Hanno mentito, su tutto
Malgrado gli sforzi creativi dell’ Amministrazione Bush, si attendono ancora le
prove sui collegamenti dell’ Iraq col terrorismo internazionale ed il suo
coinvolgimento negli eventi dell’ 11 settembre 2001.
Nonostante la cattura di
tutti gli scienziati iracheni non è stata mostrata alcuna prova che l’ Iraq
stesse lavorando su armi biologiche e chimiche.
I “laboratori mobili” montati su camion sempre in movimento per tutto il
territorio iracheno di cui parlò nel marzo 2003 Colin Powell all’ ONU,
probabilmente non hanno ancora esaurito la benzina.
L’ Iraq non tentò mai di comprare uranio dal Niger per costruirsi la bomba
atomica: proprio in questi giorni la Cia per scagionare Bush si è assunta la
responsabilità di aver fornito al presidente Usa notizie false.
Le “armi di distruzione di massa” con cui Saddam Hussein minacciava la
sicurezza degli Usa sono esistite solo nella tesi di laurea del 1991 di uno
studente californiano da cui buontemponi dell’ intelligence britannica hanno
pedestremente copiato.
A meno di un prodigioso ritrovamento che a questo punto equivarrebbe
all’apparizione della Madonna nella calura estiva, queste ormai mitiche armi di
distruzione di massa sono state una colossale truffa mediatica buona solo per
motivare l’aggressione all’ Iraq.
Le guerre coloniali degli imperialismi occidentali sono state giustificate
quasi sempre con la necessità di liberare i popoli da feroci dittature per
imporgli invece la superiore civiltà occidentale.
Ma questa filantropica esigenza di portare la libertà, la democrazia ed i
diritti umani, cioè questo diritto dell’occidente alla “ingerenza democratica”
viene invocato per l’ Iraq proprio mentre nei paesi del nord del mondo è in
corso da tempo uno straordinario attacco alle stesse libertà ed agli stessi
diritti democratici che si vorrebbero esportare in Medio Oriente, in nome della
globalizzazione, del libero mercato, della governabilità, del pericolo
terrorista ecc.
La famosa democrazia USA, in Iraq, è magistralmente rappresentata dal
neonato “Governo di transizione verso la democrazia”, un organismo varato il 13
luglio 2003 privo in pratica di qualsiasi reale autonomia in quanto il
proconsole USA Paul Bremer ha il diritto di veto su tutte le decisioni.
Questo “consiglio di governo” è composto da 25 membri privi di ogni
credibilità politica e morale (come Ahmed Shalabi, il Berlusconi iracheno, già
condannato in Giordania per bancarotta fraudolenta) che rappresentano solo loro
stessi, i loro personali interessi o quelli del loro clan e che certamente si
sono impegnati a non intralciare gli interessi del loro padrone yankee.
CON LA RESISTENZA DEL POPOLO IRACHENO
VIA TUTTE LE TRUPPE STRANIERE DALL’ IRAQ
L’ IRAQ AGLI IRACHENI
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