciò vuol dire dividere i costi dell'aggressione in uomini e denaro
agli altri paesi del mondo, pur mantenendo l'ultima parola.
Cosa che non piace a molti paesi tra cui il Belgio ma si impone la vigilanza.
Guy Verhofstadt ha
risposto in anticipo, all'epoca del rientro diplomatico: "Come nel caso dell'Afghanistan, è
assolutamente necessario che il Consiglio di sicurezza prenda una nuova
risoluzione, che formi il quadro della stabilizzazione e della ricostruzione
dell'Iraq e che ponga le truppe straniere in questo paese sotto la bandiera
dell'ONU." Una risoluzione che permetterebbe l'invio di truppe
belghe in Iraq, aggiunge.
Anche sotto questa
forma, una tale risoluzione merita soltanto la pattumiera, ciò nell'interesse
del popolo iracheno e nell'interesse della pace mondiale.
La condizione primaria
della stabilizzazione dell'Iraq, è la partenza immediata delle truppe di
occupazione. Gli iracheni l'esigono. La guerra era illegale, l'occupazione
dell'Iraq è altrettanto illegale. Anche l’ONU non l'ha mai negato, e sarebbe
inaccettabile che lo faccia a posteriori.
Fare "..come in
Afghanistan", significherebbe mandare delle truppe della NATO a sostenere
la guerra USA sperando di raccogliere una parte del bottino, quello del
petrolio iracheno.
La prima condizione
della ricostruzione dell'Iraq, è che i danni di guerra siano pagati
integralmente dai paesi aggressori e che il popolo iracheno possa disporre
interamente delle sue risorse petrolifere. Ogni altra soluzione ritornerebbe a
fare pagare il prezzo dell'aggressione USA al popolo iracheno ed agli altri
popoli del mondo.
Solo al popolo
iracheno spetta il diritto ed il dovere di fare la scelta del suo governo.
E se una forza di pace
si rivelasse necessaria per permettere ad un vero governo di transizione di
organizzare delle elezioni, una forza regionale formata unicamente dai paesi
arabi sarebbe perfettamente sufficiente.