www.resistenze.org - popoli resistenti - iraq - 16-04-04

da www.ptb.be - Parti du Travail de Belgique -PTB
http://www.ptb.be/scripts/article.phtml?section=A1AAABBSBA&obid=23393
traduzione dal francese del Ccdp

Da Sadr City a Fallujah: l'Iraq di fronte all'esercito Usa


Da dieci giorni, la resistenza irachena si è estesa a tutto il paese: è passata ad una larga insurrezione armata, prendendo il controllo di città come Koufa, Kout, Nadjaf, Kerbala e Fallujah. Gli Stati Uniti rispondono con una guerra totale con F-16 e carri armati: è iniziata una nuova fase della "guerra del dopoguerra"

Mohammed Hassan e Davide Pestieau
14-04-2004

In molte grandi città dell'Iraq, al Sud come al Nord, l'esercito americano ed i suoi alleati hanno perso il controllo di interi quartieri. Questi sono stati liberati da una resistenza nazionale.

A Kirkouk e Mossoul al Nord, a Bagdad, a Fallujah ed a Ramadi nel centro, a Kout, Koufa, Kerbala, Nadjaf, Bassorah e Nassariyah nel Sud, i commissariati e gli insediamenti della coalizione sono stati presa di mira da migliaia di insorti armati. La resistenza si è impossessata di importanti scorte di armi.

Più di 40 soldati americani sono stati uccisi. A Kout, mercoledì scorso (7 aprile), la coalizione ha subito la sua disfatta più umiliante: le truppe ucraine sono state costrette di lasciare la città(1).

Ma è a Fallujah, una città di 300.000 abitanti, che gli scontri sono più duri. Centinaia di iracheni sono morti sotto i bombardamenti americani. La città, dove hanno avuto luogo le prime azioni di resistenza nell'aprile 2003, è diventata il simbolo del movimento in tutto l'Iraq.

Non si tratta di un piccolo movimento senza importanza

I nostri media si interrogano: "Come faranno gli americani contro il fronte del "triangolo sunnita" al centro ed a quello della ribellione sciita"?

As'ad AbuKhalil, professore all'università di stato della California, risponde loro: "Si può parlare in effetti, di un solo fronte. Ho seguito i servizi di media arabi. Dicono che ( ) molti combattenti nelle vie insistono sull'unità nazionale. Ci sono degli slogan che sottolineano che sunniti e sciiti combattono insieme. I rapporti indicano che le persone del distretto di Al-Azamia, a Baghdad, per esempio, sono uniti nella resistenza. Nascondono i combattenti, li nutrono e li proteggono. È un fenomeno nuovo. Non si tratta di un piccolo movimento che gli occupanti potrebbero averne ragione in due o tre giorni. È veramente un grosso movimento che potrebbe ampliarsi ancora. Che restino o che partano, gli Stati Uniti saranno perdenti. È una sceneggiatura che l'amministrazione Bush non ha immaginato quando parlavano di cambiare il Medio-Oriente"(2)

Il manager del Pepsi Cola Iraq: "Paul Bremer ha distrutto il mio paese"

Gli americani vorrebebro un Iraq diviso su base religiosa o etnica, ma l'immensa maggioranza degli iracheni difende l'integrità del territorio. In un anno, anche gli strati meno coscienti della popolazione si sono rivolti contro l'occupazione. Il manager di Pepsi Cola Iraq che aveva accolto gli americani come liberatori afferma oggi: "Paul Bremer ha distrutto il mio paese."

Gli americani hanno sempre affermato che la resistenza si concentrava nel "triangolo sunnita" (detto il triangolo nazionale dagli iracheni). Ma, se la resistenza è iniziata in questa regione, densamente popolata, dalle ricche terre agricole, è solo perché questa regione si presta meglio per la guerriglia armata. La resistenza nazionale ha sempre affermato del resto che la resistenza si estenderà al Sud più desertico quando i tempi saranno maturi, quello che adesso sta accadendo.

Ci sono dei legami tra le milizie sciite e sunnite

Stretti legami si sono annodati poco a poco durante tutto quest'anno tra le differenti componenti della resistenza. Il leader sciïta Al-Sadr ha organizzato il suo esercito, Al-Mahdi, dal luglio 2003. È stato finanziato ed armato dalla la resistenza del Triangolo nazionale, composto principalmente di ufficiali del vecchio esercito iracheno. Come deve ammettere il capo dell'esercito di terra USA in Iraq, Sanchez,: Ci sono dei legami "alla base" tra le milizie sciite e gli insorti sunniti"(3). Questo spiega perché dei ritratti del leader sciïta Sadr sono stati esposti accanto a quelli di Saddam nella città "sunnita" di Fallujah, mentre dei volantini di sostegno alla resistenza di Fallujah, circolano nel quartiere insorto sciita di Sadr City(4).

Non si tratta quindi un'insurrezione spontanea, legata ad un avvenimento particolare, né di un'unione di circostanza, ma di una vera resistenza organizzata e strutturata, avendo una base forte nella popolazione, al Nord come al Sud.

Comunque si evolva la battaglia attuale, gli avvenimenti degli ultimi giorni portano nuovi strati della popolazione nella resistenza.

L'esercito US non è più sicuro da nessuna parte. Salvo nel Kurdistan è costantemente sotto tiro.

Impantanato completamente in Iraq, il ministro della Difesa, Rumsfeld ha richiesto delle truppe supplementari. Nello stesso tempo vuole ritardare il ritorno delle truppe presenti in Iraq da più di un anno e chiamare la NATO in soccorso(5).

Il progetto americano di un nuovo esercito e di una nuova polizia irachena al loro soldo è sul punto di fallire. A Sadr-City, Kerbala e Nadjaf, centinaia di membri di questo esercito si sono arresi agli insorti. Alcuni sono passati alla resistenza(6).

Note:
1 Battles rage from north to south, Jonathan Steele in Baghdad and Ewen MacAskill, April 8, 2004. The Guardian ·
2 Iraq Intifada: U.S. Faces New Resistance Front As Shiites Join Armed Uprising, April 6, 2004,
http://www.democracynow.org/article.pl?sid=04/04/06/1354213
3 MSNBC News, April 8, 2004, Militiaman loyal to an anti-U.S. Shiite cleric controlled large swaths of three Iraqi cities ·
4 Iraq on the brink of anarchy, Robert Fisk, April 6, 2004, The Independent ·
5 Rumsfeld denies Iraq situation spiralling out of control, ABC news, April, 8, 2004 ·
6 Iraq Intifada: U.S. Faces New Resistance Front as Shiites Join Armed Uprising, ibidem.


Chi è Moqtadah Al-Sadr?

Moqtadah Al-Sadr ed il suo esercito, Al-Mahdi, sono una delle componenti della resistenza irachena. Al-Sadr è rispettato particolarmente perché figlio del più grande ayatollah della comunità sciita, ucciso nel 1999. Abitando nel quartiere povero di Saddam-City, a Bagdad, 800.000 abitanti, quartiere ribattezzato oggi Sadr City, è diventato il portavoce sciita di una maggioranza di disoccupati, ma anche di soldati e sottoufficiali smobilitati del vecchio esercito iracheno che era composto dal 85% di sciiti. Il suo movimento, quasi inesistente un anno fa, è cresciuto sviluppando una rete di aiuto sociale ed alimentare, come hanno fatto nel passato gli Hezbollah nel Libano ed Hamas in Palestina. Difende l'unità dell'Iraq e chiede la fine immediata dell'occupazione. Sadr ha dichiarato che: "L'Iraq sarà un nuovo Vietnam per l'America e gli occupanti"(1). Egli è un nazionalista arabo a base religiosa. Quello che lo distingue dai componenti nazionalisti e comunisti della resistenza è che invoca uno Stato islamico basato sul sciaria.

Egli si oppone al grande ayotallah Al-Sistani che continua ad influenzare grandemente la comunità sciita dell'Iraq? Non esattamente. Al-Sistani, come Sadr, è contro l'occupazione americana, alla nuova costituzione ed al governo iracheno stipendiato dagli americani. Del resto gli americani sono molto preoccupati perché Sistani non ha condannato fermamente l'insurrezione di Al-Mahdi(2).

1 Defiant al-Sadr vows uprising will continue, 6 april 2004, Al-Jazeera
2 On the brink of anarchy, Julian Borger and Jonathan Steele, Tuesday April 6, 2004. The Guardian.